Gonfiabili: possiamo stare tranquilli? | Io e il mio bambino

Gonfiabili: possiamo stare tranquilli?

Gonfiabili: possiamo stare tranquilli?

Ormai si trovano dappertutto: al parco giochi o sul lungomare, nei centri commerciali o alle fiere di paese. Spesso presi a noleggio da enti o associazioni, sono considerati giochi innocui. A patto, però, che rispettino tutte le norme di sicurezza. I “traumi da gonfiabili” sono infatti in ascesa: soltanto il Bambino Gesù di Roma ne ha registrati oltre 431 tra il 2001 e il 2012 e oggi siamo arrivati a quota 762, con una media di ottanta casi all’anno.

 

Incidenti in aumento

Gli incidenti si verificano per la maggior parte nella fascia d’età 3-6 anni. La metà dei piccoli ha riportato una frattura e, per 2 su 10, è stato necessario il ricovero. “Fratture, distorsioni e traumi cranici sono gli incidenti da gonfiabili più frequenti che arrivano al nostro Pronto Soccorso”, commenta Antonino Reale, responsabile di Pediatria dell’Emergenza all’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “Le strutture più alte arrivano a 4-5 metri e sono le più pericolose, in quanto il trauma è più grave se il bambino scivola all’esterno. Le cadute all’interno, invece, di solito provocano semplici distorsioni”. Attenzione al vento, che può sradicare il gonfiabile e farlo volare via se non è ben ancorato a terra. È un incidente raro, ma quando accade può avere conseguenze molto gravi.

 

Quali norme devono rispettare

Salti, percorsi e scivolate sui gonfiabili sono regolati dalla norma UNI EN 14960:2007 “Attrezzature da gioco gonfiabili – Requisiti di sicurezza e metodi di prova”. A questa, si è aggiunta una nota dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che ha stabilito che sono i comuni a dover vigilare. Serve infatti una licenza e il titolare (o altro personale specializzato) deve essere sempre presente durante l’utilizzo delle attrezzature. “Oltre a indicazioni sui materiali – ignifughi – e alle dimensioni di eventuali corde, reti e tunnel, la norma prevede che ogni attrezzatura debba avere sei punti di ancoraggio al terreno e venga sgonfiata se il vento supera la velocità di 38 km/h”, spiega l’architetto Gloriana Favaretto, esperta in sicurezza. “I gonfiabili devono anche essere posizionati in aree realizzate con materiali in grado di assorbire gli urti – come, ad esempio, pavimentazioni antitrauma – in modo da attenuare l’impatto della caduta, come previsto da un’altra norma, la UNI EN 1177:2003, che riguarda tutte le aree gioco”.

 

Le cautele nell’uso

Diffidiamo, quindi, dei gonfiabili che non abbiano un sorvegliante (come spesso accade in caso di noleggio), che siano ancorati direttamente sul cemento o sembrino troppo affollati. “Nella licenza concessa dai comuni si specifica, infatti, che il numero dei bambini contemporaneamente presenti nelle attrezzature deve essere limitato”, aggiunge Favaretto. “Tocca al personale impedire che i bimbi salgano sui gonfiabili con oggetti potenzialmente pericolosi o si comportino in modo tale da mettere in pericolo gli altri”. Ma la responsabilità dell’incolumità del proprio bambino è anche dei genitori. Tanto che, in caso di incidente, se il gonfiabile risulta sicuro e collaudato, spesso non si ha diritto ad alcun risarcimento. Quindi, la vigilanza deve essere quanto mai serrata, soprattutto se si tratta di bambini piccoli.

 

di Chiara Sandrucci

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