Allergie: cosa fare se è nato con il cesareo | Io e il mio bambino

Allergie: cosa fare se è nato con il cesareo

Allergie: cosa fare se è nato con il cesareo

Chi nasce con l’aiuto del bisturi ha un rischio aumentato del 20% di soffrire di dermatite atopica, asma, rinite allergica e allergie alimentari. «Lo dimostrano ormai numerosi studi», dice Vito Leonardo Miniello, docente di pediatria e nutrizione pediatrica dell’Università di Bari, al congresso nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri. Sappiamo anche il perché.

Cosa succede se il bimbo nasce per via vaginale

«Se un bimbo nasce con parto vaginale, al contatto con le mucose materne viene colonizzato dai batteri del microbiota intestinale e vaginale della mamma, che si insediano e proliferano rapidamente nell’intestino precedentemente sterile del piccolo. Nelle prime settimane di vita, il microbiota intestinale del neonato, così formato, agisce come un organo immunomodulante e stimola la corretta maturazione del sistema immunitario del bambino.

Nel parto cesareo, la colonizzazione batterica alla nascita avviene secondo modalità diverse. Sono i batteri dell’ambiente esterno e quelli della pelle che si stabiliscono nell’intestino del neonato. Un microbiota intestinale sano è ricco di bifidobatteri, lattobacilli e batteroidi. Quello dei bimbi nati con cesareo è povero di questi microrganismi e ricco invece di enterobatteri e clostridi. In queste condizioni, si può creare uno squilibrio nella maturazione del sistema immunitario, che predispone il bambino ad allergie, ma anche a malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1 e la celiachia».

Come intervenire se la nascita è con il cesareo

Ciò non significa condannare a priori il ricorso al cesareo. «Quando è necessario, è un intervento salvavita, ma va limitato alle situazioni in cui è realmente indicato», osserva Miniello. «In questi casi, non è possibile correggere completamente la disbiosi che si è venuta a creare, cioè l’alterazione del microbiota, ma si può fare qualcosa per mitigare il rischio di allergie».
Il consiglio più importante, per le mamme di bimbi nati con cesareo che inoltre hanno un familiare di primo grado allergico, è di allattare al seno. «Il latte materno non contiene batteri, ma prebiotici, cioè sostanze che nutrono i batteri utili presenti nell’intestino del bambino, rafforzandoli nella competizione con quelli nocivi», spiega il pediatra. «Inoltre contiene fattori di crescita delle cellule dell’epitelio intestinale, che ne promuovono la corretta maturazione e riducono il rischio di allergie alimentari».
C’è poi l’integrazione con i probiotici. «Secondo le recenti linee guida della World Allergy Organization», dice Miniello, «somministrare alcuni specifici ceppi batterici alla donna durante l’attesa e in allattamento e al bimbo stesso nei primi mesi di vita riduce il rischio di dermatite atopica. Non è dimostrata, invece, l’azione preventiva nei confronti di altre manifestazioni allergiche, come asma e rinite».
Non basta dire probiotici, però, perché i ceppi batterici che si trovano in commercio sono tanti e non tutti sono di provata efficacia. «Quelli indicati in queste circostanze sono il Lactobacillus GG e il Bifidobacterium breve», conclude il pediatra.

Maria Cristina Valsecchi

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