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18 ottobre 2018

Fontanella nel neonato: quali cautele con il tuo bebè?

Alla nascita, le ossa della testa sono ancora in via di sviluppo grazie alla presenza di membrane flessibili e resistenti, che hanno anche una funzione di difesa. Per questo il bebè va maneggiato con attenzione, ma senza timore

Fontanella nel neonato: quali cautele con il tuo bebè?

Una delle principali preoccupazioni di mamma e papà quando fanno il bagnetto e si prendono cura del bebè è fare attenzione alla fontanella nel neonato. Ma è davvero così fragile? Vediamo insieme quali accorgimenti sono necessari per proteggere la testolina delicata del neonato.

Dove si trova la fontanella nel neonato?

La fontanella più nota e facile da individuare è quella anteriore, posta proprio sulla sommità della testolina del bebè, che alla nascita è piuttosto ampia (circa 3 cm di lunghezza e 3 di larghezza). In realtà, però, il piccolo ha anche altre cinque fontanelle di dimensioni inferiori. “Si tratta degli spazi compresi tra le ossa della scatola cranica, che al momento della nascita non sono ancora ben saldate, in modo da permettere al cervello di crescere”, spiega Andrea Dotta, responsabile dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il ruolo delle fontanelle è quindi molto importante: conferiscono elasticità alla scatola cranica, caratteristica indispensabile per garantire il passaggio della testolina nel canale del parto e per consentire il rapido aumento delle dimensioni del cervello nel primo anno di vita del piccolo. “Le fontanelle cominciano a saldarsi nel secondo semestre e si chiudono definitivamente verso il primo compleanno del bambino“, aggiunge l’esperto. “In occasione dei controlli periodici, il pediatra valuta, oltre all’aumento di peso e altezza del bebè, anche le dimensioni della circonferenza cranica e lo stato delle fontanelle, verificandone la progressiva chiusura”.

Fontanelle, una fonte d’informazioni

L’aspetto della fontanella anteriore, inoltre, può offrire importanti indicazioni sullo stato di salute del piccolo. Se appare ‘avvallata’, e quindi forma una sorta di depressione visibile sul capo del neonato o del lattante, può essere un segnale di disidratazione. Questa condizione può presentarsi, ad esempio, quando il bebè ha la febbre, episodi frequenti di vomito o si alimenta in modo insufficiente. Se invece la fontanella nel neonato è ‘bombata’, cioè appare gonfia, potrebbe segnalare un’infezione in corso – se il bambino ha la febbre, potrebbe essere sintomo di una meningite – o, ancora, essere associata a una rara patologia del cranio. In ogni caso è opportuno contattare il pediatra per riferirgli l’anomalia”.

Gli accorgimenti nella cura del bebè

Spesso si ha timore di accarezzare il bimbo, perché si pensa alla fontanella nel neonato come a ‘un punto debole’ della testolina. “Non è affatto così”, rassicura Andrea Dotta. “La testa del piccolo si può toccare tranquillamente, perché la fontanella anteriore – la più grande e quella di cui in genere ci si preoccupa – è molto resistente. Non richiede, quindi, particolari cautele: il bimbo può essere accarezzato, pettinato e lavato normalmente. È importante, invece, sostenere sempre la testolina del bebè con una mano dietro la nuca. Il neonato, infatti, non è ancora in grado di sorreggere il capo e, se non si fa attenzione nel sollevarlo, tenerlo in braccio o fargli il bagnetto, c’è il rischio che si verifichino traumi a livello occipitale nel caso in cui la testa, scivolando indietro, urti una superficie dura”.

di Giorgia Cozza  

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