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19 febbraio 2016

Le 10 mosse per metterti in proprio

Le 10 mosse per metterti in proprio

Se ancora non esiste in Italia una mappa precisa del numero delle mompreneur, le mamme che decidono di mettersi in proprio per avviare un’attività che meglio si presta alla conciliazione tra lavoro e famiglia sono una realtà in crescita, come dimostrano le “partite Iva in rosa”.

Complice un mercato del lavoro che spesso non premia le donne in ufficio, molte lavoratrici italiane scelgono il lavoro autonomo (a partita Iva o freelance).

 

Le “partite Iva in rosa”

Chi sono? Madri e donne, come Elena Tavelli e Barbara Fogli.

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ELENA, una carriera nel marketing di grandi multinazionali, dopo la nascita del terzo figlio, nel 2011, lascia il lavoro fisso per un progetto tutto suo (il portale on line www.sonoalmondo.it, che offre biglietti nascita personalizzati).

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BARBARA, un figlio, ha alle spalle una lunga esperienza nel settore della comunicazione ed eventi.

Si sono conosciute al parchetto e hanno deciso di unire le loro forze e le loro competenze: hanno aperto GrowHub (http://www.growhub.it/), un’agenzia di servizi per mamme che decidono di mettersi in proprio e non sanno da dove partire. Un progetto pensato per supportare tante donne e mamme che, come loro, vogliono conciliare famiglia e obiettivi professionali.

Un prezioso decalogo

Iniziare una nuova vita da lavoratrice autonoma (e con figli da gestire) non è facile: abbiamo chiesto a Elena e Barbara di stilare un decalogo, utile per compiere i primi passi.

 

1. METTI A FUOCO LA MOTIVAZIONE: analizza qual è il motivo che ti spinge a lasciare un lavoro stabile per un lavoro in proprio. In molti casi è una necessità (espulsione dal mondo del lavoro, impossibilità di conciliare il tempo pieno con figli piccoli, o altro). In alcuni casi, la scelta è dettata da una passione che da hobby potrebbe diventare una professione.

2. PONITI OBIETTIVI PRECISI: è molto utile anche l’esercizio di immaginarsi tra 5 o 10 anni: ti vedi di nuovo in ufficio? Oppure in un’attività da svolgere a casa? Oppure a capo di una piccola impresa?

3. ANALIZZA IL MERCATO: è fondamentale, qualunque sia il servizio che vuoi offrire, analizzare il mercato. Chiediti se esistono concorrenti, se il servizio può avere un riscontro di clienti, in che modo ti potresti differenziare dagli altri.

4. VALUTA IL TUO GRADO DI PREPARAZIONE: non basta che le amiche ti dicano che sei brava (a fare vestitini a maglia o siti web, per esempio). All’inizio dovrai investire, anche economicamente, nella formazione delle competenze.

5. COSTITUISCI UNA SOCIETA’: trova un buon commercialista o un legale che indichi la forma societaria più adatta alla tua attività (ditta individuale, ditta artigiana, semplice partita Iva o altro).

6. STILA UN “PIANO” (BUSINESS PLAN): non è tempo perso, perché redigere un documento che sintetizzi i contenuti e le caratteristiche di un progetto è il primo passo concreto per capire se la tua idea e la tua impresa possono “camminare con le loro gambe”. Se non sei esperta nel settore, meglio affidarsi a qualcuno.

7. NON TRASCURARE IL MARKETING: qualsiasi attività, dall’apertura di un nido in casa a un sito di e-commerce o un negozio su strada, deve avere un piano di marketing.

8. COMUNICA IN MANIERA EFFICACE: all’inizio le risorse saranno ridotte. Meglio dunque concentrarsi sul tuo target di riferimento – cioè il gruppo di consumatori o utenti a cui si riferisce il progetto – per una comunicazione efficace.

9. FATTI AIUTARE: dato che sei mamme e stai aprendo un’attività tutta nuova, devi assolutamente chiedere supporto a figure esterne per la gestione della casa perché non puoi arrivare a tutto!

10. SII SOCIAL: qualsiasi sia la tua attività, ma soprattutto se si tratta di piccolo artigianato, e-commerce o servizi, non puoi trascurare i social (Facebook, Instagram, Pinterest, Twitter), strumenti fondamentali per farti conoscere e per trasmettere con passione le tue competenze, puntando sul passaparola degli amici e conoscenti.

 

di Francesca Amé

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