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30 novembre 2018

Frutta invernale per bambini: perfetta per i primi assaggi

Dopo i primi sei mesi, in cui il bimbo è cresciuto grazie al latte, è il momento di fargli conoscere pian piano nuovi sapori e consistenze. L’inverno ci regala diversi frutti che, oltre a fare bene, hanno un gusto dolce, che i piccoli tendono ad apprezzare molto

Frutta invernale per bambini: perfetta per i primi assaggi

La frutta è, insieme alla verdura, alla base della piramide alimentare. È l’alimento che non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola, in occasione di ogni pasto. È opportuno, quindi, accompagnare il bambino alla scoperta dei frutti di stagione sin dai primi assaggi, perché prenda confidenza con questi sapori. Così, consumare un’adeguata quantità di frutta diventerà per lui un’abitudine consolidata, da portare avanti negli anni della crescita. La stagionalità, poi, esalta le qualità nutrizionali di questi alimenti: sempre meglio, quindi, prediligere le varietà del periodo in corso. Ecco i consigli dell’esperto per proporre al piccolo la frutta invernale.

A che età iniziare a offrirla?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di allattare in modo esclusivo nei primi sei mesi di vita del bebè e, a partire dal sesto mese, proporre i primi assaggi di cibo solido. Una tappa significativa nella crescita, che un tempo veniva definita svezzamento, mentre ora si preferisce parlare di “alimentazione complementare guidata”. “L’aggettivo complementare sottolinea il fatto che il cibo solido non va a sostituire il latte, che rimane l’alimento principale per tutto il primo anno di vita, ma si affianca alle poppate”, spiega Giuseppe Morino, Responsabile Educazione Alimentare dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. “I genitori possono proporre i primi assaggi quando il bambino si mostra pronto per questa novità, perché è in grado di mantenere la posizione seduta e di portare il cibo alla bocca e appare interessato. Vanno seguite le indicazioni del pediatra per avere la certezza di offrire una rosa di nutrienti equilibrata, senza eccedere, ad esempio, con le proteine, come spesso accade se al piccolo si propone troppa carne”.

Una buona abitudine, fin da piccoli

“La frutta è ricca di vitamine, sali minerali e antiossidanti, sostanze che proteggono le cellule del corpo dall’invecchiamento e aiutano a mantenere i tessuti sani”, spiega il dottor Morino. “Il suggerimento è di far conoscere presto al bambino il sapore di frutti diversi per ridurre il rischio che sviluppi un’avversione o anche solo una diffidenza spiccata verso questi alimenti. Intorno all’anno, infatti, spesso i bambini diventano molto selettivi con il cibo e può risultare difficile convincerli ad assaggiare alimenti che non conoscono”.

Frutta invernale per eccellenza: mela e pera

I bambini hanno un’innata predilezione per il sapore dolce. Una preferenza che, come evidenziato da alcuni studi, è presente addirittura prima della nascita e si consolida con l’allattamento. E proprio questo sapore si ritrova in alcuni frutti che maturano proprio in questa stagione, tra autunno e inverno, come la mela e la pera, o nella banana, oggi disponibile tutto l’anno. “I primi frutti che solitamente si propongono al bambino sono proprio mela, pera e banana, che grazie al sapore dolce vengono ben accolti”, dice Giuseppe Morino. Come offrirli al piccolo? “Si possono utilizzare i vasetti di omogeneizzato – grazie alla severa legislazione vigente, il baby food offre ottime garanzie di qualità – oppure la frutta fresca, preferibilmente biologica”, spiega l’esperto. “Nel caso della frutta fresca, si potrà frullare o grattugiare per offrirla al bimbo con il cucchiaino”.

Agrumi, via libera sin dal sesto mese

Tra la frutta invernale, rivestono grande importanza dal punto di vista nutrizionale anche arance, mandarini e mandaranci. Fino a qualche anno fa si consigliava di attendere il primo compleanno per introdurre gli agrumi nella dieta del bambino. “Il suggerimento era legato al timore di reazioni allergiche, ma oggi questa indicazione non è più valida”, sottolinea il dottor Morino. “Si è visto, infatti, che tra il quarto e il sesto mese c’è un ‘periodo finestra’, in cui se un soggetto potenzialmente allergico viene a contatto con l’alimento in questione, lo tollera meglio. Le reazioni sono più lievi o, addirittura, non si verificano, rispetto a quanto accade se il primo assaggio avviene in un’epoca successiva. Via libera, quindi, agli agrumi, che sono ricchi di vitamina C, particolarmente utile nel periodo invernale, quando le difese immunitarie si abbassano, e che favoriscono l’assorbimento del ferro presente negli altri alimenti. Caratteristica quest’ultima particolarmente preziosa nel secondo semestre di vita del bebè, quando esiste il rischio che si verifichi una carenza di questo minerale”.

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Spremute da bere e spicchi da assaggiare

A differenza di frutti come mela, pera e banana, gli agrumi non si possono offrire al piccolo sotto forma di purea, ma è possibile fare delle spremute. “Il bambino può bere una spremuta di arancia per merenda o per colazione”, consiglia l’esperto. “Inoltre, col passare dei mesi, il genitore potrà preparare per il bambino alcuni spicchi, avendo cura di privarli dei semi e dei filamenti, in modo che possa manipolarli, assaggiarli e succhiarli. Conoscere il cibo attraverso il tatto è importante per il piccolo, per questo è opportuno dargli la possibilità di toccare e maneggiare gli alimenti”.

Anche il melograno che, grazie agli antiossindanti contenuti, vanta proprietà antinfiammatorie, può rientrare tra i primi frutti offerti sotto forma di spremuta. Per assaggiare i chicchi, è invece preferibile aspettare che il bimbo sia un po’ più grandicello, affinché riesca a gestirne la masticazione e deglutizione.

Kiwi, meglio aspettare

Tra la frutta invernale, infine, non si può dimenticare il kiwi, particolarmente ricco di vitamine (in particolare C) e sali minerali. Non è però consigliato sotto l’anno di vita. “Il kiwi, oltre a tante vitamine, contiene molte fibre: stimola quindi la peristalsi intestinale e può avere un effetto lassativo. Conviene, perciò, attendere il primo compleanno per proporlo al bimbo”, conclude il dottor Morino. Nel secondo anno di vita, il bambino può mangiare il kiwi con il cucchiaino (tagliando il frutto a metà, si scava la polpa con la posata) oppure tagliato a rondelle sottili.

 

di Giorgia Cozza

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