Il mio latte sarà abbastanza per nutrire adeguatamente il bebè?

09 gennaio 2020

Il mio latte sarà abbastanza per nutrire il bebè?

Se sei al tuo primo figlio, è normale avere molti dubbi sull'allattamento. Ma il tuo corpo sa come nutrire il tuo bambino, nelle giuste quantità e con il giusto tipo di latte, che di volta in volta cambia per essere sempre perfetto per lui. Ecco le risposte dell'esperta alle principali domande delle mamme

Il mio latte sarà abbastanza per nutrire il bebè?

“Chissà se riuscirò ad allattare!”, Speriamo di avere abbastanza latte!”, “Il mio latte sarà sufficiente?”. Ecco alcune tra le domande (e preoccupazioni) piuttosto frequenti tra le neomamme.

“In realtà avere latte non è una fortunata coincidenza, ma la norma biologica”, sottolinea Martina Carabetta, consulente professionale in allattamento materno, fondatrice dell’Ambulatorio Latte&Coccole di Roma. “Quando una donna partorisce, il suo corpo è programmato per continuare a provvedere alla sopravvivenza del piccolo, producendo latte.

Quello che invece è molto frequente è che una mamma non riesca ad allattare perché non ha ricevuto le informazioni e il sostegno indispensabili per partire con il piede giusto”. Ecco quali sono i tipici falsi allarmi che possono far sorgere il dubbio.

Vuol “sempre” poppare!

Nelle prime settimane successive alla nascita le poppate possono essere molto frequenti (10-12 o più). Di fronte a un bebè che “si attacca di continuo”, può capitare che la mamma pensi “il mio latte gli basterà?”. In realtà, il fatto che il bimbo si attacchi spesso è la norma: è in questo modo che viene stimolata un’adeguata produzione di latte.
Inoltre, essendo il latte materno l’alimento ideale per il bambino, è particolarmente digeribile e le pause tra un pasto è l’altro non possono essere molto lunghe.

Ansia da doppia pesata

La doppia pesata, che un tempo era la norma, oggi è assolutamente sconsigliata. Si tratta di una consuetudine che non offre informazioni significative. Nell’arco della giornata i pasti del bebè sono diversi: a volte più consistenti, altre volte più simili a “spuntini”.

Inoltre la composizione del latte materno si modifica nel corso delle 24 ore e nel corso della stessa poppata: in un pasto il bebè può assumere molti millilitri di un latte più ricco di lattosio (più dissetante e meno nutriente) e in un altro solo pochi millilitri, ma di un latte particolarmente grasso. È evidente quindi che la doppia pesata può trarre in inganno i neogenitori e suscitare delle preoccupazioni ingiustificate.

Il mio latte è poco nutriente?

“Questo timore risale all’epoca delle nostre mamme, che spesso si sono sentite dire che dovevano far analizzare il latte per controllare se fosse nutriente”, spiega Martina Carabetta. “In quel periodo la ricerca sulle caratteristiche del latte materno stava muovendo i primi passi e si era visto che la sua composizione non era sempre uguale. Per quello si pensò erroneamente che alcune donne potessero avere un latte ‘leggero’ e altre ‘troppo grasso’.

Studi successivi hanno permesso di capire che il latte di tutte le donne cambia composizione durante la giornata e durante la stessa poppata. Quindi ogni bimbo, seppur in modi e tempi diversi, riceve il latte perfetto per lui. E perché tutto ‘funzioni’ al meglio è  importante che possa sempre regolarsi da solo, grazie all’allattamento esclusivo a richiesta”.

Il mio latte è andato via?

Per alcuni mesi la mamma allatta felicemente, ma a un certo punto, ecco che le viene il dubbio che il latte non basti più. I segnali che fanno nascere il dubbio sono, in genere, il seno sgonfio e il bimbo che chiede di poppare più spesso. “Molti allattamenti si concludono al terzo o al quarto mese”, “perché le mamme hanno notato che il seno non è più gonfio o perché non ci sono più perdite di latte tra una poppata e l’altra”, spiega la consulente professionale.

“In realtà questi sono tutti segnali del fatto che richiesta (del bambino) e offerta (del seno) sono ben calibrati! Piuttosto, quello che spesso succede è che si modifichi la gestione delle poppate, andando così a interferire con la produzione di latte. È quanto accade ad esempio, quando alla mamma viene suggerito di attendere due o tre ore tra una poppata e l’altra, perché ormai il bimbo è ‘grande’.  Ma se si allungano le pause, anziché seguire i segnali del bambino, non è più allattamento a richiesta, ed ecco che la produzione può effettivamente non essere più sufficiente!”.

di Giorgia Cozza

Commenti