Allattamento e farmaci: una guida per non sbagliare
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01 febbraio 2019

Allattamento e farmaci: una guida per non sbagliare

Allattamento e farmaci: una guida per non sbagliare

Mal di testa, sintomi influenzali, mal di denti… Cosa fare se la mamma non sta bene e sta allattando il suo piccolo? Prendersi cura della propria salute mentre si nutre il bambino al seno è assolutamente possibile (ed è bene farlo!), scegliendo medicinali compatibili con le poppate. Ecco una preziosa guida su allattamento e farmaci per i disturbi più frequenti della neomamma.

Basta scegliere il principio giusto

Un tempo si credeva che durante l’allattamento non fosse possibile assumere medicinali, per cui le neomamme sopportavano disagi anche importanti pur di non rinunciare a nutrire al seno i loro bimbi o, viceversa, si trovavano costrette a interrompere precocemente le poppate per assumere le terapie indicate dal medico. “In realtà, prendersi cura della propria salute, anche mediante terapie farmacologiche mirate e continuare ad allattare serenamente è possibile”, afferma Antonio Clavenna, responsabile dell’Unità di Farmacoepidemiologia, Laboratorio per la Salute Materno Infantile-Dipartimento di Salute Pubblica dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. “Nella maggior parte dei casi, farmaci e poppate sono assolutamente compatibili”. Sono infatti disponibili principi attivi “sicuri” per tutte le principali patologie psicofisiche.

Farmaci in allattamentoCosa fare se hai un dubbio

Febbre, mal di testa e sintomi influenzali

In caso di febbre, mal di testa, dolori articolari che spesso caratterizzano le sindromi influenzali e parainfluenzali, è possibile assumere un farmaco a base di paracetamolo, principio attivo assolutamente compatibile con le poppate, sia per la ridotta quantità di medicinale che passa nel latte, sia perché viene usato anche per i neonati. “In pratica, la dose di farmaco ricevuta attraverso il latte è minore di quella che verrebbe somministrata al piccolo in caso di bisogno”, spiega il dottor Clavenna.

Il dolore si sconfigge così

Se il paracetamolo non è sufficiente per attenuare le sensazioni dolorose, la mamma può assumere un farmaco antinfiammatorio. “Il paracetamolo ha una buona efficacia come antipiretico, quindi per abbassare la temperatura, ma non sempre rappresenta la soluzione ottimale per ridurre il dolore”, dice l’esperto. “In caso di emicrania, mal di denti o altri disturbi che causano un dolore intenso, è possibile assumere un antinfiammatorio a base di ibuprofene o diclofenac. Per quanto riguarda l’ibuprofene, il passaggio nel latte è talmente ridotto che alcuni studi non sono riusciti a dosarne la presenza. Il diclofenac raggiunge il latte in bassa quantità e viene eliminato rapidamente dall’organismo. Altri farmaci antinfiammatori richiedono invece maggior prudenza, perché restano in circolo più a lungo. Da non usare, l’aspirina, perché c’è il rischio di effetti collaterali anche gravi nel neonato”.

Quando serve una terapia antibiotica

Se la mamma ha un’infezione batterica che richiede una terapia antibiotica, curarsi è possibile senza interferire con le poppate. A seconda del problema, il medico prescriverà un principio attivo compatibile con l’allattamento. “E la mamma assumerà il farmaco senza sospendere le poppate o modificarne il ritmo”, sottolinea l’esperto. Trattandosi di farmaci compatibili con l’allattamento, non è infatti necessario attendere un tempo determinato tra l’assunzione del medicinale e la poppata: l’allattamento continua a richiesta come di consueto.

Cosa fare in caso di disturbi gastrointestinali

Una neomamma alle prese con un disturbo di questo tipo avrebbe bisogno di aiuto nella gestione del bimbo e di eventuali incombenze domestiche, per poter riposare e recuperare energie. “Se il medico dovesse ritenere opportuno ricorrere a un farmaco per alleviare nausea e vomito, il principio attivo è la metoclopramide”, spiega l’esperto. “Per la diarrea, invece, sempre nel caso in cui fosse effettivamente necessario, la mamma può assumere un medicinale a base di loperamide, che non comporta rischi particolari per il neonato”.

