apri modal-popupadv apri modal-popupadv

07 dicembre 2018

Lavorare nel sociale: mamme in aiuto a bambini e famiglie

Le testimonianze di due donne che hanno desiderato andare oltre il volontariato, scegliendo un’attività quotidiana solidale

Lavorare nel sociale: mamme in aiuto a bambini e famiglie

Ci sono lavori che offrono l’opportunità di rendere migliore la vita di tanti bambini, in cui si spendono il proprio impegno e il proprio tempo in favore di chi è meno fortunato. È il caso di Anna Broglio e Sabrina Rutigliano che fanno parte, rispettivamente, di Terre des Hommes e Save the Children: lavorare nel sociale ha davvero riempito le loro vite. Avvicinandosi il Natale, poi, ecco anche come sostenere alcuni progetti importanti collegati alla loro attività.

Con il sostegno a distanza, un futuro migliore per tanti piccoli

Anna Broglio, mamma di due bambini, Giacomo che ha 8 anni e Chiara che ne ha 2, lavora per Terre des Hommes  nel settore del sostegno a distanza. Quando ha conosciuto questa realtà Anna ha iniziato a collaborare come volontaria, donando un po’ del suo tempo libero per aiutare i bambini che più ne hanno bisogno. Terre des Hommes Italia è, infatti, presente in più di venti Paesi del mondo ed è impegnata per garantire istruzione e salute a quei bambini che altrimenti non avrebbero modo di frequentare la scuola e curarsi in caso di malattia. Alcuni anni fa, la svolta. Anna lascia un lavoro fisso nel campo della formazione, per iniziare a lavorare nel sociale a tempo pieno. “Quella del sostegno a distanza è una scelta solidale importantissima”, sottolinea Anna. “Grazie ai donatori, molti bambini hanno la possibilità di andare a scuola, giocare, trascorrere delle ore serene in ambienti protetti. I bambini e i ragazzini accolti nelle Case del Sole vengono allontanati dalla strada con tutti i suoi pericoli, e possono partecipare ad attività ludiche, sportive, usufruire di un sostegno scolastico o psicologico”.
Grazie ai partner locali che sono attivi sul territorio, la onlus porta avanti progetti mirati ad arginare le problematiche di ogni singola realtà: nel caso di alcuni paesi africani, la fame, la povertà, il mancato accesso alle cure mediche; nel caso dei paesi asiatici l’obiettivo è quello di contrastare il grande problema dei matrimoni precoci.

Un tramite tra i donatori italiani e i bambini di altri Paesi Quando si decide di impegnarsi in un progetto di sostegno a distanza, fa piacere ricevere periodicamente notizie del bambino che si sta aiutando. Ed è proprio di questo che si occupa Anna. Lei è il tramite tra i donatori italiani e i piccoli destinatari del loro aiuto. “Faccio da ponte tra i paesi in cui vivono i bambini e l’Italia” spiega Anna. “Invio ai sostenitori degli aggiornamenti periodici a proposito dello stato di salute e dei progressi scolastici dei bambini a cui è destinato il loro contributo. Tre volte all’anno riceviamo in sede i lavoretti realizzati dai piccoli da spedire ai donatori. Per chi ha fatto questa scelta solidale è molto importante sapere come viene impiegato il proprio denaro e constatare quali benefici ne derivano”.
Anna è anche la figura di riferimento per chi desidera chiarimenti o informazioni, ad esempio su doni molto concreti che si possono far arrivare ai bambini, come regalare una visita medica o un kit scuola, e sulla possibilità di scrivere al bambino sostenuto. “E che soddisfazione per i donatori che ricevono la notizia che il bambino che hanno aiutato sin dall’infanzia ha concluso un ciclo di studi, riuscendo a ottenere un diploma o addirittura una laurea, o ha trovato un lavoro con cui aiutare la sua famiglia!”, esclama Anna.

