Allergia al latte. Vera o falsa? | Io e il mio bambino

Allergia al latte. Vera o falsa?

Sei mamme su cento sono convinte che il loro bambino sia allergico al latte. Ma i casi accertati sono molti di meno: soltanto uno su cento.

Allergia al latte. Vera o falsa?

I conti non tornano, tanto che la Società Italiana di Pediatria ha presentato un decalogo vero/falso per aiutare i genitori a orientarsi.

No alla “leggerezza” nella diagnosi

“E’ necessario richiamare l’attenzione delle famiglie e dei pediatri sulla necessità di ottenere una diagnosi certa prima di eliminare il latte e i suoi derivati dalla dieta o ricorrere ad alimenti speciali”, spiega Alessandro Fiocchi, responsabile del Dipartimento di Allergologia Pediatrica dell’Ospedale Macedonio Melloni di Milano, che ha stilato il decalogo. “Queste misure, se non necessarie, possono essere rischiose perché così facendo si priva il bambino di proteine e sali minerali preziosi per la sua crescita, primo fra tutti il calcio“. No quindi alla diagnosi fai da te o alle diagnosi “alternative”, quelle che includono sintomi che non hanno niente a che fare con l’allergia al latte (ad esempio mal di testa o insonnia).

Non va confusa con l’intolleranza al lattosio

L’allergia al latte è una esagerata reazione del sistema immunitario contro le proteine contenute nel latte vaccino (non va confusa quindi con l’intolleranza al lattosio, uno zucchero che a volte l’organismo non riesce a digerire). Può manifestarsi sulla pelle (eczema od orticaria), nel tratto intestinale (con varie manifestazioni come diarrea, vomito e perdita di peso), nell’apparato respiratorio (con asma) fino alla reazione anafilattica. Ne esistono due forme (l’intolleranza non esiste): quelle mediate dalle IgE, con manifestazioni “immediate” (entro 30 minuti dall’ingestione) e quelle che coinvolgono altri mediatori e si manifestano a distanza di tempo. “Sono queste le più difficili da diagnosticare, perché hanno sintomi più sfumati: un prick test, sia positivo che negativo, non basta“, sottolinea l’esperto. “Ci vuole il Test da carico, che prevede la sospensione del latte per 10 o 15 giorni, la sua reintroduzione in forma “cieca”, cioè all’insaputa del paziente, e l’osservazione di eventuali sintomi da parte del medico”.

Se il bebè è davvero allergico

Il latte vaccino, però, è un alimento molto importante dal punto di vista nutrizionale. Quindi per i bambini sotto i due anni di vita, è necessario ricorrere a un latte in formula sostitutivo. “Con i più grandicelli, eliminare il latte e i suoi derivati è una soluzione lecita: le sue proteine possono essere sostituite con quelle provenienti da altre fonti come il pesce e la carne”, conclude l’allergologo, “E’ però consigliabile ricorrere a integratori di calcio, oggi esistenti in forma di sciroppo”. Anche in questo caso, vietato il fai da te: la dieta va stabilita da uno specialista per non incorrere in deficit nutrizionali.

Per consultare l’intero decalogo vero/falso clicca qui.

di Chiara Sandrucci

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