Bu-bù settete: un giochino contro l’ansia da abbandono | Io e il mio bambino
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01 febbraio 2016

Bu-bù settete: un giochino contro l’ansia da abbandono

Bu-bù settete: un giochino contro l’ansia da abbandono

SUCCEDE COSI’

Arabella, 9 mesi, ogni volta che la mamma si allontana dalla stanza scoppia a piangere e non la smette fino a quando lei non riappare. La segue sempre con gli occhi, anche quando sono presenti il papà o i nonni, esprimendo così il grande timore di perderla. La mamma è preoccupata perché fra tre mesi tornerà al lavoro e Arabella dovrà andare al nido. Si chiede come aiutare la sua piccola a superare la paura.

IL CONSIGLIO
Arabella è alle prese con l’ansia da separazione, un timore comune, nella maggior parte dei bambini, di solito tra gli otto e i dieci mesi di vita. È proprio questa, infatti, l’ epoca in cui si fa strada nei piccoli la consapevolezza che la mamma non è un tutt’uno con loro, ma un’entità a se stante che può sparire da un momento all’altro. Quello che occorre è far comprendere che la mamma torna sempre e che quindi non c’è da disperarsi quando si allontana. Utile allo scopo, il famoso gioco del “bubù settete”, che consiste nel coprirsi il viso con le mani dicendo “bubù” e nel riapparire dopo poco esclamando “settete!”.  Dopodiché, si può renderlo più elaborato nascondendosi dietro il divano o una tenda o un qualsiasi mobile della stanza o anche spostandosi in un’altra camera, sempre facendo sentire la propria voce. Via via si deve allungare il tempo in cui si sta lontani dalla vista del bambino.

MEGLIO DI NO  
In generale, per  abituare un bambino a staccarsi dalla mamma senza soffrirne bisogna adottare il criterio della gradualità. Non è dunque opportuno lasciarlo alla nonna o alla tata per molte ore di seguito fin dalla prima volta in cui ci si allontana. Va bene invece cominciare molto prima dell’inizio del nido o, comunque, del rientro al lavoro e cominciare ad affidarlo a qualcuno prima per mezzora, poi per un’ora , poi per due ore e così via. Prima di andarsene è bene salutarlo, dicendogli: “La mamma torna presto”. Sparire senza neppure un “ciao” è invece sconsigliato.

di Laura de Laurentiis

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