5 consigli per iniziare l'allattamento
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10 dicembre 2018

L’allattamento si apprende: 5 consigli per cominciare

L’allattamento si apprende: 5 consigli per cominciare

Quando si pensa all’allattamento al seno si commette spesso un grande equivoco. Dal momento che è un fatto naturale, si suppone che sia semplice farlo e che quasi venga automatico. “Invece si tratta di un gesto spontaneo, ma questo non vuol dire che sia immediato. L’allattamento richiede tempo, perché serve un processo di adattamento e scoperta che riguarda tanto la mamma quanto il piccolo – spiega la pedagogista milanese Elena Urso – . Nessuna donna sa come si allatta al seno sino a quando non le nasce un figlio, quindi diamole il tempo di imparare, senza creare stress o insinuare panico se all’inizio ci sono delle difficoltà”. Per aiutare le neomamme a mantenere la calma e a procedere serenamente in questo campo del tutto nuovo, ecco cinque consigli base di cui tenere conto.

Chi sta vicino comincia meglio

 

Anzitutto bisogna indulgere nel contatto fisico tra madre e figlio, perché aiuta l’allattamento. “Se il bambino viene lasciato vicino al seno si sa orientare: sente l’odore, si avvicina – sottolinea l’esperta – . Il piccolo ha un istinto di sopravvivenza. Se gli concediamo del tempo vicino alla mamma, magari vicino al seno, in una fascia oraria che potrebbe essere adatta per la poppata, può capitare che muova il viso e la bocca verso il seno e faccia sperimentazioni che rendono meno complicato l’approccio anche per la mamma”.

L’altra cosa fondamentale è non darsi dei limiti di tempo. “Certo dipende dalla vita di ogni famiglia, ma sarebbe davvero bello che le mamme avessero tutto il tempo che serve per organizzarsi e imparare come agire – insiste la dottoressa Urso – . Serve calma per capire se il bimbo ha mangiato, se ha sonno, se si addormenta succhiando perché è sazio o solo stanco. Soprattutto nelle prime poppate sarebbe meglio non fissarsi un tempo. Qualcuno sostiene che si debba tenere il piccolo su un seno per dieci minuti e sull’altro per lo stesso tempo, ma secondo me ci vuole elasticità. È un fatto di conoscenza reciproca. Madre e piccolo devono prendere confidenza con la nuova pratica e capire”.

Chiedere aiuto è legittimo

 

Nel momento in cui una donna si dovrà di fronte a una difficoltà deve immediatamente chiedere aiuto. “Spesso invece esiste una specie di tabù e le mamme si sentono giudicate, inadeguate e incapaci, se si rivolgono a qualcuno sul tema dell’allattamento – sottolinea la pedagogista – . Invece, visto che si tratta di qualcosa di nuovo, che va scoperto, va benissimo contattare degli esperti, come l’ostetrica di riferimento, il pediatra, la levatrice che viene a casa. Farsi aiutare è rassicurante per la mamma e non significa che non si è mamme capaci. C’è anche chi ha una sorella o la mamma che possono dare una mano. Esprimere un disagio è essenziale per trovare sostegno”. L’altro suggerimento è quello di non verificare continuamente il peso, in maniera anche ossessiva. “La crescita del bambino è soggetta a tante variabili e imporsi controlli continui con la bilancia significa generare stress – dice Elena Urso – . Meglio stabilire un giorno e un’ora fissa per la pesata settimanale, evitando il passaggio sulla bilancia prima e dopo il pasto. E’ sbagliato farsi prendere dall’ossessione, che non serve”.

La disposizione d’animo è l’arma vincente

 

Infine, quello che conta davvero è lo stato d’animo della mamma. “Per allattare al meglio conviene trovare una posizione comoda, in un luogo in casa o all’esterno, creando una situazione che metta la mamma a proprio agio, comoda dal punto di vista fisico e in una condizione di comfort mentale. Va benissimo anche allattare mentre si ascolta della musica o si chiacchiera con un’amica, perché è lo stato d’animo della mamma che passa, oltre al nutrimento. Se la mamma è serena e positiva anche il bambino avrà un vantaggio”.

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