Cimena: film in ospedale, che entusiasmo!
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22 maggio 2019

Cimena: film in ospedale, che entusiasmo!

Regalare qualche ora di divertimento e spensieratezza ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Una magia resa possibile dal progetto “Cimena”, un cinema itinerante on demand che raggiunge chi non ha la possibilità di andarci

Cimena: film in ospedale, che entusiasmo!

Un nome curioso, Cimena, per un progetto itinerante nato dall’idea di una mamma che ha fatto del cinema la sua professione, Elena Xerri, aiuto regista, e che ha fondato un’associazione di promozione cinematografica no profit per far arrivare questa magia ai piccoli pazienti degli ospedali italiani. Un progetto che parte da lontano, dato che Elena Xerri ci aveva pensato per la prima volta quindici anni fa. “Era il 2004 e stavo lavorando per il Festival del Cinema a Verona”, ricorda Elena. “C’erano tantissimi bambini, scolaresche entusiaste di assistere alla proiezione di cortometraggi dedicati a loro. Ecco, in quell’occasione ho pensato a quei bambini che non potevano essere presenti, perché malati o ricoverati in ospedale”.

Cimena: una partenza entusiasmante

Quest’anno l’idea si è concretizzata, ha preso il nome di Cimena, licenza poetica che evoca il linguaggio dei bambini, ed Elena Xerri ha regalato un pomeriggio di cinema ai bimbi ricoverati a Bologna, negli Ospedali Maggiore, Bellaria e Rizzoli, e ai piccoli pazienti dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Una fase sperimentale che ha confermato la bontà dell’iniziativa accolta con grande entusiasmo dai bambini, ma anche dai genitori e dal personale sanitario. Il traguardo è quello di raggiungere sempre più ospedali e creare degli appuntamenti fissi, magari quindicinali o settimanali, in quelle strutture che hanno apprezzato il progetto.

Perché il cinema in reparto?

Un ricovero in ospedale rappresenta una prova impegnativa per tutti, ma tanto di più per un bambino. Lontano dalla sua casa e dagli oggetti che gli sono familiari, il bimbo si trova catapultato in un ambiente nuovo e sconosciuto, molto diverso da quello domestico, dove il tempo passa più lentamente e ci si trova ad affrontare visite mediche che possono intimorire, o esami e trattamenti che possono creare disagio e dolore. In questa situazione difficile per il bambino, ma anche per i genitori, preoccupati per la sua salute, la novità di un appuntamento al cinema, organizzato direttamente in reparto, rappresenta una ventata di aria fresca ed allegria, un momento in cui è possibile lasciarsi alle spalle timori, ansie e paure, per divertirsi insieme, per concedersi il piacere della visione di un bel film. Insomma, un momento di normalità che fa bene a tutti e può avere ricadute positive sul benessere psicofisico del bambino. “Il cinema è sempre stato la mia isola felice e vorrei che lo diventasse per tutti quelli che non possono goderne i benefici”, spiega Elena Xerri. Un momento di festa, insomma, che diventa un’occasione per socializzare tra genitori, bimbi e personale ospedaliero.

Cinema itinerante “su richiesta”

Ma come funziona nella pratica il progetto Cimena? “Ci muoviamo su richiesta”, spiega Elena Xerri. “Sono gli ospedali a contattarci e noi organizziamo tutto per ricreare l’atmosfera del cinema”. È sufficiente un locale, che spesso è la sala giochi del reparto, per allestire a tempo di record una vera e propria sala cinematografica con maxischermo, locandine gialle, biglietto di ingresso per i piccoli pazienti. Ci sono anche i popcorn fatti al momento. Le proiezioni spaziano dai film di animazione, ai cartoni animati, ai cortometraggi. I titoli vengono scelti insieme ai responsabili del reparto, ma prima di proporli Elena Xerri li “testa” con i suoi due bambini, Bianca ed Elio. “Riusciamo a organizzare l’ambiente per la proiezione in un paio di ore”, spiega, “e smobilitiamo tutto nello stesso tempo”. Dettaglio importante, il progetto è del tutto gratuito per le strutture ospedaliere. Il Cimena vive grazie alle donazioni di aziende e privati e alla collaborazione di sponsor tecnici che hanno creduto nella validità dell’iniziativa.

Un progetto in crescita

In futuro il cinema itinerante potrebbe raggiungere anche altre realtà oltre a quelle ospedaliere. “Il mio sogno è farlo arrivare davvero ovunque a bordo di un camioncino. Immagino anche il nostro cinema nelle case di riposo per anziani o nei centri d’accoglienza”, considera Elena Xerri. “Abbiamo già organizzato una proiezione per i ragazzini ospiti di una comunità di accoglienza per minori non accompagnati gestita dal Ceis al Villaggio del Fanciullo di Bologna”. Quanto realizzato fino ad ora è stato possibile grazie a una campagna di crowdfunding per sostenere le spese, che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone e più di seimila euro raccolti per le proiezioni di questa primavera. Ma donare è ancora possibile: chi desidera partecipare al progetto può offrire il suo contributo dalla sezione “Sostienici” del sito.

Per saperne di più

Per conoscere meglio il progetto o per contattare l’associazione no profit Il Cimena è possibile visitare il sito o scrivere un’e-mail a questo indirizzo.

di Giorgia Cozza

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