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Una mamma in affitto… in cucina!

Una mamma in affitto… in cucina!

Di progetti innovativi che coinvolgono le mamme ce ne sono parecchi, ma quello di Rent a Mamma è veramente particolare.

L’idea colpisce proprio per la sua semplicità: quante volte chi vive lontano dai genitori sente la mancanza del “profumo di casa”, in particolare della cucina di famiglia, semplice e gustosa, che le mamme sanno mettere in tavola con amore e sapienza? E quante madri trovano proprio nel cucinare per gli altri un motivo di soddisfazione e gioia? Due imprenditori italiani, Paolo Airaghi e Michele Salati, hanno unito queste due esigenze e lanciato sul web un progetto tutto nuovo: Rent a Mamma è un portale (sito www.rentamamma.com/, pagina Faceboook www.facebook.com/rentamamma/?fref=ts ) dove è possibile “affittare” per una sera una vera mamma e concordare con lei un menù non solo prelibato, ma realizzato secondo un metodo tradizionale, soprattutto, con ingredienti semplici e caserecci.

 

Perché è un progetto innovativo

Sono molti i portali che promuovono chef a domicilio o cene social, complice l’attenzione sempre crescente per tutto ciò che ruota attorno al mondo della cucina. Rent a Mamma è però un progetto diverso che permette di portare a casa una cena “cucinata come solo una mamma italiana sa fare”. Si è ancora agli inizi, ma sul sito ci sono già numerose mamme che si sono iscritte: ognuna di loro si presenta, indica la regione di appartenenza e la sua specialità di modo che chi è interessato possa contattarla e chiederle il menù. Le signore che hanno aderito finora lo fanno soprattutto perché amano cucinare: l’iscrizione al portale è gratuita e l’accordo per il costo del pranzo e della cena avviene direttamente tra i richiedenti e le mamme.

 

Mamma Emanuela: una cucina genuina, piena di amore

Racconta Emanuela Colla, di Parma (www.rentamamma.com/mamma-ema.html). “Ho iniziato ad aderire al progetto da pochi mesi: mi incuriosiva molto l’idea di un portale che riunisse tutte le mamme italiane appassionate di buona cucina”. Emanuela, 46 anni, è casalinga e ha due figlie ormai adolescenti: quando sono nate, ha deciso di rimanere a casa e da sempre si dedica molto anche alla cucina. “Prima, quando le mie figlie erano piccole, avevo meno tempo da dedicare ai fornelli, ma ora che sono cresciute posso permettermi di passare più tempo in cucina, anche a sperimentare nuove specialità”, spiega. Il suo piatto forte? I cappelletti, i tortelli e i dolci. Da buona parmigiana ha un occhio di riguardo per i primi e per le ricette dell’antica tradizione emiliana. “A dire il vero sono anni che le mie amiche mi ‘affittano’ in occasioni speciali: a volte mi chiedono dei cappelletti, altre volte i tortelli o la crema al mascarpone. Sono abituata a cucinare per altri, anche persone esterne alla famiglia, e Rent a Mamma mi è parsa subito un’idea perfetta per una mamma come me”.

Emanuela è orgogliosa di poter offrire la sua arte a chi ha meno tempo e capacità: “Mi sembra un’alternativa valida alla gastronomia che va tanto di moda ma è molto cara e spesso non offre garanzie sulla provenienza e freschezza delle materie prime. Noi mamme badiamo magari un po’ meno alla forma e più alla qualità degli ingredienti che mettiamo in tavola per le persone che amiamo: la cucina della mamma è sempre genuina, mai artefatta e soprattutto è impregnata dell’amore e della generosità che ci accompagnano tutti i giorni. Credo che questo ingrediente ‘umano’ sia l’aspetto più bello del progetto”.

Mamma Emanuela sa che può essere contattata per email da persone che abitano in zona: come per ogni mamma iscritta al portale, ha indicato dove vive per permettere l’offerta di piatti freschi. Una volta stabilito il contatto, prima via mail poi al telefono, i richiedenti compilano un menù insieme alla mamma: è lei che si occupa di fare la spesa e di organizzare il pranzo a seconda delle portate, che saranno poi ritirate a domicilio dai richiedenti. “Indico le ore che ho impiegato a preparare le varie pietanze per il pagamento: non è certo un lavoro che si fa solo per guadagnare, ma un modo per dare il mio sapere culinario ad altre persone. Davvero una bella soddisfazione!”.

 

di Francesca Amé

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