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14 dicembre 2015

Pranzo sano fuori casa

Sono dodici milioni gli italiani che pranzano abitualmente fuori casa, secondo il Rapporto Ristorazione 2015 a cura dell'Ufficio Studi Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi). Mangiare tutti i giorni o quasi in un ristorante o al bar non deve per forza significare una scelta tra gusto e salute: lo dimostra la Toscana che dal 2011 è in prima linea per sostenere menù sani ed equilibrati. Esempio seguito recentemente anche dall’Emilia Romagna.

Pranzo sano fuori casa

Promuovere abitudini alimentari corrette

“Sono sempre di più le persone che, per lavoro, consumano il pasto di metà giornata fuori casa. E non sempre è facile trovare bar, ristoranti, tavole calde che offrano cibi buoni, preparati con ingredienti sani”, spiega Stefania Saccardi, assessora al diritto alla salute della Toscana, dove un residente su cinque pranza fuori casa. “Promuovere abitudini alimentari corrette è un contributo importante per migliorare la salute collettiva, e i ristoratori possono diventare nostri preziosi alleati nel diffondere comportamenti alimentari sani e migliorare sempre di più il livello di salute dei cittadini”. Ecco quindi che nel maggio 2011 è partito il progetto “Pranzo sano fuori casa”, al quale hanno aderito numerosi esercizi.

 

Trovare facilmente i locali dove si mangia sano

Il progetto toscano si pone l’obiettivo di garantire la possibilità di mangiare, anche fuori casa, cibi buoni e sani, privilegiando ingredienti di produzione locale, l’utilizzo di frutta e verdura di stagione e di alimenti freschi. L’iniziativa permette all’utente di trovare facilmente, sul sito www.pranzosanofuoricasa.it o tramite l’app “Appranzosano”, ristoranti e bar nelle vicinanze che offrono cibi non eccessivamente calorici, ricchi di vitamine e minerali e poveri di sale e grassi. Un apposito logo permette di individuare facilmente i locali che si sono impegnati a seguire le linee guida del progetto e a integrare l’offerta gastronomica ordinaria con proposte alimentari e menù ispirati a tali indicazioni, anche grazie alla consulenza di un nutrizionista. Una vera e propria rete, che copre l’intero territorio regionale, di locali che propongono piatti bilanciati, sia per chi sceglie un pasto completo sia per chi preferisce consumare un panino o un’insalata al volo.

Anche l’Emilia Romagna si sta muovendo in questa direzione. È stato, infatti, lanciato a settembre il progetto “Gins Food Gusto in salute”. Sono recentemente partiti i primi corsi di formazione per i ristoratori, che anche in questo caso metteranno a punto dei menù equilibrati, valorizzando stagionalità, tipicità e prodotti locali. Perché la salute si costruisce a tavola, anche quando si pranza fuori.

 

di Monica Gabrielli

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