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25 gennaio 2019

Farmaci in allattamento: si può!

È importante che la neomamma si prenda cura della propria salute: basta chiedere al medico di famiglia di prescrivere principi attivi compatibili con le poppate

Farmaci in allattamento: si può!

Oggi è ancora diffusa la convinzione che non sia possibile assumere farmaci in allattamento. In realtà non è così: ci sono principi attivi compatibili con le poppate praticamente per ogni tipo di disturbo e la raccomandazione per le mamme è di prendersi cura della propria salute, prendendo i medicinali necessari in caso di malessere, e proseguire serenamente l’allattamento.

Un falso mito da sfatare

Sono tante le mamme che sopportano il disagio dell’emicrania, di un mal di denti o dei sintomi influenzali perché pensano che durante l’allattamento non sia possibile curarsi. A volte, sono i medici stessi a non disporre di informazioni corrette e aggiornate, per cui non è raro che alle madri venga suggerito di sospendere o, addirittura, interrompere definitivamente le poppate. “Purtroppo ancora oggi in Italia spesso non ci sono conoscenze adeguate sull’uso dei farmaci in allattamento”, afferma Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di Farmacoepidemiologia, Laboratorio per la Salute Materno Infantile-Dipartimento di Salute Pubblica dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. “Le fonti bibliografiche – banche dati e documenti ufficiali – specifiche per il personale sanitario non mancano, e non deve mancare nemmeno la volontà di aggiornarsi. Sono numerosi, infatti, i benefici dell’allattamento materno. E, nella maggior parte dei casi, farmaci e poppate sono assolutamente compatibili”.

Dopo i primi mesi i rischi sono praticamente nulli

Non solo l’allattamento rappresenta una controindicazione all’assunzione di pochissimi medicinali, ma eventuali rischi per il neonato si riferiscono solo ai primi 2-3 mesi di vita. “Superati i primissimi mesi, il metabolismo del bambino matura e si riduce molto il rischio di accumulo nell’organismo”, spiega l’esperto. “Dopo il sesto mese le controindicazioni diventano estremamente rare e riguardano farmaci con una tossicità elevata, come le terapie antitumorali e i farmaci radioattivi assunti in occasione di particolari esami diagnostici. In quest’ultimo caso, non è necessario interrompere l’allattamento, ma è sufficiente sospendere le poppate per alcuni giorni – indicati dal medico che esegue l’esame – dopo l’assunzione del tracciante che emette radiazioni”.

Un foglietto illustrativo spesso poco attendibile

Il bugiardino può essere d’aiuto per stabilire se un medicinale è compatibile con le poppate? “Tendenzialmente no, perché nella maggior parte dei casi l’assunzione del farmaco è sconsigliato anche se è compatibile con l’allattamento”, spiega l’esperto. “Secondo uno studio del 2005, l’80% dei bugiardini citava l’allattamento tra le controindicazioni.  Questo accade in qualche caso perché mancano studi specifici, e in generale per una forma di autotutela delle aziende farmaceutiche”. Ciò significa che non ci si può affidare al foglietto illustrativo per escludere l’assunzione di un medicinale, ma è preferibile rivolgersi al proprio medico e, se non si ricevono le indicazioni necessarie, ai servizi di consulenza offerti da alcuni ospedali proprio per rispondere ai dubbi delle mamme relativi alla compatibilità dei farmaci in allattamento.

Farmaci in allattamento: servizi di consulenza gratuiti

Quando c’è un problema di salute, il primo riferimento è il medico di famiglia. Se però la mamma non ha ottenuto le informazioni che cercava, può contattare il numero verde 800.883.300 dell’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII di Bergamo: specialisti tossicologi rispondono tutti i giorni, 24 ore su 24, per indicare i principi attivi compatibili con le poppate. Un altro servizio dedicato alle future e neomamme è quello del Centro Studi per la Tutela della Salute della Madre e del Concepito dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma: chiamando il Telefono Rosso che risponde al numero 06.3050077, si possono chiedere informazioni sulla prevenzione dei difetti congeniti del neonato e, per le neomamme, sulla compatibilità dei farmaci in allattamento. Il servizio è attivo da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 13.

Informazioni utili anche online

Preziosi consigli si possono reperire anche su internet, nel sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco: inserendo il nome del principio attivo si verifica la possibilità di assunzione in allattamento. Sul sito è inoltre disponibile un menù a tendina con le principali patologie fisiche e psicologiche. Cliccando sul disturbo, si apre una scheda che contiene informazioni sulla malattia e sulle terapie farmacologiche compatibili con la gravidanza e l’allattamento.

Fitoterapia: occorre cautela

Un discorso a parte riguarda i rimedi fitoterapici. Il fatto che siano naturali non li rende “innocui” e, per alcune erbe, potrebbe esistere il rischio di controindicazioni. “I dati disponibili riguardo all’uso dei rimedi fitoterapici in allattamento sono scarsi e riguardano pochi principi attivi”, spiega il dottor Clavenna. “Inoltre, occorre prendere in considerazione il preparato nel suo complesso e le dosi. È quindi opportuno, prima di assumere questi rimedi, consultare un medico e/o un servizio di consulenza relativo alla compatibilità dei farmaci”. Nel sito dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze si trovano i riferimenti del Centro di Riferimento Regionale per la Fitoterapia e c’è la possibilità di scrivere un’e-mail.

 

di Giorgia Cozza

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