Quando l’intestino è pigro

È un disturbo più frequente in gravidanza, ma se la mamma avesse un problema di stitichezza, cosa fare? “Il primo passo è intervenire sullo stile di vita, intensificando l’attività fisica, assumendo più liquidi e consumando alimenti ricchi di fibre come frutta e verdura”, consiglia Clavenna. “Se nonostante questi accorgimenti la situazione non dovesse migliorare, la mamma potrà assumere un lassativo ad azione osmotica, come il lattulosio o il macrogol, che non vengono assorbiti dall’organismo, ma richiamano acqua in modo da ammorbidire le feci e contrastare la stitichezza”.

Asma e allergie: si proseguono le terapie

Le mamme che soffrono di asma possono allattare tranquillamente i loro bambini e, nel frattempo, prendersi cura della propria salute. “I farmaci generalmente utilizzati, ovvero salbutamolo e cortisonici, passano in minima quantità nel latte”, dice l’esperto. “Inoltre, il fatto di essere assunti per via inalatoria, tramite aerosol o inalatori predosati, ne riduce ulteriormente la presenza anche nella circolazione sanguigna materna e, di conseguenza, nel latte”. Via libera ai trattamenti necessari anche per le mamme che soffrono di allergie respiratorie: vari studi hanno evidenziato il ridotto passaggio degli antistaminici nel latte. “In questo caso, il principio attivo di prima scelta è la loratadina”, spiega il dottor Clavenna.

Se la mamma soffre di diabete

Il diabete non è incompatibile con il desiderio di diventare mamma e nutrire al seno il proprio bambino. “La terapia insulinica non è controindicata in allattamento”, considera l’esperto. “Le dimensioni della molecola dell’insulina sono tali da rendere difficile il suo passaggio nel latte e la sostanza non viene assorbita dallo stomaco”.

Quando la tiroide non funziona bene

Se la tiroide non “lavora” nel modo corretto, la mamma potrà curarsi serenamente senza rischi per il bebè. “In caso di ipotiroidismo, la terapia ormonale riporta alla normalità il livello di ormoni tiroidei nell’organismo materno”, spiega Clavenna. “Ciò significa che la quantità di ormoni nel corpo della mamma che ha assunto la cura è la medesima di una donna che non ha problemi di ipotiroidismo. Non c’è, quindi, alcun rischio di esporre il neonato a una maggior quantità di ormoni. Se il problema è l’ipertiroidismo, il medico valuterà caso per caso la necessità di una terapia, scegliendo un farmaco compatibile con le poppate”.

Allattamento e farmaci per tenere sotto controllo la depressione

Quando la mamma soffre di ansia, attacchi di panico o depressione, oltre al sostegno e all’incoraggiamento di quanti la circondano, può essere necessaria una terapia farmacologica. Anche in questo caso, allattare si può. “Antidepressivi a base di sertralina o paroxetina sono compatibili con le poppate: gli studi hanno evidenziato l’assenza o la ridotta quantità di farmaco nel sangue dei neonati”, rassicura l’esperto. “Per altri medicinali che restano in circolo più a lungo e presentano, quindi, un maggior rischio di accumulo nel tempo, è invece necessaria maggior cautela. Ma se la mamma era già in terapia con un farmaco e non è possibile sostituirlo con i principi attivi sopraindicati, potrà comunque allattare, e il bimbo verrà tenuto sotto controllo medico”.

Mal di denti: via libera alle cure

Un altro punto su cui è opportuno fare chiarezza è quello delle cure dentistiche. Non solo le poppate sono compatibili con l’assunzione di farmaci antinfiammatori che eliminano il dolore, ma non è affatto necessario – né consigliabile – rimandare un appuntamento con il dentista. “L’anestesia locale viene assorbita in misura ridotta nel circolo sanguigno ed eliminata rapidamente”, sottolinea Clavenna. “La mamma può sottoporsi tranquillamente alle cure dentistiche necessarie, senza sospendere le poppate”. Una volta tornata a casa, potrà allattare il suo bambino senza problemi.
di Giorgia Cozza

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