Allattare al seno è possibile anche quando si torna al lavoro!
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01 marzo 2019

Allattare al seno è possibile anche quando si torna al lavoro

Allattare al seno è possibile anche quando si torna al lavoro

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità i neonati dovrebbero essere nutriti esclusivamente con latte materno per i primi sei mesi di vita. Un vantaggio per la salute del piccolo, che potrebbe sembrare difficile da garantire quando la mamma deve rientrare al lavoro. Invece continuare ad allattare i propri figli è un diritto ed esistono leggi che permettono alle mamme di avere un tempo ridotto o di prendere delle pause per assolvere a questo compito meraviglioso. Nel caso in cui la madre sia costretta a rimanere per tante ore lontana dal piccolo, poi, la soluzione ideale per riuscire a mantenere il ritmo naturale della nutrizione è quella di tirarsi il latte, in modo che mentre la mamma è in ufficio, il papà, i nonni o la tata possano somministrarlo al piccolo, senza interrompere questa consuetudine di benessere.

Piccoli segreti per tirarsi il latte

Tirarsi il latte può sembrare un’impresa complicata, ma in realtà sono moltissime le donne che lo fanno, sia perché devono riprendere il lavoro, sia per evitare ingorghi o disagi quando la produzione è abbondante. Per compiere questa operazione, occorre scegliere un momento lontano dai pasti del bimbo, trovare un luogo comodo e confortevole e cominciare, avendo in mente che non è necessario raccogliere tutto il latte in una sola volta. Si possono anche fare piccole raccolte in momenti diversi, tenendo la bottiglia in frigorifero, e poi congelare la “scorta” di latte solo quando è in misura sufficiente. Il Ministero della Sanità invita le mamme a seguire attentamente le istruzioni del tiralatte cui si affidano, a lavarsi bene le mani prima di cominciare e a sterilizzare o almeno a lavare in acqua saponata calda contenitori, bottiglie e componenti del tiralatte. Una volta raccolto, il latte va conservato in freezer, dove rimane senza problemi per due settimane (anche più a lungo se il congelatore è esterno al frigo). Quando è il momento di usare queste scorte, il papà, la nonna e la tata devono prenderle dal freezer e scaldarle a bagnomaria, senza mai farle bollire. Prima di offrire il latte al piccolo, poi, occorre controllare la temperatura e nel caso il biberon non venga finito, si può conservarlo in frigo per 24 ore, ma non si può ricongelarlo. Per stare tranquilla, infine, conviene che la mamma chieda a chi si occuperà del piccolo di fare delle prove in anticipo, in modo che il bimbo abbia tempo di abituarsi a questa novità.

Piani precisi, per non avere sorprese

Per poter proseguire con l’allattamento al seno quando si ricomincia a lavorare, poi, l’importante è organizzarsi per tempo. Prima di tornare in ufficio, infatti, conviene aver definito e concordato con i propri responsabili un piano preciso, in modo che non ci siano sorprese e non si creino tensioni. Questo significa definire in anticipo che ci saranno delle pause durante le quali la mamma potrà uscire per andare ad allattare oppure, nel caso questo sia impossibile sotto il profilo pratico, che ci saranno dei momenti definiti durante i quali potrà togliersi il latte senza essere disturbata.

In questo senso è essenziale anche stabilire il luogo dove poter procedere a questa operazione, concordando in anticipo in quale stanza, scegliendola tranquilla e calda e verificando se si può portare il tiralatte e se esiste un frigorifero per conservarlo fino a quando finirà l’orario di lavoro.

Comunicazione e condivisione per stare meglio

Anche l’attitudine con cui si affronta questa nuova fase della propria vita è fondamentale. La donna non deve sentirsi in colpa e in difficoltà perché si mette in pausa per tirarsi il latte, ma al contrario deve essere fiera di poter continuare a nutrire in modo naturale il proprio piccolo, cosicché ottenga tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Allo stesso modo, dopo aver concordato i dettagli del piano di allattamento con i responsabili dell’ufficio, conviene parlarne anche con i colleghi, cercando di far capire che si tratta di una scelta responsabile, che non avrà impatto negativo sulla produttività aziendale mentre si rivelerà essenziale per il bene del piccolo.

Servono strumenti adatti

tiralatte-nukL’ultimo aspetto per rendere davvero un successo il rientro in ufficio, mentre ancora si allatta, è quello di dotarsi degli strumenti adatti. Ad esempio conviene acquistare un tiralatte elettrico di qualità come NUK Nature Sense, che è efficiente e flessibile e può simulare quattro diversi ritmi di suzione con 16 diverse combinazioni. L’impostazione preferita, tra l’altro, può essere salvata con il pulsante di memoria, mentre il motore potente consente di tirare grandi quantità di latte in poco tempo. Infine si tratta di uno strumento piccolo e compatto, con batteria ricaricabile integrata: perfetto per l’uso anche fuori casa.
biberon-nukL’altro strumento fondamentale per somministrare il latte tirato al piccolo è un biberon che non sia troppo dissimile dal seno materno. Come il nuovo biberon NUK Nature Sense, che nella tettarella ha tanti piccoli fori modellati sui dotti mammari, in modo che bere dal biberon lasci al bambino la gioia di una sensazione naturale e, soprattutto, di un flusso regolare.

Inoltre, la punta extra-soffice della tettarella è flessibile e si adatta alla bocca del bambino come fa il capezzolo materno.

Ancora, l’innovativa valvola NUK Anti-Colic permette il flusso continuo del liquido e aiuta a prevenire l’ingerimento involontario di aria e il conseguente fastidio.

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