Risvegli frequenti | Io e il mio bambino

10 febbraio 2016

Se il “buon sonno” è un miraggio

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Risvegli frequenti

Risvegli frequenti

Sono associati a una molteplicità di problemi organici: febbre, congestioni nasali, allergie, riniti, dentizione, mal d’orecchie, reflusso gastroesofageo, fame notturna nei più grandicelli. “Sono anche caratteristici delle vacanze, a causa di spostamenti e cambiamenti di clima, alimentazione e abitudini”, osserva il pediatra. “Per adattarsi a un ambiente diverso, il bambino impiega almeno 4 o 5 giorni”. Non mancano le motivazioni psicologiche, come ricorda Pamela Pace. “Per esempio, lo svezzamento, con la perdita del seno materno, è una frustrazione infantile che può portare al risveglio: il bebè sente il bisogno di accertarsi che la mamma ci sia ancora. Verso i 3 anni, cresce in lui la consapevolezza che i genitori, dormendo insieme in un’altra stanza, condividono un’affettività da cui è escluso. Risvegliarsi è una modalità inconscia per attirare la loro attenzione e indurli a coccolarlo. Fondamentali le norme di comportamento e la serena routine quotidiana, utili a creare sia una giusta atmosfera domestica, sia un rito rassicurante che accompagni al sonno il bambino.

Risvegli notturniCome consolare il bebè?

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