Eurostat e bimbi italiani: un'indagine rassicurante sul loro stato di salute
apri modal-popupadv apri modal-popupadv

27 febbraio 2019

Eurostat e bimbi italiani: un’indagine rassicurante sul loro stato di salute

Più del 99% dei bambini italiani sta bene. Un dato incoraggiante diffuso in questi giorni da Eurostat che ha classificato l'Italia tra le nazioni dove bambini e ragazzini presentano le condizioni di salute migliori

Eurostat e bimbi italiani: un'indagine rassicurante sul loro stato di salute

Il nostro Paese si colloca tra le nazioni dove le condizioni di salute nell’infanzia risultano mediamente migliori, dopo la Romania che – secondo l’indagine – si è classificata prima assoluta e prima della Bulgaria che ha occupato il terzo posto. La media europea si attesta invece sul 95,9%: questa la percentuale dei bambini che vivono nell’Unione Europea e godono di buona/ottima salute. Per entrare nello specifico, nel 2017 più del 99% dei bambini italiani di età compresa tra 0 e 5 anni erano in buona o ottima salute. Notevoli i dati anche per le fasce di età successive, dove nonostate un lievissimo calo, risultano in buona/ottima salute il 98,8% dei bambini tra i 5 e i 9 anni e il 98,4% dei ragazzini tra i 10 e i 15.

Nella percezione dei genitori, figli in ottima salute

Per i futuri e neogenitori sono sicuramente rassicuranti i dati di questa indagine. “Occorre però tener conto del fatto che la risposta dei genitori intervistati può essere stata influenzata dal desiderio di far apparire in ottime condizioni di salute i propri bambini”, considera Leo Venturelli, pediatra di famiglia e responsabile dell’educazione alla salute della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS). “A suscitare qualche dubbio sulle conclusioni dell’indagine sono anche i dati relativi a nazioni come la Danimarca, l’Olanda e la Germania, che si collocano a metà della classifica. In ogni caso, è positivo che le mamme e i papà sentano di occuparsi in modo corretto dei propri figli e che abbiano la percezione che i loro bambini stiano bene”.

Eurostat e bimbi: risultati particolarmente positivi?

L’indagine di Eurostat ha preso in considerazione vari parametri: assistenza sanitaria, percezione dei genitori relativa alla salute dei bambini, ma anche tipologia di abitazione e reddito familiare. “I risultati positivi di questa indagine, potrebbero però essere un po’ in contrasto con i dati Istat, sempre relativi al 2017, a proposito delle nuove povertà”, riflette il dottor Venturelli. “Da quell’indagine risultavano, infatti, in aumento le famiglie italiane con un reddito inferiore rispetto agli anni precedenti e di conseguenza anche i bambini che vivono in condizioni di povertà. Detto questo, il fatto che la percentuale di famiglie che abitano in una casa di proprietà anziché in affitto, sia più alta rispetto a quanto accade in altre nazioni, è incoraggiante”.

Le difficoltà dei bambini con un problema di salute

L’Italia fa buona figura anche per quanto riguarda l’assistenza ai bambini che hanno qualche problema di salute, dato che nel capitolo dell’indagine dedicato alle “limitazioni dell’attività a causa di problemi di salute” la percentuale di bambini penalizzati da queste limitazioni oscilla, a seconda della fascia di età e della serietà della patologia, tra lo 0,3 e lo 0,9%, mentre la media europea è sempre superiore all’1%. “I risultati relativi a questa voce peggiorano con la crescita del bambino”, considera il dottor Venturelli, “questo perché più il bimbo è piccolo più è seguito in famiglia e dalle istituzioni. Superati i primissimi anni di vita, la società incontra sempre più difficoltà nel farsi carico dei problemi legati a patologie o disabilità”.

La fortuna di avere un pediatra di famiglia

Spesso viene percepito come qualcosa di scontato, ma  poter contare su un pediatra di riferimento che segue la crescita del bambino dalla nascita fino ai 14 anni (che possono diventare 16 in presenza di particolari problemi di salute) senza alcuna spesa per i genitori, è un’opportunità di cui non godono tutte le famiglie in Europa. “Siamo l’unica nazione dove ogni bambino ha diritto alle cure di un pediatra di famiglia che gli viene assegnato subito dopo la nascita dal Servizio Sanitario Nazionale”, considera il dottor Venturelli. “E in generale un aspetto positivo del nostro Paese è quello di garantire assistenza sanitaria gratuita a tutti i cittadini, senza la necessità di onerose polizze assicurative sulla salute come invece accade in altre nazioni”.

Sospediatral'app per le piccole emergenze

di Giorgia Cozza

Commenti