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23 gennaio 2019

Giochi per crescere e divertirsi col bebè!

Giocare per un bambino è fondamentale: è in questo modo che impara, conosce e comprende la realtà che lo circonda. Ed è attraverso il gioco che scopre le proprie competenze e potenzialità. Proponendo al proprio bimbo attività stimolanti, adeguate all'età, si favorisce il suo sviluppo psicofisico e si rinforza la relazione con il genitore

Giochi per crescere e divertirsi col bebè!

Il gioco è fantasia, invenzione, emozione. Nel gioco il bambino mette tutto se stesso. E nel gioco trova la chiave per interpretare il mondo. Per farlo suo. “Gli stimoli, le esperienze, le sensazioni che giungono dall’ambiente, pongono le basi per lo sviluppo della sua intelligenza”, considera Giorgia Cozza, giornalista, mamma di quattro figli e autrice di numerosi saggi per i genitori, tra cui il volume I giochi più stimolanti e creativi da fare con il tuo bambino da 0 a 6 anni, edito da Newton&Compton, che contiene più di 350 attività per giocare in casa, all’aria aperta, da soli o in compagnia. “E quando parliamo di intelligenza ci riferiamo alle competenze cognitive, ma anche a quelle emotive, che sono altrettanto importanti per la serenità presente e futura del bambino”.

Oltre a favorire lo sviluppo del bambino, il gioco è anche la chiave per entrare in relazione con lui, per rinforzare l’intesa con i genitori. “Quando la mamma e il papà giocano con il loro bimbo, il messaggio che trasmettono con la loro vicinanza e la loro disponibilità è che gli vogliono bene, che ci sono per lui”, sottolinea l’autrice. “E se giocare con i nostri bambini è un dono per loro, ricordiamo che è un dono anche per noi. Quei momenti trascorsi senza troppi pensieri se non quello di divertirsi insieme, lasciandosi trasportare dalla fantasia, dallo stupore, dall’entusiasmo, sono preziosi per ognuno di noi. Nessun adulto può tornare bambino, è vero, ma diventare genitore è una grande opportunità per chi vuole ritrovare almeno un poco l’incanto dell’infanzia, per varcare una seconda volta le porte del magico mondo della fantasia”. Ecco una piccola selezione di giochi per crescere.

0-12 mesi

Nel primo anno di vita il bimbo scopre il suo corpo, si esercita ad afferrare gli oggetti, impara pian piano a muoversi in modo autonomo nello spazio. Ecco tre proposte per accompagnarlo in questa fase di scoperta e sperimentazione.

Che bei piedini! “Il bimbo scopre presto i suoi piedini: quando è sdraiato supino li solleva, cerca di afferrarli con le mani, se li porta alla bocca”, si legge nel libro I giochi più stimolanti e creativi da fare con il tuo bambino. Da qui l’idea di giocare con questa parte del corpo unendo il tocco e la voce, magari al momento del cambio o quando il bimbo è sdraiato accanto al genitore nel lettone. “Potete posare tanti baci su entrambi i piedi, fare finta di mangiarli (Questi bei piedini me li mangio tutti!), massaggiarli”, spiega l’autrice. “Se unite la voce alla stimolazione tattile, per il piccolo sarà ancora più piacevole. Provate a tirare lievemente ogni ditino dicendone il nome o recitando una filastrocca. Un esempio classico è questo che si usa anche per giocare con le dita delle mani: ‘Questo porcellino andò al mercato e questo porcellino restò a casa. Questo porcellino mangiò l’arrosto…’ Se non ricordate le parole della filastrocca, improvvisate, descrivendo ad alta voce (o cantando) i gesti che state facendo”. Questo semplice gioco – fatto con i piedi, ma anche con le manine, la pancia, le gambe – diverte molto il bimbo e pian piano lo aiuta ad acquisire consapevolezza delle varie parti del corpo.

La borsa delle stoffe La borsa delle stoffe rappresenta un’attività di scoperta e manipolazione che stimola i sensi, e in particolare il tatto e la vista. “Ritagliate alcuni rettangoli di stoffa, scelti tra tessuti diversi (velluto, cotone, raso, seta, lana, pile, jeans  eccetera) e inseriteli in una borsa facile da aprire (o in un cestino)”, spiega l’autrice. “Il bimbo estrae uno scampolo di stoffa alla volta, lo osserva, lo tocca, forse lo assaggia. Per rinnovare la borsa delle stoffe è possibile aggiungere ai tessuti alcuni nastri (non più lunghi di 10 centimetri) di colore, spessore e larghezza differenti, un filo di lana grossa, un bordino di pelliccia sintetica”.

