Il pollo | Io e il mio bambino

Il pollo

Il pollo

Carta d’identità

Ricca di proteine nobili, la carne di pollo è magra, tenera e molto leggera. Dal gusto delicato, le carni avicole possiedono doti dietetiche e di digeribilità che le rendono perfette per tutti, fin dallo svezzamento. Il colore bianco delle carni di pollo non è certo indice di un minor valore nutritivo rispetto alle altre carni: è dovuto semplicemente alla scarsa presenza di mioglobina, la sostanza che dà il colore caratteristico ai muscoli rossi, ma che non incide in modo determinante sul potere alimentare. Basti pensare che un etto di petto di pollo cotto fornisce ben 30 g di proteine e contiene solo 0,9 g di grassi! Povero di tessuto connettivo, ha fibre muscolari molto più fini rispetto alle altre carni: risulta quindi particolarmente facile da masticare e digerire.

Cosa c’è in 100 g di petto di pollo

Energia (kcal) 100
Acqua (g) 74,9
Proteine (g) 23,3
Grassi (g) 0,8
Glucidi (g) 0
Colesterolo (mg) 60
Sodio (mg) 33
Potassio (mg) 370
Ferro (mg) 0,4
Zinco (mg) 0,67
Fosforo (mg) 210
Magnesio (mg) 32

Come sceglierlo

I polli più giovani sono quelli che possiedono la carne più tenera e delicata. La scelta cade tra il “galletto” (chiamato anche “broiler”), il giovane pollo maschio di 7-8 settimane, e il “pollo” vero e proprio (o “pollastro”) commerciato a un’età di 4-6 mesi e che presenta carne più asciutta e soda. Quanto al taglio, il petto è sicuramente la parte più magra ma vale la pena di proporre ai bambini anche altre parti più gustose come le cosce, opportunamente disossate. Va segnalato che, a cottura ultimata, un distacco troppo facile dei fasci muscolari dalle ossa non è un segnale di migliore qualità, ma di allevamento in batteria, in condizioni meno naturali rispetto all’allevamento bio.

Quando introdurlo nella dieta del piccolo

Gli omogeneizzati di pollo sono perfetti già a partire dal 6°-7° mese e sono tra i migliori per avvicinare i piccoli al gusto della carne. Dall’8°-9° mese si può cominciare a proporre nella pappa anche un po’ di alimento fresco, lessato o cotto al vapore, inizialmente tritato e poi in pezzetti sempre più grandi, man mano che il piccolo migliora la masticazione. Tra i tagli, il petto costituisce sempre un’ottima scelta, magari condito con po’ d’olio crudo per renderlo più appetibile.

Come si conserva, come si cuoce

Proprio perché fini e molto digeribili, le carni di pollo tendono ad alterarsi con facilità. Crude si mantengono integre per breve tempo, 3/4 giorni al massimo, conservate correttamente nello scomparto più freddo del frigorifero. Non conviene, invece, ricorrere al congelamento, perché i muscoli modificano la loro consistenza e tendono a diventare stopposi (solo le preparazioni già cotte si possono congelare con un certo successo). Per valorizzare al massimo le doti di digeribilità e magrezza delle carni di pollo occorrono cotture leggere, senza intingoli troppo saporiti e molti grassi di condimento. Per i più piccini vanno bene la lessatura o, meglio ancora, la cottura a vapore, mentre per un gusto più intenso sono perfette la cottura alla piastra o al forno.

Il consiglio

È preferibile scegliere esemplari provenienti da allevamenti biologici, dove gli animali hanno a disposizione spazi vitali adeguati e vengono cresciuti più lentamente, alimentandoli con mangimi biologici, privi di OGM e di residui di fitofarmaci.

Commenti