Impetigine, un problema che riguarda il 12% dei bimbi

24 settembre 2019

Impetigine, un problema che riguarda il 12% dei bimbi

È molto frequente, soprattutto tra i più piccoli, ma è importante trattarla il prima possibile per evitare che l'infezione si estenda

Impetigine, un problema che riguarda il 12% dei bimbi

È tra le infezioni cutanee più comuni dell’infanzia ed è molto contagiosa. Più frequente nella stagione caldo-umida, l’impetigine si trasmette per contatto diretto, ma anche attraverso vestiti o asciugamani. L’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid) raccomanda di mantenere la cute pulita e ben idratata per tenere a bada i batteri che possono insediarsi all’interno – magari attraverso piccole lesioni  – e generare infezioni diffuse.

Ai primi segnali, chiama il pediatra

Ma cosa fare in caso di infezione? “È importante intervenire tempestivamente prima che questa degeneri e si estenda”, avverte Susanna Esposito, Presidente di WAidid e Professore Ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia. “Per curare piccole lesioni, infatti, può essere sufficiente una terapia antibiotica topica. Al contrario, in presenza di lesioni estese o di sintomi quali febbre o malessere generalizzato, diventa necessario intervenire con un trattamento sistemico per bocca”.

Il primo riferimento è sempre il pediatra, a cui spetta valutare l’entità del disturbo e l’opportunità di approfondire con una visita dermatologica. Questa è utile in presenza di forme recidivanti, di lesioni molto estese o di infezioni cutanee di difficile interpretazione, nel caso il bambino sia affetto da malattie sottostanti quali, ad esempio, una grave dermatite atopica. “Per consentire al pediatra di inquadrare il problema, è bene segnalare eventuali sintomi, come l’insorgenza di febbre, che spesso si accompagna a un’infezione estesa. Possibili fattori predisponenti alla diffusione dell’impetigine sono: lesioni cutanee, punture di insetto, l’assunzione di farmaci o una riacutizzazione della dermatite atopica, che può portare il bambino a grattarsi e a peggiorare la situazione”, spiega l’esperta.

Una nuova terapia per l’impetigine

Contro la forma non bollosa, la più comune, c’è una novità terapeutica: l’ozenoxacina, principio attivo alla base di una pomata antibiotica battericida che agisce rapidamente e gode di una buona tollerabilità a partire dai 6 mesi di vita. Basta somministrarla due volte al dì per 5 giorni per ridurre l’impatto dell’infezione. “Se le lesioni dell’impetigine sono molto estese, però, si rende necessaria la cura antibiotica per bocca. Le pomate topiche, comunque, possono essere applicate in aggiunta”, consiglia Susanna Esposito.

Riguardo alle lesioni micotiche, che colpiscono la cute o il cuoio capelluto, si può ricorrere a un farmaco antifungino, che favorisce la guarigione nel giro di qualche mese. “È raro che forme estese si presentino in un bimbo sano sopra l’anno di vita. Se capita, bisogna pensare o a uno stato di immunodepressione. O, nel caso di piccoli asmatici, alla non adeguata pulizia dei device con cui vengono somministrati i cortisonici inalatori. In questi casi, come nel bambino sotto i 12 mesi, può rendersi necessario il trattamento orale”, dice la pediatra.

Le verruche, infine, di solito scompaiono spontaneamente nell’arco di due anni. Il mancato trattamento, però, può favorire la loro comparsa in altre sedi del corpo. “Per contrastarle, i dermatologi suggeriscono l’applicazione di pomate all’acido salicilico. Per poi passare alla terapia con azoto liquido o alla crioterapia. Se sono numerose, profonde e persistenti, potrebbe rendersi necessario l’intervento chirurgico”.

di Michela Crippa

Commenti