Gattonare? Che spreco! | Io e il mio bambino

27 novembre 2015

Gattonare? Che spreco!

Gattonare? Che spreco!

Siamo abituati a considerare la regola il fatto che il bambino gattoni, (cioè si sposti a ”quattro zampe”, facendo leva su braccia e gambe), e l’eccezione, invece, il “salto” di questa tappa? Forse ci conviene cambiare prospettiva.

I bambini che eludono la fase del gattonamento, passando dallo stare semplicemente seduti al camminare, non sono così rari e farlo non sembra avere ripercussioni sulla loro mobilità futura. Lo affermano vari studi condotti dall’Università del Colorado e dalla Associazione Americana degli Antropologi.

Gli esperti di quest’ultima organizzazione affermano addirittura che il gattonamento in sé è un passaggio perfino inutile nello sviluppo psicomotorio del bambino visto che, ad esempio, alcune popolazioni dell’Asia Orientale (Papua Nuova Guinea, Indonesia, Bangladesh) non lasciano mai i piccoli sotto l’anno di età appoggiati al suolo se non per brevi periodi di tempo e sempre in posizione o sdraiata o seduta.

Chi non vive in un contesto urbano sicuro tende, infatti, a non considerare di per sé sicuro o libero da pericoli l’andar in giro a carponi. Studi effettuati sulle stesse popolazioni hanno messo in evidenza come la percentuale di bambini che soffrono di diarrea o di altre patologie gastrointestinali sia più bassa in quelli che non gattonano.

Nessun timore, dunque, se il bambino non passa attraverso la fase del gattonamento per arrivare a muovere i primi passi: non è né obbligatoria né “normale”: semplicemente è un adattamento ad una situazione contingente, una strategia del bambino che si trova ad affrontare l’ambiente dalla posizione “pancia in giù”.

Luisa Brambilla

Commenti