Daltonismo | Io e il mio bambino

01 aprile 2009

Daltonismo

Daltonismo

A descrivere per primo il disturbo visivo del daltonismo è stato, nel 1798, lo scienziato inglese John Dalton, che ne soffriva e da cui il difetto ha preso il nome. L’€incapacità  di riconoscere e distinguere alcuni colori affligge 4 bambini su 100. Il problema si presenta fin dalla nascita, colpisce prevalentemente i maschi, trattandosi di un difetto ereditario che si trasmette tramite il cromosoma X e, generalmente, viene scoperto in modo casuale quando il piccolo inizia a disegnare. L’€utilizzo improprio di alcuni colori infatti fa suonare il campanello d’€allarme.
Il daltonismo non è un difetto progressivo ossia non peggiora con il passare del tempo e non è legato ad altri problemi visivi. Il bambino daltonico vede perfettamente, l’€anomalia riguarda solo la percezione di alcuni colori.
Il disturbo dipende dalla nostra retina in cui sono presenti due classi di fotorecettori:

  1. I coni: responsabili della visione distinta, lavorano in condizioni di buona luminosità
  2. I bastoncelli: ci forniscono la visione marginale e funzionano bene in condizioni di scarsa luminosità

La discriminazione dei colori viene svolta dai coni che ci assicurano una visione tricromatica permettendoci di percepire i colori blu, rosso e verde. Il daltonismo è associato ad un’€™alterazione del sistema dei coni e alla relativa difficoltà  nel distinguere le varie tonalità  del verde e del rosso. Il disturbo che riguarda i toni gialli-blu è invece assai più raro. Il bambino che soffre di daltonismo presenterà, a seconda della gravità  del suo disturbo, difficoltà  lievi o più gravi nel riconoscere il rosso e il verde. Queste tonalità  non sono completamente invisibili agli occhi di chi è affetto da questo particolare disturbo ma vengono distinte solamente se molto accese e sature.

Diagnosi e cura
Generalmente ci si accorge del daltonismo quando il bambino inizia a disegnare utilizzando alcuni colori in modo anomalo. A volte però può capitare che il difetto passi inosservato e che venga rilevato dopo un normale controllo dall’€oculista. Come si è detto, non c’€è progressività  o degenerazione del disturbo visivo: per questo la tempestività  della diagnosi non è rilevante per la gestione medica del daltonismo. Non esistono cure efficaci per correggerlo e neppure per migliorarlo. Risulta certamente utile, tuttavia, essere a conoscenza del problema in modo tale da inserire correttamente il bambino alla scuola primaria: gli insegnanti verranno informati e non penalizzeranno i piccoli allievi per la loro difficoltà  nel riconoscere i colori.

Esistono appositi test per l’€individuazione del disturbo visivo: vengono utilizzate le cosiddette ‘€tavole di Ishihara’€ note anche come ‘€tavole pseudo-isocromatiche’€. Si tratta di una serie di sfondi a pallini beige o verdi, che presentano al centro un numero, sempre costituito da puntini di colore diverso (verde su sfondo beige e marrone oppure rosso vinaccia su sfondo verde). Il daltonico non riesce a vedere questi numeri o li individua con molta fatica. Tutte le tavole sono graduate e permettono di valutare l’€entità  del difetto. Con i bambini viene utilizzato lo stesso tipo di test con un accorgimento: i numeri sono sostituiti con un disegno. L’€esito dipende dalla collaborazione attiva del bambino perciò prima gli viene mostrato il disegno di una figura arancione su sfondo azzurro, che risulta perfettamente visibile anche a chi è affetto da daltonismo; poi si passa ad un’€immagine che evidenzierà  l’€™eventuale difetto; per avere un’€ulteriore conferma verrà  nuovamente proposto un disegno che il bambino dovrà  essere in grado di distinguere. In modo tale si può verificare la collaborazione del piccolo: se ha risposto correttamente alla prima e alla terza tavola ma non ha individuato la seconda immagine è certamente daltonico. Se invece la prova ha dato come esito un’€evidente mancanza di collaborazione il test dovrà  essere ripetuto.

Il daltonismo è un disturbo di lieve entità  che non deve allarmare i genitori perchè non influisce sulla vita di tutti i giorni. Ȁ importantissimo informare gli insegnanti della scuola materna ed elementare affinchè guidino il bambino nella scelta dei colori e non gli facciano vivere il disturbo come una ‘€diversità’€. Nessun timore neppure per il futuro del bambino: la sua vita sarà  perfettamente normale seppur con qualche limite nella totale percezione del colore.

 

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