Inappetenza di stagione: è giusto insistere o assecondarla?

10 giugno 2019

Inappetenza di stagione: è giusto insistere o assecondarla?

Guarda il piatto con aria schifata, lo spinge lontano e si gira dall'altra parte. Oppure ci mette un'ora per mandare giù due bocconi. Quando arriva il momento del rifiuto dei pasti, bisogna capire qual è la strategia migliore

Inappetenza di stagione: è giusto insistere o assecondarla?

Quando arriva la bella stagione, può capitare che i piccoli si mostrino meno interessati al momento del pasto. Complice il caldo, certo, ma anche le tante, diverse attività a cui possono dedicarsi. Primo fra tutti, il gioco all’aria aperta. L’inappetenza, però, sorprende i genitori. Specie se, in genere, hanno a che fare con una “buona forchetta”. E, in alcuni casi, si preoccupano. Dopo aver verificato che il bimbo non abbia disturbi, che cresca bene e sia in forze, come comportarsi? È giusto tentare di tutto per convincerlo oppure lasciare che si regoli da solo? Ecco le testimonianze di due mamme che hanno deciso di affrontare il tema inappetenza in modi opposti. E il parere dell’esperto.

Simona: le tento tutte

“In questo periodo a tavola è tutto un “no, no, no”. E non c’è modo di convincerlo”, racconta la mamma di Carlo, 20 mesi. “Non c’è aeroplanino o balletto che possano fargli aprire la bocca! Io ci provo: per esempio cerco di distrarlo con il video di una canzone allegra, ma Carlo canta e balla, senza mangiare. A volte leggo ad alta voce qualche libretto, per fargli accettare una cucchiaiata di minestra in più. Questo tentativo è già più efficace, ma non appena lui si rende conto, inizia a sputare. Il pediatra è tranquillo perché comunque è un bambino sano, che cresce normalmente. Nemmeno io mi preoccupo eccessivamente, però mi dispiace perché dedico tempo e amore alla preparazione dei suoi piatti e lui non li assaggia nemmeno. Alla fine, però, qualcosa che gli piaccia cerco di dargliela…”.

 

Sara: la parola d’ordine è pazienza

“Il nostro svezzamento è stato lunghissimo”, ricorda la mamma di Ludovica, due anni e mezzo. “Non ne voleva sapere del cucchiaino, tanto meno di masticare. Con tanta fatica, pazienza e soprattutto amore abbiamo deciso di aspettare i suoi tempi. Nonostante i molti consigli non richiesti e i commenti inopportuni ricevuti, adesso posso dire che sono molto felice di aver seguito il mio istinto. Lei oggi ama mangiare il pesce, le uova e i formaggi freschi, non apprezza molto la carne, ma ognuno ha i suoi gusti. Rimane in ogni caso una bambina lenta nel mangiare, spesso schizzinosa e facilmente distraibile, soprattutto nei cambi di stagione, ma la mia pazienza non è assolutamente finita: continuo a seguire i suoi tempi. Certo, servono pazienza e determinazione, anche per sopportare i commenti di chi suggerisce di obbligarla con la forza o affamarla…”.

 

Il parere del pediatra: inappetenza? Mai insistere

“Quando il bambino cresce nella norma ed è in buona salute, non c’è nessuna ragione di allarmarsi o di insistere se, in certi periodi, appare poco interessato al cibo”, raccomanda Leo Venturelli, pediatra di famiglia a Bergamo. “Evitiamo, quindi, di inseguirlo con il cucchiaino o di ricorrere a giochi e canzoni per farlo mangiare di più. Piuttosto, a ogni pasto proponiamo frutta e verdura (quest’ultima meglio se cruda da sgranocchiare, tagliata a fettine o appena scottata per ammorbidirla), e mostriamo al bambino che consumiamo volentieri questi alimenti. L’esempio è fondamentale! Un’altra accortezza è quella di non offrirgli continui spuntini: se ha mangiato poco, meglio aspettare il pasto successivo per compensare. Con l’arrivo della bella stagione, il suggerimento è di portare fuori i piccoli perché possano muoversi e giocare all’aria aperta e, se possibile, organizzare qualche gita nella natura (al mare o in montagna): in questo modo si stimolano l’appetito e il sistema immunitario”.

 

di Giorgia Cozza

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