Consulente professionale in allattamento, un'alleata delle poppate
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26 marzo 2019

Consulente professionale in allattamento, un’alleata delle poppate

Nutrire al seno il proprio bebè è un gesto naturale, ma non sempre risulta facile e immediato. A chi può rivolgersi la neomamma?

Consulente professionale in allattamento, un'alleata delle poppate

In caso di incertezze o difficoltà iniziali, ma anche di eventuali problemi o dubbi che si dovessero presentare più avanti, quando l’allattamento è già ben avviato, basta rivolgersi a una consulente professionale in allattamento IBCLC (International Board Certified Lactation Consultants) per ricevere informazioni corrette, aiuto mirato e sostegno.

Chi è la consulente professionale IBCLC?

In Italia è una figura non ancora molto conosciuta, ma può rappresentare un validissimo supporto per le mamme che desiderano nutrire al seno i loro bambini. “La consulente professionale in allattamento materno (IBCLC) è una figura nata negli Stati Uniti, dove spesso affianca il personale ospedaliero occupandosi in modo specifico di allattamento”, spiega Martina Carabetta, consulente professionale (IBCLC) e presidente dell’associazione Latte&Coccole di Roma. “Possiede infatti le competenze tecniche necessarie per riconoscere e superare gli ostacoli che possono presentarsi per tutto il periodo che la mamma nutre al seno il suo bebè”. Oltre a disporre di conoscenze aggiornate, basate sulle evidenze scientifiche, la consulente professionale matura delle buone capacità di comunicazione, indispensabili per entrare in sintonia con la mamma e offrirle un supporto realmente efficace.

Competenze “certificate” per un aiuto di qualità

Per ottenere la qualifica di consulente professionale IBCLC è necessario possedere esperienza nel settore (si parla di alcuni anni di pratica) e conoscenze adeguate, indispensabili per superare l’esame gestito dall’ente internazionale IBLCE, ovvero International Board Consultant Lactation Examiners. “L’esame per ottenere questa qualifica è riconosciuto a livello internazionale e si tiene una volta all’anno, lo stesso giorno, in tutto il mondo”, spiega Martina Carabetta. “Superata la prova e ricevuto il diploma, è indispensabile mantenersi aggiornate: l’esame, infatti, deve essere ripetuto ogni dieci anni. La formazione continua e la certificazione delle competenze garantiscono la serietà di queste figure a tutela del benessere di mamme e bambini”. Trattandosi di una figura professionale, la consulente IBCLC non è una volontaria, ed è richiesto un compenso per le prestazioni offerte.

In Italia, centocinquanta consulenti

Nel nostro Paese, questa figura è arrivata nel 1991 e oggi le consulenti professionali (IBCLC) sono circa centocinquanta. Molte di loro aderiscono all’AICPAM, ovvero l’Associazione Italiana dei Consulenti Professionali in Allattamento Materno che coordina le attività delle consulenti, organizza momenti di formazione e aggiornamento e si pone l’obiettivo di diffondere e sostenere questa professione, valorizzandone il ruolo e le competenze. Nella sezione “Trova una consulente” del sito dell’AICPAM , è disponibile un elenco organizzato per regioni delle consulenti IBCLC che fanno parte dell’associazione.

Quando rivolgersi a una consulente professionale in allattamento?

“La consulente è in grado di offrire informazioni corrette sulla fisiologia dell’allattamento e di garantire suggerimenti mirati e aiuto pratico se la crescita del bambino non è adeguata, oppure se il seno fa male, per esempio in presenza di ragadi, ingorgo, mastite, o se c’è un problema di attacco o di gestione delle poppate”, considera Martina Carabetta. Ma la consulente risponde anche ai quesiti delle mamme nelle varie tappe della crescita, in occasione dell’introduzione dei primi cibi solidi, del ritorno al lavoro della mamma, delle poppate dopo il primo compleanno e della conclusione dell’allattamento stesso.

Come “funziona” nella pratica?

Una volta contattata la consulente, si stabilisce insieme se la visita avverrà a casa della mamma o nella sede dove opera la professionista. “La durata della consulenza è variabile e dipende dalla situazione. In genere, viene dedicato molto tempo alla mamma, per ascoltarla e osservare scrupolosamente una poppata, o più di una”, spiega Martina Carabetta. Spesso, infatti, è sufficiente ‘correggere il tiro’ per superare l’impasse iniziale o per tornare ad allattare serenamente, dopo un momento di difficoltà. L’aiuto di una consulente può fare la differenza anche in situazioni particolari, come in caso di nascita pretermine, gemellare, o di malattie della mamma o del bambino.

Consulenze per tutta la famiglia

L’allattamento è una faccenda di famiglia. Il supporto del neopapà per la buona riuscita delle poppate è molto importante: tocca a lui, infatti, sostenere la neomamma, prendersi cura di lei, esprimere fiducia nelle sue potenzialità di nutrire al meglio il loro bambino. “Ecco perché la consulenza coinvolge anche i papà e, talvolta, i nonni”, sottolinea l’esperta. “Tutta la famiglia dovrebbe comprendere l’importanza dell’allattamento, supportare la neomamma e incoraggiarla”.

Un esempio virtuoso: a Santorso, la consulenza è offerta dal Comune

Consapevole dell’importanza del latte materno per la salute di ogni bambino, il Comune di Santorso (Vc), in collaborazione con l’associazione Coccola di Mamma, ha stabilito di offrire la consulenza a domicilio di una consulente professionale in allattamento alle mamme (residenti nel territorio comunale) che sono in difficoltà con le poppate nelle prime due settimane successive alla nascita. “Se non fosse stato per questo servizio, molto probabilmente non avrei allattato la mia bimba”, racconta Valentina Benetti, mamma di Adele, 3 anni, e in dolce attesa del suo secondo bimbo. “Quando ho chiamato la consulente, Adele aveva 7 giorni e continuava ad attaccarsi e staccarsi dal seno piangendo: tutti mi dicevano che il mio latte non era abbastanza nutriente e io soffrivo per le ragadi. Stavo per passare al latte artificiale, anzi lo avevo già acquistato! Poi è arrivata Bruna Scopel, che è venuta a casa ed è rimasta con me tutta la mattina, rassicurandomi e aiutandomi ad attaccare la piccola in modo corretto. È stato un intervento provvidenziale: da lì la situazione è migliorata e l’allattamento è finalmente decollato. Quando arriverà il secondo bimbo, in caso di bisogno, sfrutterò ancora questa splendida opportunità”.

 

di Giorgia Cozza

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