Russamento e apnee notturne | Io e il mio bambino

10 febbraio 2016

Se il “buon sonno” è un miraggio

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Russamento e apnee notturne

Russamento e apnee notturne

Quando un bimbo russa, soprattutto se al risveglio presenta le tipiche occhiaie scure, si può ipotizzare un ingrossamento delle adenoidi che ostacolano il flusso dell’aria attraverso il naso. “Il piccolo tende a respirare con la bocca”, spiega Piercarlo Salari. “Abitudine che, se protratta nel tempo, può portare alla deformazione del palato a causa della bocca sempre aperta. L’aria, non più filtrata e riscaldata dalle fosse nasali, lo espone anche a ulteriori infiammazioni respiratorie. I bimbi affetti da russamento sono in genere sonnolenti e poco vigili durante il giorno”. Il russamento occasionale, o comunque non legato a problemi respiratori, è invece un fenomeno abbastanza comune, destinato quasi sempre a risolversi in età scolare. Va in ogni caso segnalato al pediatra. Quando a un russamento importante segue un’improvvisa interruzione del respiro, si parla di apnee notturne. “Ne soffrono circa 2 bambini su 100”, spiega il pediatra Leo Venturelli. “Durante le crisi, il sangue che arriva al cervello è meno ossigenato e, alla lunga, il problema può riflettersi sul sistema nervoso e comportamentale”. Se il bambino è molto piccolo e gli episodi sono saltuari, si riconduce la causa a un meccanismo del sonno non ancora maturo e il problema si risolve spontaneamente. “Quando è più grandicello e soffre di apnee notturne frequenti, la causa è quasi sempre un’ipertrofia delle adenoidi o delle tonsille. In questo caso, occorrerà valutare l’opportunità di un intervento.

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