12 regole anti-ciccia per te e per lui | Io e il mio bambino

12 regole anti-ciccia per te e per lui

12 regole anti-ciccia per te e per lui

Dodici raccomandazioni per combattere il rischio di sovrappeso e obesità: due condizioni che negli ultimi anni si sono diffuse in modo esponenziale tra i bambini italiani. Un problema che ora vede in prima linea i pediatri del nostro Paese non solo perché riguarda un numero crescente dei loro piccoli pazienti ma perché fa il suo esordio in età sempre più tenera.

Addirittura fra i 6 e i 36 mesi. Un’emergenza da battere con una sola arma: la prevenzione precoce. E 12 regole, stilate da un pool di esperti, con il patrocinio di SIP (Società Italiana di Pediatria), Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) e Onda (Osservatorio Nazionale per la salute della donna).

La lotta senza quartiere a sovrappeso e obesità si gioca in tre tempi, all’insegna della prevenzione precoce. E tutto comincia fin dalla gravidanza, perché al momento della nascita ogni bambino ha già, in realtà, nove mesi di vita intrauterina alle spalle, passati nel pancione in cui gli arrivano – filtrate dalla placenta – le sostanze nutritive fornite dall’alimentazione materna. Un periodo importantissimo, su cui si concentra oggi l’attenzione degli studiosi ma di cui si sa ancora molto poco, se non che condiziona in modo determinante la salute futura del bambino.

La gravidanza, il preludio del benessere

Oggi sappiamo che lo stile di vita della futura mamma è in grado di condizionare, in bene o in male, il processo adattativo del feto, agendo sulle potenzialità offerte dal suo patrimonio genetico. In pratica, se le “cattive abitudini” della futura mamma non permettono di correggere eventuali predisposizioni genetiche sfavorevoli del nascituro, l’adozione di uno stile di vita salutare sì. E, a oggi, si sa che sono 3 i capisaldi del benessere materno in gravidanza (con riflessi positivi sul bambino): non aumentare troppo di peso (con un controllo dell’indice di massa corporea effettuato possibilmente dalla fase preconcezionale), mantenere un’attività fisica adeguata (ossia moderata e costante, in base ai consigli del curante) e adottare una dieta idonea. Come spiega Irene Cetin, direttore di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Sacco di Milano: “Una dieta varia ed equilibrata, ricca di verdura e frutta, integrata con folati ed eventualmente, su consiglio del medico, con ferro e opportuni integratori vitaminici e minerali, permetterà il conseguimento di 3 obiettivi: aumento di peso regolare, nutrizione adeguata del feto e precoce educazione del gusto, grazie al passaggio placentare di sostanze aromatiche dal cibo materno al feto”.

Al seno, una crescita di qualità

Il secondo capitolo della prevenzione si concentra sull’allattamento al seno, perché il latte materno è l’alimento ideale per il bambino, che deve riceverlo in modo esclusivo (cioè senza aggiunte né altri assaggi) fino al sesto mese di vita e poi nel corso dello svezzamento, accanto agli altri cibi. Durante l’allattamento al seno, la neomamma può continuare a mangiare tutte le verdure che le piacciono, senza esclusioni, comprese quelle dal gusto più intenso, perché il bambino non è disturbato da aromi a cui si era già abituato nella vita intrauterina grazie al liquido amniotico che “trasporta” al feto i sapori e i profumi della dieta materna. Inoltre, la mamma che allatta può tranquillamente proseguire l’attività fisica e lo sport, che non interferiscono con la produzione e la composizione del latte. Solo gli sforzi condotti a livello agonistico possono comportare, insieme alla secrezione di acido lattico, eventuali effetti indesiderati sul sapore dell’alimento materno.

Svezzamento “personalizzato”

Completano il dodecalogo le regole su prime pappe e crescita. Eccole: attenersi alle indicazioni del pediatra per condurre lo svezzamento secondo una reale valutazione delle specifiche esigenze e ritmi di crescita di ogni bimbo; mai associare i cibi “golosi” a premi e quelli “salutari” a castighi per non condizionare il gusto e le preferenze del bimbo; adottare una dieta bilanciata, senza eccessi proteici né carenze di vitamine e minerali; non introdurre il latte vaccino prima dei 12 mesi perché troppo ricco di proteine e di composizione sbilanciata rispetto al reale fabbisogno; frazionare l’alimentazione in 4/5 pasti giornalieri e, come esorta Alberto Ugazio, presidente della Sip: “Partire con una buona colazione che, dopo il digiuno notturno, permette di far fronte alle richieste energetiche e di controllare il senso di fame e sazietà durante il giorno, contribuendo a prevenire il rischio di sovrappeso”. Conclude il dodecalogo presentato in occasione del Mese della Nutrizione Infantile promosso da Mellin, un consiglio anti-ansia: non crucciarsi per il transitorio rifiuto dei cibi nuovi, normale intorno all’anno di vita, ma evitare la monotonia alimentare, spesso all’origine del peso in eccesso.

Articolo di Elisabetta Zocchi

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