Immunoterapia per l’allergia alle arachidi: è allarme? Rischi e benefici
apri modal-popupadv apri modal-popupadv

31 maggio 2019

Immunoterapia per l’allergia alle arachidi: è allarme? Rischi e benefici

Secondo una recente ricerca, questo trattamento accresce il rischio di anafilassi e altre serie reazioni. Ecco il parere dell’esperto

Immunoterapia per l’allergia alle arachidi: è allarme? Rischi e benefici

È fresco di pubblicazione su The Lancet uno studio internazionale che mette in discussione la sicurezza della cosiddetta desensibilizzazione o immunoterapia orale per l’arachide. Secondo questo studio i bambini allergici sottoposti al trattamento hanno avuto il triplo di episodi di anafilassi rispetto al gruppo che evitava l’allergene senza trattamenti o con un placebo. Ne abbiamo parlato con il professor Alessandro Fiocchi, a capo dell’allergologia del Bambino Gesù di Roma, tra i 5 centri internazionali ad aver partecipato allo studio di revisione.

Cos’è l’immunoterapia orale?

È un approccio che prevede la graduale introduzione di dosi crescenti dell’alimento al quale il soggetto è allergico, in ambiente protetto, quindi ospedaliero. In Italia, in alcuni ospedali come il Meyer di Firenze, il Burlo Garofolo di Trieste e il Gemelli di Roma viene praticato principalmente per il latte e per l’uovo: l’arachide analizzata dallo studio, dunque, non è nella prassi comune del nostro Paese. Lo scopo iniziale dell’immunoterapia orale è quello di indurre una desensibilizzazione: le cellule coinvolte in una specifica reazione immune a contatto con l’allergene sviluppano una reattività minore o divengono non-reattive quando lo incontrano. È come se si “allenassero” ad affrontarlo.

I risultati dello studio

La ricerca pubblicata su The Lancet ha preso in esame 12 studi sull’immunoterapia orale per l’arachide, analizzati da un team di revisione internazionale coordinato dalla McMaster University, in Canada. Dal confronto dei dati riguardanti i 1.041 pazienti tra i 5 e i 12 anni arruolati nelle ricerche, è emerso che i bambini sottoposti a desensibilizzazione avevano avuto 222 episodi di anafilassi contro i 71 di quelli non trattati. L’iniezione di adrenalina si era resa necessaria 82 volte tra i pazienti trattati contro le 32 dei non trattati. Invece,  sono stati 119 i casi di altre reazioni allergiche (vomito, orticaria, coliche addominali, problemi respiratori) per i bambini trattati contro i 62 dei non trattati.  “Con il nostro studio di revisione abbiamo evidenziato che l’immunoterapia orale per arachidi comporta più rischi che benefici ai bambini con allergia alimentare”, commenta il professor Fiocchi.

Perché si scatena l’anafilassi?

“La maggiore incidenza di reazioni gravi, come l’anafilassi, dipende da diversi fattori. Innanzitutto, gli allergeni alimentari innescano risposte infiammatorie più violente rispetto a quelli respiratori. Ci sono, poi, molte variabili, come – ad esempio – un raffreddore, uno stato d’ansia, un’intensa attività fisica, che influenzano il modo in cui il corpo interagisce con la terapia. In questi casi, i livelli di protezione raggiunti con la desensibilizzazione possono abbassarsi e la somministrazione di dosi di allergene prima ben tollerate può scatenare una reazione avversa”.

Allergie alimentariVero e falso

Quali prospettive terapeutiche, allora?

“Ad oggi, la soluzione migliore continua ad essere la dieta che esclude l’allergene”, spiega Fiocchi. Poi ci sono altre strade, annuncia il professore, che per adesso però sono solo prospettive di ricerca. Tre le vie possibili, secondo l’allergologo del Bambino Gesù: “Forme di immunoterapia orale con allergeni modificati in modo da perdere la loro pericolosità acuta; immunoterapie per alimenti epicutanee, eseguite cioè mediante l’applicazione di cerotti sulla pelle, e l’uso di farmaci biologici che possano modificare la risposta immunitaria”. Questi ultimi sono costituiti da anticorpi monoclonali: molecole di precisione che agiscono contro un determinato bersaglio – le IgE responsabili delle reazioni allergiche – e lo disattivano: “I risultati dei primi studi sono incoraggianti, ma hanno lo svantaggio di essere molto costosi”.

In base a quanto emerso, l’immunoterapia è quindi sconsigliata anche per le altre allergie? “Se questi dati saranno poi validi anche per altri tipi di immunoterapia orale, dovranno essere altri lavori a dimostrarlo. Per il momento, i dati che abbiamo riguardano l’immunoterapia specifica per l’arachide”.

 

di Benedetta Strappi

Commenti