Un lavoro ricco di significato Il lavoro di Anna è prezioso per tanti bambini. Ma è prezioso anche per lei. “È un lavoro che ti arricchisce, non lavori per un prodotto, per fare profitto, ma per un progetto comune di sviluppo umano, per garantire un futuro più sereno a tanti bambini”. considera Anna. E il suo bambino più grande, Giacomo, sa di cosa si occupa. “Lui è venuto in sede varie volte e spesso gli racconto episodi o situazioni che gli ricordano quanto è dura per molti bambini anche solo avere accesso a un’istruzione perché magari semplicemente non sono registrati all’anagrafe, o non possono permettersi la divisa scolastica” conclude Anna. “È qualcosa che suggeriamo anche ai nostri sostenitori: parlate con i vostri figli di chi è meno fortunato, è un buon modo per insegnare il rispetto di culture diverse dalla nostra, dare un freno al consumismo, educare alla solidarietà”.
Per Natale è tempo di solidarietà L’avvicinarsi del Natale potrebbe essere l’occasione per prendere in considerazione questa scelta solidale, coinvolgendo i propri bambini e raccontando loro che ci sono tanti bimbi meno fortunati a cui è bello dare una mano. Tutte le informazioni per iniziare un sostegno a distanza o per ordinare un dono solidale come il kit scuola o l’orto per una famiglia in difficoltà, sono disponibili sul sito.

Lavorare nel sociale: una “vocazione” che nasce da lontano

Sabrina Rutigliano, educatrice e mamma di due bimbi, Claudio (6 anni) e Pietro (2 anni), è un’operatrice dell’associazione Mama Happy-Centro Servizi Famiglie Accoglienti, il partner di Save the Children che gestisce lo Spazio Mamme di Bari. Sabrina ha sentito che la sua strada era quella di lavorare nel sociale quando era ancora giovanissima. “Avevo diciassette anni e frequentavo il liceo quando, in occasione dell’orientamento universitario, sono rimasta colpita da un corso di laurea che aveva nella sua presentazione queste parole: marginalità, devianza, disagio minorile…”, ricorda Sabrina. “Sempre in quel periodo, grazie a un’amica che lavorava in una casa famiglia, ho iniziato a fare volontariato con i ragazzi e con i loro genitori. Per me è stata una conferma. Mi piaceva l’idea di spendere il mio tempo e le competenze che avrei acquisito per aiutare le persone. Così sono diventata un’educatrice”. Quando Claudio aveva sei mesi, Sabrina ha iniziato la sua attività presso lo Spazio Mamme di Bari che allora si trovava nel quartiere Libertà e che adesso ha una nuova sede nel quartiere storico di Bari Vecchia, il più antico della città, che presenta molte situazioni di fragilità, disagio sociale, povertà economica e culturale.

Un progetto per mamme e bimbi da 0 a 6 anni Il progetto Spazio Mamme di Save the Children è nato nel 2013 per contrastare tutti quei fattori che favoriscono la povertà minorile e per prevenire la povertà educativa che influisce sulla quantità e qualità di stimoli positivi ricevuti dai più piccoli negli anni della crescita. Gli Spazi Mamme sul territorio nazionale ora sono dodici, tutti situati in contesti urbani privi di servizi, e accolgono le mamme con i loro bambini per sostenerle nel loro ruolo genitoriale e offrire loro occasioni di incontro e condivisione con altre madri. Il team, molto affiatato, di cui fa parte Sabrina, progetta, organizza e conduce laboratori ludici e creativi per i bambini da 0 a 6 anni, e per mamme e bambini insieme. “Quando una famiglia si rivolge allo Spazio Mamme prende il via un percorso di consultazione per capire le esigenze di mamma e bambino, individuare delle priorità e, di conseguenza, stabilire gli interventi da attuare”. spiega l’educatrice. “I laboratori forniscono l’opportunità per osservare la relazione tra madre e bambino, per osservare il comportamento del piccolo, per instaurare un rapporto di fiducia con entrambi”.

