apri modal-popupadv apri modal-popupadv

10 ottobre 2018

Allattare fuori casa: poppate in mostra per le vie di Bergamo

Per molti allattare il bebè in pubblico è ancora un tabù. Sfatare i pregiudizi è l'obiettivo della mostra, che proseguirà con altre iniziative sui social media

Allattare fuori casa: poppate in mostra per le vie di Bergamo

Allattano i loro bambini e sorridono al mondo, alla città, ai passanti che si fermano incuriositi per osservare le belle immagini che resteranno esposte fino a lunedì 15 ottobre nelle vie centrali di Bergamo. Sono trenta mamme immortalate dall’obiettivo della fotografa Maria Zanchi, per la mostra on the road intitolata “Mamma con bambino 2018” e inaugurata in occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento. Un’iniziativa per sottolineare che allattare fuori casa è un gesto naturale.

Un diritto di mamma e bebè

Ci sono neomamme che rinunciano a uscire di casa nei primi tempi successivi alla nascita o vivono la passeggiata con un po’ di apprensione per il timore di trovarsi ad allattare fuori casa. Non sono poche, infatti, le madri che si sono sentite rimproverare perché stavano nutrendo al seno il proprio bambino in un luogo pubblico. Mamme invitate ad allontanarsi o a interrompere la poppata. “Come è possibile che accadano cose del genere in un Paese che è la patria dell’iconografia della Madonna con bambino?”, commenta Maria Zanchi, che quando è diventata mamma ha avuto occasione di sperimentare in prima persona il peso degli sguardi altrui. È nata proprio dall’esperienza, l’idea di un progetto che restituisse all’allattamento la sua importanza, che sottolineasse che se una madre desidera allattare deve poterlo fare ovunque, senza rischiare di ricevere sguardi o commenti poco amichevoli. “Con questa mostra si è voluto riattualizzare l’iconografia della Madonna che allatta e sottolineare la normalità di questo gesto”. A ricordare a tutti che ogni bambino ha il diritto di ricevere il latte della propria mamma anche fuori casa, dal primo di ottobre, nella città di Bergamo sono un centinaio di cartelloni che invitano la comunità ad accogliere l’immagine di una madre che nutre il suo piccino con rispetto, serenità e, magari, con un sorriso di incoraggiamento.

Riportare la poppata nell’immaginario visivo collettivo

Un progetto che ha richiesto molti mesi di lavoro per giungere a compimento. “L’idea è stata accolta subito positivamente dal Comune di Bergamo”, racconta Maria Zanchi, “e per trovare le mamme è stata preziosa la collaborazione del consultorio e delle associazioni attive sul territorio che operano con madri e bambini”. Individuate le trenta mamme che hanno partecipato al progetto, è stato il momento di realizzare gli scatti. Tutte le madri sono state ritratte mentre allattano in un luogo pubblico: parchi, chiese, supermercati, musei, ristoranti, bar, biblioteche… “La scelta del luogo è legata all’esperienza personale delle mamme”, racconta Maria Zanchi. “Ogni madre ha indicato una situazione dove si era sentita particolarmente a disagio, o viceversa, a suo agio, mentre allattava il proprio bambino”.

Una mostra che cattura l’attenzione

Ma come ha reagito la cittadinanza di fronte a questa mostra decisamente originale? “È interessante osservare le reazioni dei passanti”, sottolinea la fotografa. “Spesso capita che le persone superino il manifesto, poi si fermino e facciano un passo indietro per osservare meglio quello che prima avevano solo sfiorato con lo sguardo. È come se servisse qualche secondo per realizzare di aver visto qualcosa di diverso, qualcosa che merita un secondo sguardo. A quel punto ci si sofferma sull’immagine, forse chiedendosi che cosa fa lì. L’effetto sorpresa è utile perché aiuta a fissare nella mente, tra tante immagini che ci raggiungono quotidianamente, quella della mamma che allatta. In questo modo si richiama l’attenzione su un gesto che merita considerazione e deve tornare a far parte dell’immaginario collettivo, suscitando una buona accoglienza”.

Allattare fuori casa: quale accoglienza per mamme e bebè?

“Il Comune di Bergamo ha scelto di collaborare alla realizzazione della mostra fotografica ‘diffusa’, e all’obiettivo di porre, proprio attraverso l’originalità della formula espositiva, la questione sotto lo sguardo di tutti nella speranza che questo sguardo diventi più amabile, sensibile e accogliente rispetto al tema”, dichiara Loredana Poli, assessore all’Istruzione. Ma le immagini affisse lungo le vie sono solo il primo passo di un progetto più articolato, sviluppato dall’amministrazione. “Le trenta mamme verranno infatti intervistate e chiamate a raccontare il loro vissuto di madri legato, appunto, all’allattamento in luoghi pubblici”, spiega l’assessore. “I risultati della ricerca, che ha la supervisione scientifica di Monica Guerra, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Bicocca di Milano e formatrice del progetto comunale ‘Autonomie possibili’ relativo al sistema educativo 0-6 anni, sfoceranno in una pubblicazione di prossima realizzazione.” “Registrando i vissuti delle neomadri si rilevano gli atteggiamenti culturali della comunità” spiega Monica Guerra. “In tal senso, l’indagine non si limita a osservare e approfondire il tema dell’allattamento in pubblico, ma apre una finestra per comprendere meglio come la presenza di madri e neonati viene accolta all’interno dei nostri contesti sociali”.

Un progetto che continua e coinvolge tutte le mamme

La mostra fotografica di Bergamo ritrae trenta mamme, ma il progetto “Mamma con bambino 2018” non si ferma qui e vuole raggiungere mamme e bambini di tutta l’Italia. “L’iniziativa continuerà sui social media”, spiega, infatti, Roberta Caldara di Plus&Plus, società che cura la comunicazione del progetto. “Inviteremo le mamme a postare le loro foto mentre allattano in luoghi pubblici con l’hashtag #mammaconbambino, la promozione sarà a livello nazionale e proseguirà sino a Natale”.
“In questo modo ogni madre che lo desidera potrà diventare parte di questo progetto”, conclude Maria Zanchi. “Abbiamo bisogno di sapere che ci siamo, che siamo tante e che allattare fuori casa è semplicemente… normale”.

Per saperne di più su questo progetto, è possibile visitare il sito e/o scrivere un’email

 

di Giorgia Cozza

Commenti