Ha la tosse? Scopri perché | Io e il mio bambino

10 settembre 2010

Ha la tosse? Scopri perché

Ha la tosse? Scopri perché

Consulenza di Alberto Vierucci, specialista in allergologia e immunologia, Università di Firenze

Può essere causata da diversi fattori, come un’influenza, una malattia dell’infanzia, ma anche un disturbo nervoso. Ecco, quindi, una guida per interpretare correttamente questo sintomo. La tosse si presenta spesso durante la stagione invernale, a causa dei malesseri da raffreddamento che colpiscono le vie aeree del bambino. Questo disturbo, però, non sempre è il sintomo di una malattia: può bastare anche un sorso di latte o di acqua che va di traverso per provocare un accesso. La tosse, infatti, è un meccanismo di difesa che permette di allontanare eventuali agenti che minacciano il benessere delle vie aeree, come pulviscolo, catarro o fumo. Anche quando è legata a una malattia da raffreddamento, quindi, non si dovrebbe ‘bloccare’ con sciroppi sedativi, ma addolcire aumentando il livello di umidità dell’ambiente (ad esempio, con un umidificatore o mettendo un panno sul calorifero) oppure somministrando una maggior quantità di liquidi al bebè. Se il bambino è grandicello, si può ricorrere al vecchio rimedio dei suffumigi, preparati lasciando in infusione in una pentola d’acqua bollente un cucchiaio di erbe balsamiche (come timo ed eucalipto). Ecco una guida per distinguere i diversi tipi di tosse e scoprire, così, come curarla.

Disturbi passeggeri se…

… è secca e cavernosa

Come si manifesta: la tosse è secca, abbaiante e diventa più intensa di notte. Può presentarsi mal di gola e abbassamento della voce. A volte, poi, il bambino è raffreddato e ha il naso chiuso.
Cause: il piccolo soffre di una laringite ipoglottica, un’infiammazione della parte più bassa della gola (la zona in cui sono localizzate le corde vocali), provocata da germi o da virus (tra i più frequenti, quelli influenzali e quelli parainfluenzali).
Cosa fare: umidifica l’ambiente e fai bere abbondantemente il bambino, per fluidificare il muco. In genere, il disturbo si risolve da solo in pochi giorni. No, invece, ai sedativi della tosse. Se il piccolo ha qualche linea di febbre, somministragli paracetamolo per abbassarla. Se invece la temperatura è alta, il bimbo fatica a respirare e gli attacchi sono frequenti, consulta il pediatra.

… è associata a catarro e febbre

Come si manifesta:
la tosse è catarrosa. Il bambino, inoltre, può avere qualche linea di febbre e provare dolore oppure bruciore al petto.
Cause: si tratta di una tracheite, un’infiammazione causata da un virus.
Cosa fare: di solito, l’infezione si risolve in pochi giorni. Ma se la tosse è persistente e accompagnata da febbre, consultare il pediatra: potrebbero essere necessari antibiotici specifici, per contrastare complicazioni batteriche.

…è stizzosa e prolungata

Come si manifesta:
la tosse è secca e si protrae da almeno 6 settimane. Si manifesta di giorno, mentre di notte è assente. Il piccolo è teso e irritabile.
Cause: può trattarsi di un disturbo d’origine nervosa. La tosse diventa una valvola di sfogo per un disagio (legato, ad esempio, a problemi scolastici o a tensioni familiari), che il bambino non riesce a esprimere a parole.
Cosa fare: non sono necessari farmaci, ma tante coccole: è importante comunicare al bimbo, attraverso i gesti e il comportamento, che lo si capisce.

Consulta subito il pediatra se…

… è accompagnata da un “urlo”

Come si manifesta: all’inizio la tosse non è molto intensa: compare di notte ed è associata a catarro. Dopo 15 giorni, però, si presentano accessi di tosse secca e stizzosa (soprattutto notturni) che, per la loro intensità, possono provocare conati di vomito. Gli attacchi sono seguiti da un ‘urlo’ caratteristico, dovuto all’aria che entra forzatamente nelle vie aeree rese più strette dall’infiammazione.
Cause: si tratta di pertosse, una malattia infettiva. Per prevenirla, è disponibile un vaccino, che si somministra in tre dosi (al 3°, al 5° e all’11° mese di vita), seguite da un richiamo a 6 anni.
Cosa fare: consulta il pediatra, prescriverà antibiotici specifici che in una settimana circa riducono i germi responsabili dell’infezione. Questi farmaci, tuttavia, non risolvono la tosse, che durerà ancora parecchie settimane. Se lo reputa necessario, il medico può somministrare sedativi per far diminuire gli accessi di tosse e le conseguenti crisi di vomito.