Laboratori che regalano emozioni ed esperienze I laboratori di Spazio Mamme sono per i bambini una fonte di continue scoperte e spesso offrono la possibilità di vivere esperienze che altrimenti non ci sarebbe stata l’occasione di fare. È il caso, ad esempio, del laboratorio di zoo-antropologia, condotto da Sabrina che ha anche conseguito un master in pet-therapy. “Partendo da un volume illustrato di mio figlio Claudio, ho presentato ai bambini gli animali della fattoria”, racconta Sabrina. “I bambini hanno scoperto tutte le caratteristiche di ogni animale, hanno imparato a riprodurne il verso e con materiali di riciclo hanno realizzato le varie sagome. Il progetto si è concluso con una visita al maneggio per conoscere ‘dal vero’ i cavalli e osservare come vengono accuditi. E i bambini, insieme alle loro mamme, hanno provato a montare a cavallo”.
Una rete di sostegno per le famiglie Le mamme che si rivolgono allo Spazio Mamme ricevono informazioni e supporto non solo per quanto riguarda l’ambito genitoriale ed educativo. “Le donne vengono aiutate nella ricerca di una casa, di un lavoro, nella stesura di un curriculum”, spiega Sabrina. “L’impegno è quello di creare una rete di supporto per sostenere la famiglia da tutti i punti di vista, attivando collaborazioni con le scuole e le associazioni operanti sul territorio”.

Sabrina ha spesso occasione per lavorare all’interno delle scuole dell’infanzia, conducendo laboratori ad hoc. “Come quello attualmente in corso in un asilo e dedicato alle tradizioni natalizie nei Paesi del mondo”, spiega. “Al racconto di come si festeggia il 25 dicembre nelle varie nazioni, segue un momento pratico: con cartoncini, colla e colori, i bambini danno vita a quello che hanno ascoltato, costruendo alberi di Natale, girotondi di bimbi, decorazioni”. In occasione del laboratorio dedicato al Natale, Sabrina spiegherà ai bambini che, oltre alle tradizioni locali, diverse per ogni Paese, esistono anche tradizioni nuove, magari lanciate da associazioni e destinate a diffondersi ovunque. Come il Christmas Jumper Day di Save The Children, una proposta solidale che, partendo dall’appello “Metti un maglione e dai ai bambini un futuro migliore”, offre l’opportunità di sostenere i progetti dell’associazione e quindi aiutare tanti bambini in difficoltà in Italia e nel mondo.

Un invito al Christmas Jumper Day “All’interno del nostro laboratorio i bambini realizzeranno delle sagome di cartocino a forma di maglione”, spiega Sabrina. Ma l’invito a partecipare al Christmas Jumper Day è esteso a tutti: genitori, bambini, coppie in dolce attesa, famiglie con figli di ogni età. La data ufficiale  è il 14 dicembre, però l’iniziativa prosegue fino a Natale. Per partecipare è sufficiente procurarsi un maglione natalizio  – o realizzarne uno decorando un vecchio pullover con materiali di recupero -, coinvolgere parenti e amici, immortalare il tutto con foto o video e postarli sui social con l’hashtag #ChristmasJumperDay. L’iniziativa comprende una donazione a sostegno di Save the Children: i fondi raccolti serviranno per finanziare progetti destinati a restituire il sorriso a tanti bambini che vivono in una situazione di povertà economica, sociale, educativa. Tutte le informazioni su questa proposta natalizia sono disponibili sul sito.

Ai miei figli auguro la passione Claudio, il bimbo più grande di Sabrina, conosce bene il lavoro della mamma. “Viene spesso al Centro e conosce tutti i bambini che lo frequentano”, spiega Sabrina. “Quando viene creato un nuovo kit per qualche attività, ne porto uno a casa per giocare insieme a lui. E quando parla con qualcuno, Claudio dice di essere fiero che la sua mamma lavori per i bambini. Il mio augurio per lui e per Pietro è che una volta cresciuti svolgano il loro lavoro, qualunque esso sia, con grande passione. Ecco, spero che trovino il lavoro della loro vita, come è successo a me”.

di Giorgia Cozza

Commenti