Ha paura degli estranei | Io e il mio bambino

Ha paura degli estranei

Ha paura degli estranei

Fino a pochi giorni fa, il piccolo sorrideva a chiunque gli si avvicinasse, poi all’improvviso ha cominciato a piangere disperato di fronte a ogni volto nuovo. Se un estraneo prova a prenderlo in braccio, grida e cerca la mamma. Ma non c’è nulla di cui preoccuparsi: si tratta di un passaggio fondamentale nella crescita del bambino. Viene definita la “crisi dell’ottavo mese” ed è un’eredità dell’evoluzione della specie: tutto quello che è sconosciuto potrebbe dimostrarsi pericoloso e, come tale, va evitato, cercando protezione e sicurezza. Per un bimbo queste due parole significano soprattutto l’abbraccio della mamma.

La paura dell’ignoto

“Verso l’ottavo mese, il bambino ha consolidato le sue capacità di memoria e sa distinguere ciò che conosce da ciò che è nuovo. Persone e oggetti sconosciuti sono visti come potenzialmente pericolosi, perché il piccolo non sa ancora se dispone degli strumenti giusti per affrontarli”, spiega Rosalinda Cassibba, professore ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università di Bari. Così, quando il bambino vede un volto nuovo, ne ha paura e cerca conforto nel genitore.

Esistono diversi modi di esprimere il timore: pianti, urla, nascondersi dietro i genitori, girare il viso dall’altra parte o, semplicemente, incupirsi. Le reazioni variano da bimbo a bimbo e dipendono molto dal temperamento: ci sono piccoli che amano le novità e altri che le temono. Di conseguenza, alcuni bambini non sembrano spaventarsi più di tanto di fronte a visi sconosciuti, mentre altri piangono disperati.

Come gestire la crisi

“Il bambino non va mai sforzato: non lo si può obbligare, se non vuole, a farsi abbracciare da un parente o da un amico. Al contrario, i genitori devono tranquillizzarlo, coccolarlo e dirgli con calma e con un sorriso chi è quella persona“. Mamma e papà non devono sentirsi a disagio nei confronti dell’ospite che si vede rifiutato dal piccolo: basterà spiegare che è una reazione del tutto normale, che testimonia lo sviluppo intellettivo del piccolo. “In genere, il bimbo cambierà atteggiamento spontaneamente dopo qualche tempo: se vede che l’estraneo sorride e che la mamma con lui è serena e non spaventata, anche il piccolo capirà che non c’è niente da temere”, rassicura la psicologa.

di Monica Gabrielli

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