…è associata a lacrimazione

Come si manifesta: il piccolo ha la tosse ed è raffreddato. Oppure ha gli occhi arrossati e lacrimanti ed è intollerante alla luce. Inoltre, è stanco e inappetente. Dopo tre giorni, compaiono sulla pelle macchioline rosse di forma irregolare: si localizzano inizialmente dietro le orecchie, per estendersi in seguito al viso e, quindi, a tutto il corpo.
Cause: si tratta di morbillo, che si può prevenire con un vaccino, da somministrare al 15° mese, con un richiamo a 6 anni.
Cosa fare: rivolgiti al pediatra: anche se non esistono farmaci specifici, può prescrivere degli antipiretici per abbassare la febbre e, quando necessario, degli antistaminici per ridurre il prurito.

…è “grassa” e con catarro giallastro

Come si manifesta: all’inizio la tosse è secca, ma con il passare dei giorni diventa sempre più grassa e con catarro (prima biancastro e, in seguito, giallastro). Il bimbo, inoltre, ha la febbre.
Cause: si tratta di bronchite (infiammazione dei due canali che uniscono la trachea ai polmoni) o di broncopolmonite, irritazione delle ultime diramazioni dell’albero bronchiale e degli alveoli (piccole cavità presenti nei polmoni).
Cosa fare: consulta il medico: spesso queste infezioni vanno curate con gli antibiotici. Per fluidificare il catarro, può essere utile umidificare l’ambiente e far bere abbondantemente il bimbo.

…comporta difficoltà respiratorie

Come si manifesta: il piccolo ha quasi sempre una tosse stizzosa, sia d’estate sia d’inverno, ma gli accessi si intensificano quando fa uno sforzo (ad esempio, una corsa o un esercizio fisico intenso) e di notte. In genere, la tosse è secca, ma può diventare anche grassa, con la produzione di un catarro bianco e schiumoso. Non si verificano rialzi febbrili, ma spesso il disturbo è associato a naso che cola, starnuti a raffica e occhi arrossati e lacrimanti. A volte, il bimbo fatica a respirare.
Cause: probabilmente il piccolo soffre d’asma, un’infiammazione che provoca spasmi della muscolatura bronchiale. Può essere causata da sostanze a cui il bambino è intollerante (come pollini, peli di animali o polvere) oppure da infezioni respiratorie, che provocano un restringimento dei bronchi.
Cosa fare: consulta il pediatra: prescriverà broncodilatatori, capaci di ridare ai bronchi il loro normale calibro, consentendo il passaggio dell’aria. Se il disturbo è provocato da un batterio, è necessario assumere antibiotici, in grado di annientare i germi responsabili. Se invece c’è il sospetto che l’asma sia di natura allergica, bisogna effettuare test allergometrici per identificare la sostanza a cui il piccolo è intollerante.

…è improvvisa e il bimbo è paonazzo

Come si manifesta: la tosse si presenta all’improvviso, secca e stizzosa. Il bambino può avere una respirazione difficoltosa, caratterizzata da sibili. Non è escluso che sia anche paonazzo e che, in breve, diventi cianotico.
Cause: è probabile che abbia inalato un corpo estraneo (il componente di un gioco, un seme, una pallina…).
Cosa fare: si tratta di un’emergenza, perché l’oggetto può impedire la respirazione. È necessario, quindi, recarsi subito al Pronto soccorso. Se il bebè sta assumendo un colorito bluastro, chiama il 118. In questo caso, sarebbe utile eseguire una manovra per la disostruzione delle vie aeree, esercitando una pressione sul torace del bimbo, per aiutarlo a espellere il corpo estraneo. Si tratta, però, di una procedura delicata che, per essere efficace, deve essere spiegata da persone competenti.

 

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