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Tanti “ingredienti” per un progetto di vita speciale

Tanti “ingredienti” per un progetto di vita speciale

Due figli, la più grande di undici anni e il piccolo di tre. Un lavoro impegnativo, come responsabile didattica in un’importante scuola di cucina (CAST Alimenti, fondata quasi vent’anni fa dal maestro Iginio Massari). E tanti progetti speciali, dalle consulenze in ambito enogastronomico allo sviluppo di attività formative all’estero.

 

Il segreto per tenere insieme vita privata e lavoro

“Senza dubbio il trucco sta nella… leggerezza. Quella che ho imparato lungo la strada”, racconta Michela Martini, “crescendo due figli e lavorando ogni giorno accanto agli chef e ai maestri pasticceri della scuola. Ma soprattutto la leggerezza che mi ha insegnato mia figlia Fabiola: quando è arrivato Giacomo, che ha otto anni meno di lei, si è rivelata un aiuto prezioso, sia dal punto di vista pratico, sia perché mi ha aiutato a vivere tutto in una maniera diversa, più spensierata e ironica. I figli non sono solo un impegno: quando meno te lo aspetti, ti restituiscono tantissimo”. Di fondo, però, c’è la consapevolezza che una vera conciliazione tra lavoro e vita privata non è possibile: “Ho sempre l’impressione di togliere qualcosa a qualcuno” spiega, “ma si possono trovare dei compromessi. In ufficio mi è stato concesso un orario più flessibile, che nei periodi di maggiore tranquillità mi permette di essere più presente in famiglia. A casa, cerco di spiegare il perché delle mie assenze, legate alla passione per il mio lavoro ma anche a concrete esigenze economiche della famiglia. Dedico ai figli tutto il mio tempo extralavorativo, organizzando ogni weekend qualcosa di bello da fare insieme. Certo, in tutto questo la mia sfera personale è del tutto sacrificata, ma so che quando Giacomo e Fabiola saranno più grandi il tempo libero tornerà”.

 

L’importanza di una “rete” quotidiana

Il giorno dell’intervista, Michela si sta preparando per un viaggio di lavoro negli Stati Uniti. “È la prima volta che sto così a lungo lontano da casa”, racconta. “E sono un po’ preoccupata, soprattutto per Giacomo che è ancora piccolo ed è ovviamente molto legato alla mamma. È ormai un mese che cerco di prepararlo, raccontandogli quello che farò. Ma se posso permettermi di affrontare questo viaggio con una certa serenità è solo grazie a mio marito e alla nostra tata, che ormai fa parte della famiglia: i miei figli la chiamano nonna, e io con lei mi trovo in perfetta sintonia”. Un altro ingrediente importante è proprio questo: la rete che la sostiene nell’organizzazione quotidiana. “Non è sempre facile, soprattutto quando i figli sono piccoli, perché la mamma, in quanto mamma, vorrebbe essere presente al cento per cento”.

 

Due gravidanze completamente diverse

Le due maternità, peraltro, sono state molto differenti. La prima gravidanza è stata cercata in modo consapevole e vissuta senza troppe ansie. Ma il rientro al lavoro è stato quasi immediato, al quarto mese, e l’allattamento è durato solo qualche mese con il tiralatte. “Sicuramente non mi sentivo preparata”, racconta Michela, “ma tanto è dipeso anche da Fabiola, che non si è mai attaccata con facilità. Siamo dovute passare subito al tiralatte e l’esperienza non mi ha lasciato soddisfatta.” La gravidanza di Giacomo è invece arrivata in modo inatteso, quando l’idea di un secondo figlio era stata quasi abbandonata. “Avevo 38 anni e mi sembrava di aver aspettato troppo. C’erano tanti controlli e ho voluto farli tutti”, racconta Michela. “All’inizio non ero serena, ma sono bastati due mesi perché cominciassi a sentirmi di nuovo felice”. Anche grazie al percorso lavorativo fatto in azienda, questa volta la maternità è stata più lunga, di otto mesi, e l’allattamento è proseguito fino al nono. “Giacomo si è attaccato subito volentieri, ed è cresciuto in fretta”. I consigli di chef e pasticceri tornano utili anche a casa? “Non sono una grande cuoca e non dedico molto tempo ai fornelli. Ma cerco sempre di dare ai miei figli informazioni corrette su che cosa mangiare, e anche su come riconoscere un gelato o una brioche di qualità. In questo Giacomo e Fabiola sono due veri maestri!”.

 

di Mara Pace

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