Il tuo latte è una risorsa: i trucchi per estrarlo “alla grande” | Io e il mio bambino

12 novembre 2019

Il tuo latte è una risorsa: i trucchi per estrarlo “alla grande”

Il tuo latte è una risorsa: i trucchi per estrarlo “alla grande”

Durante l’attesa, si pensa spesso al periodo dopo il parto: ci saranno tante cose da imparare, gioie da assaporare, emozioni da collezionare, ma anche situazioni da sperimentare e problemi da affrontare. Ad esempio il momento dedicato all’estrazione del latte, che può essere utile quando si decide di tornare al lavoro ma non solo.

Un aiuto in diverse occasioni

Sono molte, infatti, le situazioni in cui l’abilità di tirarsi il latte può diventare utile. Ad esempio, se si deve nutrire un bambino che è troppo piccolo o fragile per alimentarsi da solo al seno. Oppure se dopo la poppata il piccino ha bisogno di integrazioni. Estrarre il latte serve anche quando si deve ridurre il fastidio di un seno ingorgato o per ammorbidirlo se è molto pieno, in modo che il neonato non fatichi ad attaccarsi. Infine, poche gocce di latte spremuto possono essere spalmate sul capezzolo con l’obiettivo di attirare il bimbo al seno o per alleviare fastidi e dolori. Tante ipotesi, formulate anche dal Ministero della Salute, che ha pubblicato un utile opuscolo a proposito dell’allattamento.

Qualche regola per evitare lo stress

Il manuale realizzato dagli esperti, inoltre, precisa anche altri aspetti relativi all’“allattamento in differita”. Intanto spiega che l’estrazione del latte può essere fatta con le mani o con il tiralatte, che può essere manuale oppure elettrico. E poi sottolinea come ci siano alcune regole che conviene seguire per ottenere il massimo. Anzitutto la donna deve essere comoda e rilassata. Secondariamente, conviene che scelga una stanza tranquilla e magari beva qualcosa di caldo, mentre procede nella spremitura. Per facilitare l’uscita del latte, poi, la mamma deve stare vicina al suo bambino o magari guardare una sua fotografia. Ancora – aggiunge l’opuscolo – prima di cominciare a tirarsi il latte, si possono fare degli impacchi caldi sul seno oppure fare un bagno o una doccia calda.

Le fasi fondamentali sono tre

Dopo questi preparativi si può procedere alla spremitura vera e propria che si sviluppa in tre fasi fondamentali. Anzitutto bisogna lavarsi accuratamente le mani e procurarsi un contenitore pulito e adatto. Poi la mamma deve massaggiare il seno per qualche minuto, usando le mani aperte oppure chiuse a pugno, ma anche i polpastrelli. Deve fare movimenti circolari o lineari verso il capezzolo. Può usare una mano sola o tutte e due le mani contemporaneamente. L’importante è non frizionare le dita sul seno, perché questo potrebbe essere controproducente. In generale, il consiglio di pediatri e ostetriche è di toccare tutte le parti del seno, anche le più periferiche, per attivare al meglio la fuoriuscita del latte. Per riuscirsi, però, conviene fare diverse prove, perché ogni donna reagisce in modo differente alle stimolazioni.

Il ritmo è garanzia di successo

Successivamente, la donna si deve sedere leggermente inclinata in avanti, per facilitare l’uscita del latte e la sua raccolta. La mano va messa sul seno a coppa, a tre centimetri circa dalla base del capezzolo, affinché si trovi a metà tra pollice e indice. Si inizia spingendo verso la cassa toracica, poi si comprime stringendo il pollice verso l’indice e infine si rilascia, senza muovere le dita dal punto dove si trovano. La regola da seguire è quella di premere, poi comprimere e infine rilasciare, raccogliendo ciò che fuoriesce. Occorre eseguire questa pratica per alcuni minuti e alternare i seni per almeno 5 o 6 volte e comunque fino a quando il latte non smette di uscire. È importante anche ruotare la posizione delle mani sul seno, in modo da spremere il latte in tutte le zone.

Quando la tecnologia si ispira alla natura

biberon-0-0Per ottenere il miglior risultato, infine, conviene raccogliere il prezioso alimento in un contenitore specifico. Come ad esempio quello del Biberon Bottle ZERØ.ZERØ ™, prodotto da Suavinex. Realizzato in ossequio a recenti studi scientifici, è anti colica grazie alla tettarella che simula il capezzolo materno nella forma, nella lunghezza e al tatto. Il suo silicone ultra-morbido offre grande flessibilità e somiglianza estetica con la pelle.

La bottiglia, poi, include un sacchetto anti-coliche brevettato che funziona allo stesso modo delle ghiandole mammarie, quindi si contrae in base alla suzione del bambino e non richiede aria esterna per compensare il vuoto che si forma all’interno. E ha una serie di accessori per la raccolta del latte spremuto, la sua conservazione e appunto la somministrazione. Perché il piccolo venga nutrito anche in assenza della mamma, proprio come se fosse con lui.

Commenti