Infezioni delle vie respiratorie: come proteggere il bambino?
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29 novembre 2018

Infezioni delle vie respiratorie: come proteggere il bambino?

Gli accorgimenti per offrire ai più piccoli un ambiente sano e ridurre il più possibile il rischio che si ammalino

Infezioni delle vie respiratorie: come proteggere il bambino?

Il caldo umido che si è protratto ben oltre i limiti della stagione, poi le piogge forti e, infine, l’abbassamento repentino delle temperature. Le condizioni climatiche di questo autunno sono state anomale e sgradevoli, ma non sono le sole responsabili delle infezioni delle vie respiratorie che, come ogni anno, tornano a diffondersi tra le famiglie. Ecco i consigli dell’esperto per proteggere i più piccoli.

Se si ammala il fratellino maggiore

“La ragione principale per cui l’autunno porta infezioni delle vie respiratorie, come raffreddore, tosse e febbre, è l’estrema facilità di trasmissione dei microrganismi conseguente alla riapertura di scuole e asili”, dice Antonio Di Marco, pneumologo dell’Unità Operativa di Broncopneumologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Questi luoghi di aggregazione sono riserve di virus e batteri che i bambini contraggono e portano a casa, ammalandosi e contagiando i genitori e i fratellini più piccoli. Ecco perché, in presenza di un neo arrivato in famiglia, sarebbe preferibile posticipare di qualche mese l’ingresso all’asilo di un eventuale fratellino maggiore. Si favorirebbe la creazione di un bozzolo protettivo intorno al neonato. Sappiamo, però, che nella maggioranza dei casi questa via è impraticabile per motivi sociali oppure non condivisa per motivi culturali”.

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Le accortezze per proteggere i più piccoli

Che cosa si può fare, allora, in termini di condizioni ambientali e cure quotidiane, per ridurre il rischio che i piccolissimi si ammalino? “In primo luogo, evitare l’esposizione al fumo, che infiamma le vie respiratorie e le rende più vulnerabili”, avverte Di Marco. “Nel 40% delle famiglie italiane almeno un genitore è fumatore e questa abitudine si ripercuote negativamente sui figli. Vietato fumare in loro presenza e in casa. Meglio sarebbe smettere del tutto”.

Bisogna, inoltre, limitare la frequentazione di luoghi affollati con il bimbo ed evitare, per quanto possibile, anche l’affollamento in casa. Per le grandi riunioni di famiglia, meglio aspettare che il piccolo abbia qualche mese. “Nei primi mesi, infatti, il sistema immunitario del bambino è pressoché vergine”, spiega l’esperto. “Il bebè è protetto solo dagli anticorpi trasmessi dalla madre in gravidanza attraverso la placenta e, se è nutrito al seno, da quelli passati attraverso il latte. Le sue difese personali sono ancora ‘inesperte’. Un banale virus, che a un adulto provoca solo due linee di febbre e qualche fastidio, può causare sintomi molto più rilevanti a un neonato”.

In casa, occorre tenere sotto controllo la temperatura e l’umidità ambientali. “La temperatura ottimale è di 19°-20°, con una percentuale di umidità del 50-60%”, dice Di Marco. “Non bisogna tenere al massimo il riscaldamento e, affinché l’aria non sia troppo secca, è sufficiente controllare che le vaschette d’acqua dei termosifoni siano sempre piene. Non è pertanto generalmente necessario l’utilizzo di umidificatori”.

Un’altra accortezza per aiutare il bebè a respirare meglio ed evitare insidiosi ristagni che possono dare il via a infezioni delle vie respiratorie, è tenere libero il suo nasino effettuando quotidianamente il lavaggio nasale con soluzione fisiologica. Una sana abitudine, efficace anche per curare e prevenire le complicazioni del raffreddore.

Sì alle uscite, ma ben coperti

Le passeggiate all’aria aperta possono essere benefiche, anche perché la concentrazione di germi all’aperto è inferiore rispetto ai luoghi chiusi. “Il freddo non è in assoluto un ostacolo, a patto di coprire adeguatamente il bambino, tenendo conto del fatto che i più piccoli si muovono poco e hanno difficoltà a mantenere la temperatura corporea”, spiega l’esperto. “Le ore migliori per uscire a fare una passeggiata in questa stagione sono quelle centrali della giornata: dalle 10 alle 15. Meglio evitare di uscire quando piove o c’è vento forte”.

Fuori a giocare?Si può anche col freddo

Infezioni delle vie respiratorie: cosa fare se si ammala?

Se nonostante tutte le precauzioni, il bebè di poche settimane o pochi mesi si ammala, come gestire la situazione? “Dipende dalle sue condizioni generali”, risponde Di Marco. “Se ha un po’ di raffreddore e un lieve rialzo di temperatura, ma è vivace, si alimenta regolarmente e il suo ritmo sonno-veglia è pressoché inalterato, i genitori possono limitarsi ad avvertire il pediatra e osservare il piccolo senza intervenire. Se la febbre supera i 38 gradi, oppure se il bambino è abbattuto e poco reattivo o se ha il respiro affannoso, una visita medica è necessaria. Nei primi mesi di vita spetta al pediatra valutare l’eventuale somministrazione di antipiretici, anche se sono farmaci da banco”.

Senza essere allarmisti, un’attenta sorveglianza è necessaria perché un’infezione delle vie respiratorie superiori nei piccoli può spostarsi più facilmente alle vie aeree inferiori e innescare complicanze, come una bronchiolite o una broncopolmonite. “Dato che nei primi mesi i neogenitori sono poco esperti, è meglio che eccedano in prudenza e si rivolgano al pediatra se sospettano che il bimbo stia male. Il periodo di massima incidenza della bronchiolite è proprio questo: da fine novembre ai primi di febbraio”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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