Allarme OMS: quanta carne ai bimbi? | Io e il mio bambino
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Allarme OMS: quanta carne ai bimbi?

Meno carne rossa nel piatto dei nostri bambini. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, soprattutto quella “lavorata”, sul lungo periodo può aumentare il rischio di cancro. Ma già da anni si ripete che il consumo di carne va ridotto a favore della più equilibrata dieta mediterranea. A partire dallo svezzamento. Vediamo come regolarci con i più piccoli.

Allarme OMS: quanta carne ai bimbi?

Studi condotti nel mondo anglosassone

Sotto accusa würstel, prosciutto, salsicce, carne in scatola ed essiccata, insaccati e preparati di sughi a base di carne. Ma il legame con il tumore al colon-retto e altri tipi di cancro – afferma l’OMS – è probabile anche con la carne rossa. “Gli studi a cui si fa riferimento riguardano adulti che mangiano 500 grammi di carne rossa a settimana e sono condotti su popolazioni anglosassoni dove il consumo di carne lavorata, come hot dog e bacon, è decisamente superiore al nostro”, spiega Margherita Caroli, pediatra nutrizionista responsabile dell’UO di Igiene della Nutrizione presso la Asl di Brindisi. “Ma anche le mamme italiane devono capire che la carne non è una ‘bacchetta magica’ che fa crescere belli e sani i bambini. Sotto i due anni non c’è alcuna ragione per dare il prosciutto al bebè – anche solo per l’elevato contenuto di sale – o per proporgli i würstel”.

 

Quanta metterne nel piatto?

La carne rossa va introdotta fin dall’inizio, in quanto fonte di proteine e di ferro, ma con moderazione. “Nell’alimentazione complementare, che parte verso i 6 mesi continuando l’allattamento al seno, va dato mezzo omogeneizzato o mezzo liofilizzato di carne rossa, l’equivalente di 10 grammi di carne fresca, una o due volte alla settimana”, sostiene l’esperta. “Se si usa un latte in formula, già molto proteico, si può aspettare anche i 7 o 8 mesi”. Rispetto alla rossa, meglio la carne bianca: ha lo stesso contenuto proteico, ma contiene meno grassi saturi. Via libera, invece, alle fonti proteiche vegetali, poco utilizzate con i piccolissimi. Fin dall’inizio si possono proporre al bebè passati di legumi decorticati anche due o tre volte alla settimana.

 

Dieta mediterranea fin dall’inizio

“Tutta la famiglia dovrebbe mangiare meglio, perché il bebè impari: la dieta più salutare è quella mediterranea basata su tanti tipi di cereali – non solo il grano della pasta, ma anche riso, miglio, orzo e avena – legumi, frutta e verdura, pesce e uova, e in cui la carne compare non più di due o tre volte alla settimana”, conclude la pediatra nutrizionista. “I bambini sono più a rischio di noi: i loro meccanismi di difesa sono meno sviluppati e, se l’eccesso di carne continua negli anni, si allungano anche i tempi di esposizione”.

 

di Chiara Sandrucci

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