Antinfluenzale: cessato allarme | Io e il mio bambino

Antinfluenzale: cessato allarme

Antinfluenzale: cessato allarme

Nelle settimane scorse si sono succedute in modo martellante le segnalazioni di “casi sospetti”, accompagnate da un corollario di polemiche a livello istituzionale. Oggi che l’Ema ha messo la parola fine alla vicenda non resta che riflettere sull’accaduto. E’ in gioco, infatti, la fiducia delle famiglie in un importantissimo strumento di prevenzione anche perché, negli stessi giorni, ha fatto scalpore la controversa sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano che riconosce un indennizzo per un caso di autismo che verrebbe attribuito al vaccino esavalente. Facciamo chiarezza con la Professoressa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad alta intensità di cura del Policlinico di Milano e presidente Waidid, società scientifica internazionale sulle malattie infettive e i disordini immunologici.

1. Premesso che l’Agenzia Europea dei medicinali ha escluso un collegamento tra le morti sospette e l’antinfluenzale, i farmaci sottoposti nei giorni scorsi a sequestro cautelativo sono stati utilizzati anche per bambini? Insomma, le mamme possono stare tranquille?

Sì, le mamme possono stare assolutamente tranquille perché il Fluad non è comunque un vaccino per uso pediatrico, ma esclusivamente indicato per la somministrazione sopra i 65 anni. Tutti i vaccini per uso pediatrico sono assolutamente sicuri e hanno un’ottima tollerabilità.

2. Ogni anno, le società pediatriche segnalano l’insufficiente adesione alla campagna vaccinale da parte delle famiglie con bambini affetti da malattie croniche, per i quali il vaccino antinfluenzale è un importante strumento di prevenzione. Anche quest’anno si sente di rinnovare la raccomandazione per i piccoli che rientrano in questa categoria più “fragile”? E, se sì, con quali precauzioni?

Assolutamente sì, è molto importante che alcune categorie di bambini siano sottoposte a vaccinazione antinfluenzale: i piccoli con malattie croniche (come asma, prematuri con pneumopatie, fibrosi cistica, cardiopatie, diabete e altre malattie metaboliche, disturbi renali, immunodeficienze primitive e secondarie) e con patologie neurologiche e neuromuscolari (a causa dei problemi di deglutizione che espongono al rischio di gravi patologie respiratorie), e i piccoli pazienti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico a rischio di sindrome di Reye. Ma anche i bambini sani di età compresa fra sei mesi e cinque anni che iniziano a frequentare il nido o la comunità scolastica vanno considerati soggetti a rischio, per i quali la vaccinazione può essere utile. Ora, però, siamo agli sgoccioli, perché – nei bambini sotto i 9 anni – occorrono due dosi a distanza di un mese.

3. Nei giorni scorsi, sono continuate a fioccare le segnalazioni di casi sospetti in varie città e il ministro della Salute ha lamentato ritardi e falle delle regioni nei sistemi di segnalazione: alla luce di questi elementi, si sente di dire che ora la situazione è davvero tornata sotto controllo? Insomma, il sistema di farmacovigilanza – essenziale per garantire fiducia nelle campagne vaccinali – ha dato prova di efficienza e affidabilità?

Si è trattato in primis di un problema mediatico. Il sistema di vigilanza ha operato in modo correttissimo segnalando casi di morti sospette: va detto, peraltro, che nel mese di novembre circolano molti virus e patogeni che possono avere un impatto negativo su soggetti anziani e in condizioni di salute precarie. Quindi, i casi sospetti vanno imputati a mera casualità, e non a un nesso di causa-effetto con la somministrazione del vaccino. Semmai, occorrerà ripensare il sistema di allarme e di comunicazione dei dati raccolti dal sistema di vigilanza, perché vanno filtrati da esperti prima di diffonderli all’opinione pubblica. E sarebbe anche importante che l’enfasi che di solito accompagna l’annuncio di eventi allarmanti sia poi coerentemente seguita da un analogo risalto mediatico quando l’allarme cessa. E non mi sembra sia questo il caso.

4. Nelle ore e nei giorni immediatamente successivi alla vaccinazione, quali sono gli eventuali effetti avversi a cui prestare attenzione? E quali vanno segnalati subito al pediatra?

Nelle 48/72 ore successive possono verificarsi un rialzo termico, irritabilità e inappetenza. Inoltre, può verificarsi arrossamento e indurimento cutaneo nella zona di inoculo. Ma non si tratta di manifestazioni preoccupanti. Valuterà il pediatra se serve la somministrazione di farmaci sistemici (quali paracetamolo o ibuprofene).

5. Pensa che le recenti vicende (dai sospetti sull’antinfluenzale all’ultima sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano sul presunto legame tra esavalente e autismo) avranno un contraccolpo negativo sull’adesione vaccinale – già in calo – da parte delle mamme? Se sì, cosa direbbe alle mamme e ai papà in crisi di fiducia?

Esiste uno squilibrio persistente fra la sfiducia dilagante nelle famiglie e lo scarso risalto a tutt’oggi attribuito agli indiscussi vantaggi dei vaccini. La vicenda dell’esavalente è, in questo senso, emblematica: questo vaccino non è mai stato associato all’autismo, semmai risale agli anni Ottanta la “bufala” dell’associazione fra trivalente morbillo, parotite, rosolia e autismo dovuta a un falso scientifico ormai ben noto e che portò Andrew Wakefield, il medico autore dello studio incriminato, a essere radiato dall’albo. Resta, a oggi, il problema di produrre in giudizio perizie davvero affidabili, rigorose e basate su evidenza scientifica: per questo, da tempo, alcune società scientifiche si sono offerte di fornirle gratuitamente al Ministero della Salute, che non ha un perito proprio, in casi analoghi. E non va “strumentalizzata” a fini di manipolazione della realtà, la sofferenza dei genitori che hanno un figlio affetto da autismo, malattia di cui ancora non si conoscono i fattori scatenanti.

di Elisabetta Zocchi

 

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