Giocare alla Scienza fin da piccoli, per innamorarsi subito della natura

24 maggio 2019

Giocare alla scienza fin da piccoli, per innamorarsi della natura

Piccoli scienziati crescono. Iniziando già dal nido. Perché non è mai troppo presto per stimolare la curiosità dei bambini, spingerli a farsi delle domande e aiutarli a trovare le giuste risposte. Ecco come coinvolgerli, divertendosi insieme

Giocare alla scienza fin da piccoli, per innamorarsi della natura

Stimolare la naturale predisposizione alla curiosità dei piccolissimi proponendo loro degli  esperimenti scientifici a misura di bambino. Questa l’idea, semplice ma decisamente originale, alla base del progetto pedagogico del Centro Studi Crescere Insieme di Roma, realizzato in collaborazione con l’Università di Padova, che coinvolge numerosi asili nido nella Capitale e in varie città italiane. Per iniziare fin da subito a “giocare alla scienza”.

Atelier scientifici per i bimbi del nido

Far entrare la scienza all’asilo nido, si può. È questo il periodo dell’anno in cui prendono il via negli asili nido di Crescere Insieme Esperia i laboratori di educazione scientifica, destinati a stimolare l’interesse e la curiosità dei piccoli nei confronti dei fenomeni naturali. “Dopo un inverno trascorso per lo più al chiuso, con l’arrivo della primavera i bambini vengono accompagnati alla scoperta della natura attraverso semplici esperimenti”, spiega Margherita Fassari, coordinatrice psico-pedagogica centrale di Crescere Insieme. Che organizza corsi di formazione per gli educatori sull’uso del metodo scientifico con bimbi da 0 a 3 anni. Grazie agli “Atelier scientifici” i bambini toccano, osservano, manipolano materiali e sostanze e scoprono come reagiscono e si trasformano. “Questo tipo di esperienza stimola la capacità immaginativa e astratta e favorisce il pensiero divergente, ovvero quello basato sull’intuito e sulla capacità di trovare soluzioni diverse per lo stesso problema”, considera Margherita Fassari. “Durante l’esperimento non si cercano risposte, ma si stimolano i piccoli a farsi delle domande, si allena la loro curiosità. I risultati osservati in questi anni sono molto significativi: i bambini che partecipano arrivano alla scuola dell’infanzia con una miglior capacità di attenzione e concentrazione”.

Giocare alla scienza con mamma e papà

Giocare alla scienza è possibile anche a casa, con mamma e papà. Come? Proponendo alcuni semplici esperimenti e coinvolgendo il bimbo in tutte le fasi. Dalla ricerca del materiale, alla preparazione, fino all’esecuzione. “In questa attività non conta il risultato, ma l’atteggiamento mentale”, sottolinea l’esperta. “Per un bambino è molto interessante e istruttivo scoprire che l’acqua può avere varie forme o che l’olio versato nell’acqua galleggia. Non servono dettagliate spiegazioni scientifiche, al piccolo non interessano e non sarebbe in grado di comprenderle. L’obiettivo è quello di educare la mente dei bambini a non dare nulla per scontato. A porsi delle domande quando si osserva un fenomeno. Tra i 12 e i 30 mesi i bimbi attraversano due stadi evolutivi importanti, quello del procedimento per prove ed errori e quello della rappresentazione cognitiva, in cui iniziano gradualmente a combinare schemi e movimenti per ottenere l’effetto voluto. Entrambi questi stadi sono una versione primitiva del metodo scientifico”.

Non spettatore, ma protagonista

Detto questo, a che età si può iniziare a giocare alla scienza? Quando proporre un primo “approccio” con il metodo scientifico? “Intorno al secondo compleanno” spiega l’esperta, “avendo cura di realizzare l’esperimento in tempi brevi, dato che l’interesse e l’attenzione dei piccolissimi tendono a esaurirsi rapidamente. Altra ‘avvertenza’: è fondamentale che il bimbo partecipi attivamente all’esperimento. La semplice osservazione non è, infatti, assolutamente sufficiente. Per capire, i bambini hanno bisogno di fare. Non possono essere semplici spettatori, dovranno essere protagonisti dell’esperimento. Basta assegnare semplici compiti, da eseguire in sicurezza sotto lo sguardo attento dell’adulto”.

E ora… prova anche tu

Di seguito, 3 proposte che potrai realizzare con oggetti di uso domestico per giocare alla scienza con il tuo bambino.

  • Alla scoperta del campo magnetico. Obbiettivo: capire che piccoli oggetti che hanno forma e dimensioni simili possono comportarsi in modo molto diverso tra loro. “Si sistemano in un contenitore piatto alcuni magneti colorati e dei legumi secchi (fagioli e lenticchie)”, spiega l’esperta. “Si invita il bimbo a mescolarli ben bene tra loro. Fatto questo, si passa sopra al contenitore un bastoncino di ferro e si osserva il diverso comportamento di magneti e legumi. Il bambino si divertirà ad attirare i piccoli magneti e farli attaccare al bastoncino e scoprirà senza possibilità di dubbio che i legumi non subiscono l’attrazione del ferro”. Attenzione, però: mai perdere di vista il piccolo durante l’esperimento. E non lasciare in giro i magneti alla sua conclusione, per evitare che il piccolo possa avere la tentazione di portarli alla bocca e inghiottirli. Con i relativi, seri rischi.
  • Facciamo la pioggia! Annuncia al bambino che insieme “farete piovere” e procedi così. Prendi un barattolo di vetro (come quelli della marmellata) e riempilo per metà di acqua molto calda (versandola direttamente dal bollitore). A questo punto, posa sopra il barattolo un piccolo contenitore in alluminio con all’interno dei cubetti di ghiaccio. È il momento di osservare. Non appena il vapore acqueo raggiunge il fondo del contenitore in alluminio, si raffredda e si formano delle goccioline che scendono nuovamente nel vaso. “Il bambino non comprenderà tutte le implicazioni del fenomeno della condensazione, ma non darà più per scontato che l’acqua resti sempre allo stato liquido”, sottolinea Margherita Fassari.
  • A ogni oggetto il suo peso. Per imparare che oggetti delle stesse dimensioni possono avere un peso molto diverso. “Per questa attività serve una bilancia con due piatti”, spiega l’esperta. “Su un piatto si posano dei tappi di sughero e sull’altro piatto dei sassi (grandi come i tappi). Il confronto è immediato e chiarisce come oggetti anche molto simili hanno pesi diversi: il peso specifico”.

Per saperne di più

Per approfondire il tema dei laboratori scientifici, consulta il sito www.crescereinsieme.org
Se desideri conoscere meglio questo progetto, puoi partecipare agli open day degli asili nido che ospitano gli atelier scientifici. Basta scrivere un’e-mail all’indirizzo laboratori@crescereinsieme.org

di Giorgia Cozza

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