Bere è fondamentale per i piccoli: ragioni e trucchi per insegnarglielo | Io e il mio bambino

24 aprile 2019

Bere è fondamentale per i piccoli: ragioni e trucchi per insegnarglielo

Bere è fondamentale per i piccoli: ragioni e trucchi per insegnarglielo

Nel corpicino di un neonato il 75% è acqua. Una percentuale incredibilmente alta, di cui pochi sanno. Anche per questa ragione per i piccoli è importante bere. Finché sono allattati al seno, ricevono tutti i nutrienti di cui hanno bisogno, ma quando crescono deve essere premura dei genitori badare che continuino ad idratarsi con attenzione. Anche perché, in funzione delle sue proprietà chimico-fisiche, l’acqua è coinvolta in quasi tutte le funzioni del corpo umano. Agisce nell’organismo come solvente di composti inorganici e organici, poi favorisce la dissociazione degli elettroliti. Ancora funziona da liquido termostatico con capacità termoregolatrici e consente lo svolgimento delle trasformazioni metaboliche fondamentali per il nostro benessere. Anche da adulti vale la stessa cosa e infatti l’acqua è il principale costituente del corpo umano e rappresenta circa il 60% del peso corporeo nei maschi adulti, e tra il 50 e il 55% nelle femmine.

Tabelle precise per il consumo

Come segnala il Ministero della Sanità la quantità di acqua da bere è abbastanza variabile a seconda degli individui e anche dell’ambiente di vita, del regime di lavoro ed attività, del tipo di alimentazione e degli stili di vita. In condizioni normali ci sono meccanismi di autoregolazione che determinano la sensazione di sete e assistono l’organismo perché assuma il fabbisogno d’acqua necessario a compensare le perdite idriche, che hanno luogo con la sudorazione, la respirazione, con l’andare in bagno. Per alcuni individui, soprattutto bambini ed anziani, però, la disidratazione è un rischio maggiore, anche perché hanno una percezione minore del bisogno di bere. Per questo, specie per i piccoli, è necessario assecondare in tutti i casi il senso di sete tendendo ad anticiparlo.  Secondo il Ministero della Sanità, i bambini fino ai sei mesi di vita devono bere ogni giorno almeno 100 millilitri di acqua per ogni chilo di peso, che diventano tra gli 800 e mille millilitri tra i sei mesi e un anno di età. Da lì fino ai tre anni si passa a una media che oscilla tra i 1100 e i 1300 millilitri al giorno, che diventano 1600 tra i quattro e gli otto anni. Tra i 9 e i 13 anni la quantità è di 2100 millilitri per i maschi e 1900 per le femmine, mentre gli adolescenti hanno bisogno di due litri al giorno, se femmine, e due litri e mezzo se maschi.

I genitori non possono dimenticarlo

Print_CMYK_highquality_jpg-NUK_360_Magic_Cup_Evolution_230ml_closed_composingQuando i bimbi sono piccoli i genitori devono dargli acqua con frequenza, portandosi dietro un biberon o una tazza, offrendolo al piccolo e ricordandogli di usarlo. Per insegnargli a bere, poi, bisogna puntare sull’imitazione. Se mamma e papà bevono molta acqua, anche il bambino ci proverà, perché vuole fare come loro e non tanto perché capisce che gli fa bene. In questa specie di gioco, conviene però offrirgli appena possibile, quindi dagli otto mesi in poi, un bicchiere che assomiglia a quello dei grandi. Anche perché imparare a bere da soli è una delle tappe più importanti nello sviluppo di un bambino. Uno strumento utile per raggiungere questo obiettivo è la NUK Magic Cup, che consente ai bambini di bere proprio come da un bicchiere normale e quindi da tutti i lati. La vera differenza, che rende questa tazza “magica”, è che non ci sono perdite o rovesciamenti. Un disco in silicone sigilla internamente il bordo della cup. Così bere diventa un gioco da ragazzi: basta succhiare dal bordo della cup ed il sottile sigillo si apre. In più la Magic Cup di NUK è realizzata in materiali resistenti e di alta qualità, è priva di BPA ed è stampata con fantasie divertenti. Facile da assemblare e da lavare, visto che è composta da poche e singole parti, è un alleato prezioso anche quando si va a spasso, visto che ha un cappuccio di protezione che è davvero difficile da perdere.

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