Il decalogo della buona nanna | Io e il mio bambino

23 novembre 2011

Il decalogo della buona nanna

Il decalogo della buona nanna

Qual è l’ora giusta per coricarsi? Come aiutare il proprio bimbo a prender sonno? E se non vuole mai andare a letto? Ecco dieci suggerimenti per rendere più sereno per tutta la famiglia il momento della nanna.

  1. L’ora ‘giusta’. “Per stabilire quando mettere a letto il proprio bimbo, è importante individuare il suo cronotipo“, spiega la pediatra Elena Bernardini. Ognuno di noi, infatti, ha una sorta di orologio biologico interno che determina i ritmi di sonno e veglia. Il bimbo ‘allodola’ crolla presto addormentato alla sera e, prima dell’alba, è già perfettamente sveglio. I piccoli ‘gufi’, invece, amano ‘tirar tardi’ e riposano volentieri al mattino. Occorre, quindi, stabilire orari compatibili con le caratteristiche del bimbo. Se è un piccolo ‘gufo’, è inutile cercare di metterlo a letto alle 8 di sera.
  2. Sempre la solita sveglia! L’orario in cui il piccolo va a letto e quello del risveglio dovrebbero essere, nei limiti del possibile, sempre gli stessi. La regolarità è indispensabile per creare una routine consolidata.
  3. A tavola alla stessa ora. La giornata del bambino deve essere scandita da ritmi regolari anche per quanto riguarda pranzo e cena. Le abitudini consolidate e gli eventi che si succedono secondo una sequenza nota offrono sicurezza al piccolo e favoriscono una nanna serena.
  4. Dopo pranzo, meglio un sonnellino. Il riposo pomeridiano costituisce la premessa per una buona nanna serale. Spesso si crede che, saltando il pisolino, il bimbo si addormenti prima alla sera. In realtà, quando il piccolo è particolarmente stanco, diventa più irritabile e fatica a rilassarsi per la nanna. Per quanto riguarda la durata del pisolino, bisogna tener conto delle caratteristiche del bambino: per qualcuno possono bastare pochi minuti, per altri è necessaria più di un’ora. L’unica avvertenza è evitare che il riposo pomeridiano si prolunghi oltre l’ora e mezza.
  5. Creare un’atmosfera tranquilla già un’ora prima della nanna. Dopo cena sono da evitare i giochi scatenati con mamma e papà o i fratellini e, in generale, qualsiasi attività possa risultare stimolante per il bimbo.
  6. Abbassare le luci. Esiste un collegamento tra una luce tenue e la produzione di melatonina, un ormone (secreto dalla ghiandola pineale o epifisi che si trova alla base del cervello) che favorisce il sonno. Sono da limitare anche gli stimoli sonori.
  7. Prima della nanna, pochi liquidi. Ai bimbi abituati a bere alla sera un biberon (di latte, camomilla o acqua) sarà bene non somministrare troppi liquidi. Se si eccede, il rischio è che il sonno venga interrotto da frequenti risvegli, dovuti alla necessità di andare in bagno. Inoltre, se il piccolo assume bevande zuccherine, poi dovrebbe alzarsi per lavare i dentini prima di dormire.
  8. Un rituale rassicurante. Una ninna nanna, una fiaba, una coccola… Ogni famiglia troverà i suoi rituali per favorire il sonno. L’importante è che la consuetudine scelta si ripeta regolarmente ogni sera per creare una routine pre-nanna, che rassicura il bimbo e lo aiuta ad addormentarsi.
  9. Calma e pazienza… Se mamma o papà sono nervosi, il bambino lo percepisce e fatica di più ad addormentarsi. Non a caso, proprio nelle sere in cui il genitore ha molte cose da fare e si augura che il piccolo si addormenti più velocemente, i tempi… si allungano! Se invece si vive il momento della nanna con serenità e il clima è disteso, il bimbo prende sonno più facilmente.
  10. E se si sveglia durante la notte? Si potrà calmare il piccolo accarezzandolo e rassicurandolo. Spesso la voce della mamma che sussurra qualche parola o il tocco della sua mano sono sufficienti per riprendere il sonno interrotto. Se invece il piccolo ha fatto un brutto sogno, può aver bisogno di un po’ di tempo e di coccole per tranquillizzarsi.

Articolo di Giorgia E. Cozza

 

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