Disturbi della vista: i bambini di oggi saranno i miopi di domani?

15 novembre 2019

Disturbi della vista: i bambini di oggi saranno i miopi di domani?

Nei prossimi anni si prevede un'importante crescita dei casi di miopia. Tra i maggiori responsabili, gli stili di vita sbagliati e l'uso prolungato di device. Ecco come fare prevenzione fin da piccoli

Disturbi della vista: i bambini di oggi saranno i miopi di domani?

Fra circa 30 anni in Italia e in Europa il 75-80% della popolazione sarà miope. E gli adulti miopi di domani sono i bambini e gli adolescenti di adesso, perennemente “incollati” ai loro device. Che sono da annoverare tra i responsabili di questi disturbi della vista. 

“Oggi ormai sappiamo che nello sviluppo della miopia è importante non solo la componente genetica, ma anche e soprattutto quella ambientale”, afferma Paolo Nucci, professore ordinario di Malattie dell’Apparato visivo all’Università Statale di Milano e Direttore della Clinica Oculistica Universitaria dell’Ospedale San Giuseppe, sempre a Milano. “E lo stile di vita tipico dei Paesi industrializzati, caratterizzato dall’utilizzo prolungato di dispositivi che richiedono un’attività visiva ravvicinata, permanenza in ambienti chiusi, scarsa esposizione all’aria aperta e alla luce naturale, gioca un ruolo fondamentale”.

Nuove terapie all’orizzonte

La notizia positiva è che la progressione del difetto può essere tenuta sotto controllo grazie alle nuove terapie disponibili. “In particolare, si sta rivelando valido l’impiego dell’atropina, una sostanza in grado di rallentare in modo particolare la miopia evolutiva, che è quella che compare fra i 6 e i 14 anni”, spiega Nucci.

A confermare l’efficacia dell’atropina nel trattamento di questo difetto visivo è, tra gli altri studi, una ricerca condotta dalla Clinica Oculistica Universitaria dell’Ospedale San Giuseppe. Il lavoro ha preso in esame 52 bambini in cui è stata impiegata l’atropina e 50 soggetti di controllo. Dopo 12 mesi di terapia, in 41 pazienti fra quelli trattati (79%) la progressione della patologia aveva subito un rallentamento significativo, sia rispetto al momento di inizio dello studio sia rispetto al gruppo di controllo.

Visite ed esami per fare prevenzione

La miopia, come l’ipermetropia e l’astigmatismo, appartiene alla famiglia dei cosiddetti “disturbi refrattivi”. Qual è il momento migliore per individuare questo tipo di disturbi della vista? “L’età più indicata è intorno ai 3 anni, 3 anni e mezzo: prima, c’è un maggior rischio di falsi positivi”, risponde l’esperto. “È bene che questo check-up sia eseguito dall’oculista, ovvero dallo specialista che ha le competenze necessarie per individuare ogni possibile problematica visiva”.

Diverso è il discorso per altre patologie gravi, come il glaucoma o la cataratta, che invece vanno individuate il più tempestivamente possibile: “Oggi, per fortuna, in quasi tutti i punti nascita italiani viene eseguito il test del riflesso rosso”, commenta lo specialista. “Un segnale importante, che testimonia la crescente attenzione del nostro Paese verso la prevenzione”.

Ma in che cosa consiste questo test? “Per indagare il fondo dell’occhio del bambino viene utilizzata la luce di un oftaloscopio”, spiega Paolo Nucci. “Riflessa dal fondo dell’occhio, questa luce torna indietro: qualsiasi alterazione in tale ritorno indica che qualcosa non va”.

Disturbi della vista: il ruolo del pediatra di base

Se, per qualche ragione, il test non è stato eseguito alla nascita, lo può eseguire anche il pediatra di famiglia? “Sì. Oggi, per legge, ogni pediatra è tenuto a eseguire questo test”, risponde l’esperto. “È fondamentale, però, che sia fatto entro le sei settimane di vita. E che venga eseguito al meglio. Per questo è auspicabile che tutti i pediatri abbiano una formazione specifica presso un oculista”.

Sempre al pediatra, durante i periodici controlli di salute, spetta individuare i primi eventuali segnali di strabismo. Una condizione che può portare, tra l’altro, all’ambliopia: “Quando nasciamo, i nostri occhi non sanno lavorare bene: lo imparano col tempo”, spiega Nucci. “Se i due occhi non sono allineati, non funzionano allo stesso modo. L’apprendimento risulta alterato e lo sviluppo della vista viene compromesso”.

40 minuti all’aria aperta, un vero toccasana

Per concludere, ci sono regole di prevenzione per favorire un corretto sviluppo della vista nel bambino? “Ne do una sola, molto importante. Tutti i bambini dovrebbero stare, almeno 40 minuti al giorno, in qualsiasi stagione, all’aria aperta. Possibilmente in mezzo alla natura e in uno spazio sufficientemente ampio per poter correre, giocare. Questo aspetto favorisce lo sviluppo in generale dell’organismo. Compreso quello dell’apparato visivo”.

 

di Francesca Mascheroni

Commenti