Allattamento prolungato, come aiutare il bebè a staccarsi dal seno? | Io e il mio bambino

04 febbraio 2010

Allattamento prolungato, come aiutare il bebè a staccarsi dal seno?

Allattamento prolungato, come aiutare il bebè a staccarsi dal seno?

“Buongiorno, il mio piccolo Mattia, di quasi 2 anni, chiede ancora il seno per nutrirsi o addormentarsi. Come posso aiutarlo a staccarsi? Esiste un metodo poco traumatico affinché si abitui a farne a meno? Il problema non sorgerebbe se non avessi voglia di una nuova gravidanza. Ma è vero che una donna in attesa non può continuare a dare il seno al bimbo più grande? Grazie Roberta”

La lettera di Roberta, arrivata recentemente in redazione, ci dà lo spunto per parlare di un argomento caro alle mamme che allattano a lungo il loro bebè. Qualche volta, anche smettere di allattare, infatti, può essere un problema. Il latte di mamma, quando il bimbo è grandicello, continua a essere prezioso dal punto di vista nutritivo. Attaccarsi al seno, inoltre, è una coccola rassicurante per il piccolo. Come staccarlo dolcemente dal seno, allora, nel modo meno traumatico possibile? Si può continuare a nutrire al seno il proprio bimbo all’avvio di una nuova gravidanza?

Abbiamo girato i dubbi di Roberta a Rosanna Corrado, consulente per l’allattamento, IBCLC.

Questa mamma potrebbe continuare ad allattare se rimanesse nuovamente incinta?

“Certamente, se lo desidererà potrà continuare ad allattare perché non ci sono prove che l’allattamento in gravidanza sia dannoso per il bambino nel pancione. Di solito, dopo le prime settimane, non ci sono più contrazioni uterine con l’allattamento. Al limite, potrebbero ricomparire al momento del travaglio. Su una mamma in gravidanza che sta ancora allattando le pressioni esterne affinché smetta possono essere molte: questo perché si pensa che possa sottrarre nutrimento al bambino nel pancione o, al contrario, che il latte diventi cattivo. Ma il fatto che la composizione del latte si modifichi leggermente in gravidanza, soprattutto verso il quinto mese, non rappresenta un problema: il bambino che sta ancora poppando, di solito, viene nutrito anche con altri alimenti e non dipende esclusivamente dal latte materno.”

Lei consiglierebbe di continuare ad allattare il bambino considerando che ha già due anni?

“L’unica cosa che mi sento di consigliare a Roberta è di rimandare la decisione a quando sarà incinta se starà ancora allattando. Molte madri preferiscono continuare altre no, non per tutte è uguale. L’unico inconveniente, spesso, è rappresentato dai commenti di disapprovazione della gente.”

Quali strategie adottare per staccare il piccolo?

“Mi sembra di capire che l’unico motivo per cui Roberta interromperebbe l’allattamento di Mattia sarebbe un’eventuale nuova gravidanza, altrimenti continuerebbe. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), l’UNICEF e l’AAP (American Academy of Pediatrics ) raccomandano, per la sua salute, che l’allattamento di un bambino continui fino ai due anni e anche oltre, fino a che mamma e bambino lo desiderano. Nella società occidentale, dalla fine dell’ ‘800, questa continuazione naturale dell’allattamento si è andata via via perdendo ma adesso vari studi pubblicati sulle più autorevoli riviste medico-scientifiche hanno confermato che quanto è stato fatto per milioni di anni ha un suo senso: l’allattamento influisce positivamente sulla salute del bambino (e dell’adulto che sarà). Oggi si sa che molte patologie colpiscono meno persone che sono state allattate a lungo.

Per staccare il bambino dal seno, l’ideale è uno svezzamento molto graduale. Al riguardo, non esiste un periodo uguale per tutti, ogni bambino è diverso. E’ molto difficile ottenere uno svezzamento graduale imponendo al bambino la riduzione delle poppate perché il piccolo potrebbe chiedere il seno quando si è fatto male, ad esempio, o quando è stanco o malato. Non è ancora in grado di capire perché in quel momento il seno gli viene negato. Può essere di aiuto, allora, provare a distrarlo: raccontargli una fiaba, farlo giocare, dargli qualcosa da sgranocchiare o da bere. Se è pronto al passaggio accetterà volentieri “il diversivo”, ma se avrà ancora bisogno del seno non sarà facile convincerlo. Il padre potrà rendersi utile facendolo giocare, portandolo a spasso, raccontandogli delle fiabe per farlo addormentare. Se per il bambino non è ancora giunto il momento di staccarsi, occorre capire che il suo non è un capriccio. Il problema è solo di quanti, pur non sapendo molto dell’argomento, fanno sentire in colpa mamma e bambino.”

Dopo due anni il latte di mamma continua ad essere importante dal punto di vista nutritivo?

“Sì, il latte materno è sempre importante dal punto di vista nutritivo, come hanno dimostrato studi recenti e contiene sempre sostanze importantissime per il sistema immunitario del bambino.”

L’allattamento al seno per un bimbo di due anni è soprattutto una coccola?

“Non direi perché come ho già accennato ci sono pubblicazioni che ne confermano la validità dal punto di vista nutrizionale e immunitario. Oltre a questo, può essere anche una coccola, dal momento che i bambini ne hanno bisogno! Ciucci, animali di stoffa, copertine, pollice, e così via sono tutti sostituti del seno materno e non il contrario: è nato prima il seno!”

 

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