Allergia alle graminacee: occhio a primavera ed estate
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19 aprile 2019

Allergia alle graminacee: occhio a primavera ed estate

È una delle più frequenti in età pediatrica: si stima che interessi almeno un bambino su 10. Come affrontarla?

Allergia alle graminacee: occhio a primavera ed estate

È un problema che può essere molto fastidioso e limitante, specialmente nel periodo dell’anno in cui le piante che ne sono responsabili fioriscono: “Per i bambini con allergia alle graminacee il periodo critico è piuttosto esteso e va da marzo a settembre, motivo per cui questo disturbo impatta sulla qualità di vita”, spiega il professor Elio Novembre, a capo dell’Allergologia dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. 

Cosa sono le graminacee

L’allergia alle graminacee, nelle persone allergiche, è scatenata dai pollini delle piante che appartengono a questa numerosissima famiglia: si stima che, nel mondo, siano oltre 9mila i vegetali appartenenti a questa specie. Le più famose sono il frumento, l’orzo, l’avena, la segale, il mais e il riso, ma ci sono anche piante selvatiche insospettabili e “imprevedibili”, che crescono nelle aree verdi  e ai bordi dei marciapiedi, per cui difendersi non è sempre semplice.

Sintomi di solito ben riconoscibili

“Nella maggior parte dei casi i sintomi sono ben riconoscibili: gli occhi si arrossano e lacrimano,il naso gocciola, il bambino tende a starnutire molto. Può inoltre avere tossecongestione delle mucose nasalie difficoltà a respirare”, chiarisce Novembre. Attenzione però: la presenza di questi sintomi nel periodo primaverile ed estivo non indica necessariamente la presenza di un’allergia e non deve limitare le attività all’aria aperta a priori: “Spesso i genitori si allarmano e confondono delle ‘semplici’ infezioni respiratorie, molto diffuse nei bambini in età prescolare e scolare, con un’allergia. Va ricordato, invece, che occorre sempre una diagnosi”.

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Come si arriva alla diagnosi

Anche per le graminacee, infatti, il percorso diagnostico è standard:prevede, in prima battuta, l’esecuzione dei prick test cutanei, che valutano in pochi minuti la reazione dell’organismo al contatto con l’allergene. “In alcuni casi possono essere utili alcuni esami ematiciper rilevare l’allergia direttamente nel sangue. Questi esami si fanno di solito dopo i 3-4 anni, ma anche prima in caso di significativo sospetto clinico”, spiega il professore.

Allergia alle graminacee: la prima accortezza

Come per tutte le allergie, la prima cosa da fare è evitare il contatto con l’allergene. Trattandosi di pollini, molto volatili, non è semplice. “Diciamo che in generale, nel periodo della fioritura, il bambino non dovrebbe sostare a lungo nelle aree in cui sono presenti le piante responsabili dell’allergia. E se ci si accorge che in un determinato ambiente la sintomatologia peggiora, è bene evitarlo”, consiglia l’allergologo del Meyer. Questa è la prima raccomandazione.

I farmaci efficaci

“Le famiglie saranno guidate dallo specialista per quanto riguarda eventuali medicinali da assumere”, continua Novembre. “La terapia d’elezione è quella con gli antistaminiciche però trovano indicazione solo nel caso di diagnosi effettiva di allergia.Questa terapia va fatta, di solito, al bisogno, quando sono presenti i sintomi, salvo i casi più gravi in cui va seguita continuativamente per tutto il periodo primaverile”. Nel caso l’allergia si accompagni a tosse allergica, è importante utilizzare, oltre agli antistaminici, anche i broncodilatatori, che curano questo tipo di tosse e prevengono l’insorgenza di un possibile broncospasmo.

La cura degli ambienti

Ci sono poi alcune accortezze ambientali: “È importante tenere puliti i filtri di tutti gli impianti di condizionamento: sia in casa, sia in auto, prestando attenzione alla manutenzione di eventuali filtri antipolline”, dice l’esperto. Nei momenti di massima fioritura, se si abita in una zona popolata da graminacee è utile evitare di stendere i panni all’esterno e, all’aperto, far indossare al bambino occhiali da soleper schermare gli occhi anche dall’allergene.

Tecnologia in soccorso

Un aiuto, infine, può venire dalla tecnologia: ci sono numerose app e siti internet dove è possibile verificare il livello di pollini nell’aria, zona per zona. Un’ottima bussola è www.pollnet.it, il sito della rete di monitoraggio del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.

Esiste un vaccino?

“Sì. Più precisamente, si tratta di unaimmunoterapia specifica, che allena il sistema immunitario a dare risposta contro un dato allergene”, spiega il professor Novembre. È un trattamentomolto efficace a disposizione per la maggior parte delle allergie: l’estratto allergenico si può somministrare per via orale o sottocutanea. In Italia,  in caso di allergia alle graminacee, è gratuito. Consiste in compresse da sciogliere in bocca che normalmente il bambino deve assumere da gennaio a giugno, per 3 anni, a partire dalla diagnosi di allergia”. Attenzione però: questa terapia ha indicazioni ben precise: si consiglia se i sintomi sono ricorrenti e ripetuti e non si riescono a controllare con una terapia moderata.  Il trattamento può essere eseguito a qualsiasi età, ma raramente è indicato sotto i 5 anni.

Il timore di allergie crociate

Ma un bambino allergico alle graminacee avrà problemi anche se trova questo allergene negli alimenti? “La possibilità che si sviluppi un’allergia crociata c’è, ma è rara. I sintomi sono normalmente localizzati al cavo orale con prurito, gonfiore, arrossamento. Sarà il pediatra, eventualmente, a interpretarli e consigliare gli accertamenti più opportuni”, conclude Novembre.

 

di Benedetta Strappi

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