Attento al nastro! Intorno al sesto mese, quando il bambino riesce a stare seduto bene, per cui non gli servono le mani per sostenersi, si può giocare ad ‘acchiappare’ un oggetto, esercitando così la coordinazione oculo-manuale e la presa. “Legate un pupazzetto o un cucchiaino al nastro e fatelo dondolare davanti al bimbo che è seduto con le mani libere”, si legge nel manuale dei giochi. “Quando allunga le mani per afferrare il pupazzetto sollevate il nastrino per rendergli difficile acchiapparlo. Ripetete il gioco alcune volte, ma prima che il piccolo si innervosisca fate in modo che riesca a prendere il pupazzo”. Quando il bimbo inizia a muoversi nello spazio gattonando o scivolando sul sederino, potete fare lo stesso gioco posando il pupazzetto sul pavimento davanti al bambino e tirando il nastro verso di voi. Infine, potete legare allo stesso nastrino due o tre oggetti/pupazzi: offrite al bambino l’estremità del nastro e lui tirando verso di sé attirerà un cucchiaino, un mestolo di legno, un giocattolino. Scuotendo il nastro riuscirà a muoverli tutti e tre, facendoli rotolare uno sull’altro.

12-24 mesi

Nel secondo anno di vita il bambino compie progressi incredibili. Impara a camminare sempre più saldo e sicuro di sé e sa usare le manine con crescente destrezza e precisione.

Da qui a lì: travasi con due contenitori Dopo l’anno arriva il momento di cimentarsi con i travasi, un’attività che in genere piace molto ai bimbi e che si può fare con due o più contenitori, usando come “materia” da travasare acqua o piccoli oggetti come legumi secchi, semi, chicchi di riso, frutta secca. Il bambino potrà spostare gli oggetti da un recipiente all’altro, svuotarne uno del tutto, riempirli entrambi a metà. Se il gioco si svolge con dei semi o dei legumi, per travasare è possibile usare oltre alle dita, anche un cucchiaio o un piccolo mestolo.

La pesca magica E ora… si pesca! Il piccolo pescatore si divertirà molto mettendo alla prova coordinazione e manualità. “Riempite d’acqua per metà un recipiente posato sul pavimento o sul tavolo della cucina”, si legge nel manuale dei giochi. “Mettete alcuni ‘pesci’ nell’acqua: noci con il guscio, palline, conchiglie, vari oggetti di piccole dimensioni, galleggianti e non. Ora fornite al pescatore un cucchiaio da minestra e un colino per la sua pesca. Potrà provare entrambi gli strumenti per pescare più pesci possibili”.

Sulla slitta Non è sempre necessario aspettare la neve per giocare alla slitta. Possiamo organizzare una ‘slittata casalinga’ con una semplice coperta. “Il bambino si siede bene in centro, il genitore afferra due lembi della coperta e si parte: fate scivolare il piccolo sul pavimento da una stanza all’altra, in salotto, in corridoio…”, spiega l’autrice. “Dosate la velocità in base all’età, all’equilibrio e alla capacità di sorreggersi del bimbo”.

24-36 mesi

Il bambino ora si muove con sicurezza, cammina, corre, ha perfezionato la motricità fine. Il suo vocabolario si arricchisce, ha maturato abilità e competenze, è giunto il momento di cimentarsi con giochi che richiedono capacità di osservazione, concentrazione, creatività.

Il sacchetto dei misteri Radunate alcuni oggetti di forma e consistenza diverse: una conchiglia, una castagna, un cucchiaino, una chiave, un braccialetto. Mostrateli al bambino e poi inseriteli in una borsa di stoffa. Ecco pronto il vostro sacchetto dei misteri. Il bambino dovrà infilare la mano nella borsa e con l’ausilio del solo tatto riconoscere i diversi oggetti. Quando sarà convinto di aver riconosciuto un oggetto, ne pronuncerà il nome, poi lo tirerà fuori per scoprire se ha indovinato. Questo gioco potrà essere riproposto anche più avanti, aumentandone le difficoltà: verso i 4-5 anni il bambino dovrà riconoscere gli oggetti senza averli visti prima.

Sassi colorati Questa attività inizia con la fase di raccolta (molto amata dai bambini!). Il bambino potrà cercare i sassi in giardino o al parco cittadino, raccoglierli e sistemarli in una borsa di stoffa. Tornato a casa con il suo ‘bottino’, si procede con il lavaggio dei sassi. Anche questa fase in genere piace molto. “Potete mettere un po’ d’acqua nel bidet e lasciare che il bimbo lavi ogni sassolino dalla terra e dalla polvere per poi metterlo ad asciugare su uno strofinaccio o su un piccolo asciugamano”, suggerisce l’autrice. “Quando i sassi sono asciutti è il momento di dipingere. Preparate un foglio di giornale, acquarelli o tempere, pennello e una tazzina d’acqua. Guidato dalla fantasia il bambino potrà sperimentare colori diversi e scoprire così l’effetto che si ottiene dipingendo dello stesso colore un sasso bianco, un sasso grigio, un sasso nero. Sarà una sperimentazione molto interessante”.

Le famiglie E ora un gioco che insegna a distinguere e classificare elementi con delle caratteristiche comuni, esercitando la motricità fine e la capacità d’osservazione. “Mettete a disposizione del bambino tre o quattro scodelle”, spiega Giorgia Cozza. “Questa attività si può fare con la frutta secca, con le mollette da bucato e con i bottoni di colori diversi o, ancora, con perline o sassi di forme differenti. Se usate le mollette, il bimbo dovrà inserire tutte quelle verdi in un recipiente, le rosse in un altro, e così via. Se il gioco avviene con la frutta secca, dovrà dividere e mettere in scodelle separate noci, nocciole, arachidi”.

 

di Elisa Torraca

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