Aiutalo a rinunciare al ciuccio | Io e il mio bambino
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20 ottobre 2011

Aiutalo a rinunciare al ciuccio

Aiutalo a rinunciare al ciuccio

Si tratta dello strumento ‘consolatorio’ per eccellenza. Ma se continua a essere utilizzato quando il bambino è più grandicello, dopo i 3 anni di vita, il ciuccio potrebbe provocare deformazioni al palato o all’arcata dentaria. Toglierlo quando non è “pronto”, tuttavia, rischia di essere controproducente: il piccolo potrebbe sostituirlo con il dito, un’abitudine ancora più difficile da abbandonare. Come regolarsi?

Le “strategie” per facilitare l’addio

  1. “Il ‘trucco’ potrebbe essere quello di limitare a poco a poco le situazioni in cui il bambino ne fa uso“, suggerisce Rosalinda Cassibba, docente di Psicologia dello sviluppo all’Università di Bari. “Per esempio, lo si potrebbe tirar fuori soltanto alla sera, insieme al pigiamino, al momento di andare a nanna. Durante la giornata, del resto, è più facile distrarre il piccolo con altre attività che non gliene facciano sentire troppo la mancanza, come i pastelli colorati, una fiaba o un gioco.
  2. E per l’addio definitivo? “Le modalità possono essere diverse”, dice l’esperta. “Si può decidere di metterlo in una scatolina ‘per ricordo’, magari proprio il giorno del compleanno a sottolineare l’importanza di essere diventato grande, oppure ‘regalarlo’ all’orsacchiotto preferito o, ancora, creare un piccolo rito in cui sia il bambino stesso a buttarlo via”.
  3. Ciò che conta è che anche la mamma si senta convinta, e che non sia lei la prima a tentennare. “Se si toglie il ciuccio al bimbo e dopo un po’ glielo si ridà per non sentirlo protestare, il piccolo farà molta più fatica”, sottolinea la psicologa. “Perciò, è bene tenere sempre presente l’obiettivo che si vuole raggiungere, in questo come negli altri passaggi di crescita: non si tratta, semplicemente, di ‘far fare’ al bambino qualcosa per noi, o di ottenere che ci obbedisca, quanto piuttosto aiutarlo a fare qualcosa per sé, a compiere un passo importante per la sua autonomia“.

Ricorda che…

  • Per il bimbo ogni cambiamento è una potenziale fonte di disagio, che gli impone di rinunciare ad abitudini acquisite, da cui traeva sicurezza e tranquillità, per trovare nuove strategie di adattamento: è importante, quindi, che ogni ‘passaggio’ gli sia proposto nel pieno rispetto dei suoi tempi.
  • Non far coincidere l’abbandono del ciuccio con un’altra svolta importante nella sua vita (per esempio, la nascita di un fratellino o l’inizio dell’asilo).
  • Evita le ‘maniere forti’, come buttargli via il ciuccio a sua insaputa. Bisogna tenere presente che lo scopo non è ‘insegnargli a ubbidire’, ma accompagnarlo, il più serenamente possibile, verso l’autonomia.
  • Non dimenticare di lodarlo e di complimentarti con lui per i suoi successi, anche davanti agli altri familiari.
  • Se si decide che “è l’ora di…”, non bisogna tornare sui propri passi ai primi capricci del piccolo. Solo così si potranno trasmettergli la sicurezza e la fiducia necessarie per affrontare il cambiamento.

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