Con il gioco simbolico, si impara presto sin da bambini

02 ottobre 2019

Con il gioco simbolico, si impara sin da piccoli

Con il gioco simbolico, si impara sin da piccoli

Chi impedisce a una fatina e al suo unicorno di imbarcarsi sulla nave dei pirati? E a un bambino di pilotare un aereo? Non ci sono limiti o confini nei mondi Playmobil, personaggi che hanno aiutato a crescere milioni di bambini, attraverso la fantasia e la creatività. Una volta consegnati al piccolo, infatti, i personaggi e gli accessori di un set incontrano gli altri, si scambiano di ruolo, si associano per nuove imprese, come del resto accade nel mondo reale, che non divide in scatole i suoi abitanti.

Una grande risorsa già nei primi anni

In più di quarant’anni di vita l’azienda ha presentato tantissimi personaggi, adatti a tutte le età. Ormai ce ne sono quasi seimila tra cui scegliere. Per i più piccoli poi è stata creata una linea specifica chiamata Playmobil 1.2.3, che ha personaggi di dimensioni un po’ più grandi del solito, ma con il classico sorriso Playmobil. I prodotti Playmobil 1.2.3 sono robusti e non contengono piccole parti che potrebbero essere ingerite e rappresentano la famiglia, l’arca di Noè, il trenino, l’aereo, la nave pirata. Esistono anche personaggi che guidano il camion o azionano la gru, per la gioia dei bambini cui piace fermarsi a guardare gli operai per strada. Un mondo vicino eppure incantato con cui divertirsi e imparare, in una condizione di assoluta serenità.

La simulazione aiuta ad interagire

L’altro aspetto interessante è che attraverso interazioni e dialoghi dei personaggi Playmobil, i piccoli imparano anche le regole sociali e, se coadiuvati da mamma e papà, riescono a comprendere meccanismi della vita quotidiana, che altrimenti potrebbero sfuggire alla loro mente, piena di sogni e invenzioni. In un mondo in cui le suggestioni virtuali – ma irreali – sono moltissime, i piccoli hanno bisogno di giochi che li aiutino a valorizzare la manualità ma anche a comprendere la vita concreta.

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Con Playmobil 1.2.3, vince la fantasia

E che li spingano ad immaginare storie, anzi a crearle, anziché osservare passivamente quelle che qualcuno vuole presentargli. Portarsi in borsa una bustina con qualche personaggio e accessorio Playmobil quando si va a cena o a un evento dove il piccolo si potrebbe annoiare, tra l’altro, significa offrirgli un gioco che lo vede protagonista. Molto meglio che consegnargli un telefonino, che annulla la sua spinta creativa.

Ogni genitore che abbia donato una scatola di Playmobil a suo figlio, in realtà, lo sa bene. Gli è bastato osservare il bambino muovere i piccoli omini e donnine con le loro mani, per scoprire che attraverso questi personaggi può davvero sperimentare il mondo.

Se il mondo sta dentro una mano

I pedagogisti chiamano gioco simbolico o pensiero simbolico l’attitudine che i piccoli dimostrano dai due anni in su di rappresentare gli oggetti, le situazioni e le persone anche senza averle davanti. Si può simbolizzarli con la parola e i gesti, ma avere in mano dei personaggi che davvero assomigliano a quelli a cui stanno pensando rende più semplice il processo.

Per questo i bambini si incantano per ore, seduti sul tappeto del salotto o nella loro cameretta, e costruiscono interi mondi. A volte sono realistici, perché i bimbi imitano azioni passate di cui sono stati protagonisti; altre volte assolutamente irreali, frutto di proiezioni della loro fantasia.

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Si gioca e così si impara

Da un certo punto in poi i bambini “fanno finta” di vivere delle storie e con i personaggi e gli accessori creati da Playmobil diventa facilissimo per loro far volare la fantasia. Solo che in questo modo finiscono anche per imparare. I bambini infatti elaborano le loro esperienze quotidiane, i loro desideri, la loro gioia e le loro preoccupazioni attraverso il gioco e le storie in continua evoluzione, che vivono con i loro personaggi preferiti. Nella principessa, nel pilota, nella maestra e nel cavaliere si immedesimano con entusiasmo.

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