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13 aprile 2016

Due colleghe maestre… due gravidanze parallele!

Due colleghe maestre… due gravidanze parallele!

Siamo a Milano, in un corridoio di una scuola elementare. Due maestre della stessa classe, 4 B, stanno appendendo un cartellone, pieno di colori e di vita, appena realizzato con i bambini. Una dice all’altra: “Sono incinta”. L’altra risponde: “Anch’io”.

 

In classe, grande partecipazione

Marta Platani e Letizia Sangermani, rispettivamente 30 e 31 anni, qualche mese fa hanno scoperto così di aspettare un bimbo insieme!

Marta Platani
Marta Platani

MARTA è l’insegnante prevalente: “Partorisco tra pochi giorni: è una bambina”, dice.

 

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Letizia Sangermani

 

LETIZIA è la maestra di arte: “La mia data presunta è invece l’11 luglio: sarà un maschietto”, aggiunge. Insieme, nella 4 B, vivono ogni giorno con una ventina di bambini scatenati e assai incuriositi da quei due pancini che, nelle ultime settimane, si sono fatti sempre più ingombranti.

Ora Marta è a casa in attesa del parto, ma fino a poco tempo fa le due maestre varcavano la soglia della classe con il pancione bene in vista: “Contraccolpi per la notizia di questa gravidanza in contemporanea? No: è un evento naturale. Bambini e genitori della classe lo hanno accolto con grande felicità”, racconta Letizia. “Quando abbiamo scoperto di essere in dolce attesa insieme, il mio cuore già pieno di gioia stava esplodendo. Per entrambe è la prima gravidanza. Ho pensato che per me Letizia sarebbe stata una meravigliosa compagnia nel luogo di lavoro e per i nostri bambini una bella occasione di crescita”, spiega Marta.

I bambini non hanno smesso un attimo di fare domande: “Mi hanno tempestato di richieste: dal ‘come si chiama?’ a domande buffe tipo ‘tuo marito lo sa?’. Mi hanno fatto davvero tenerezza. Ho voluto dedicare tempo a rispondere con calma alle loro curiosità: questo ha permesso loro di accogliere con serenità anche un futuro distacco che, nascendo la mia bambina ad aprile, ci sarebbe inevitabilmente stato”, spiega Marta.

Letizia insegna arte in diverse classi e ha potuto osservare i diversi atteggiamenti dei bambini e racconta: “Non c’è giorno in cui non mi chiedano come sta il bambino. I più piccoli accostano sempre l’orecchio alla pancia, la toccano e la accarezzano: si stupiscono di quanto la pancia cresca ed è bellissimo vedere come sono meravigliati da questo miracolo che avviene alla loro maestra”.

 

Una maggiore empatia

Sia Marta che Letizia hanno vissuto una gravidanza serena anche dal punto di vista fisico e questo ha facilitato molto la loro gestione del lavoro in classe. Entrambe, riflettendo su questi mesi passati tra i banchi a insegnare ai loro bambini con il pancione ben in vista, concordano nel dire che è stato un periodo di crescita e di maturazione per tutti: “La gravidanza ha un po’ cambiato il mio modo di insegnare perché io stessa ho iniziato a cambiare”, spiega Marta. “L’approccio didattico non è stato modificato, ma ho continuato a insegnare con molte energie e maggiore sensibilità, fattore di cui i bambini potevano giovare”.

L’aumento di empatia, un elemento tipico delle donne in attesa, ha reso ancora più intenso il rapporto con i piccoli allievi: “Spesso mi capita di pensare che quello che può vivere un bimbo cui insegno a scuola potrebbe viverlo un domani anche mio figlio, che potrebbe avere lo stesso carattere, le stesse particolarità e qualità, e allora tutto cambia e mi rendo conto di come sia difficile essere anche genitore”¸ confessa Letizia.

 

I momenti faticosi? Non sono mancati

Marta, 7 anni di esperienza lavorativa sulle spalle, ha dovuto preparare la classe al passaggio a una nuova insegnante e al suo periodo di assenza per il congedo di maternità: “Ho dovuto chiedere loro un importante passo di maturità”, spiega. “I bambini sono pieni di risorse: se il distacco e il cambiamento viene loro spiegato per tempo e in maniera chiara, non sviluppano ansie o preoccupazioni per il futuro”. La chiarezza della comunicazione e la possibilità di avere diversi mesi per far abituare i bambini all’idea della momentanea assenza delle insegnanti ha tranquillizzato anche i genitori. Anche lo stesso tema della “nascita” e del cambiamento ha arricchito la programmazione in classe.

Eppure, anche in situazioni serene come quelle di Marta e Letizia, non sono mancate le giornate difficili: non sempre si riescono a trovare le forze necessarie quando si ha a che fare con bambini sempre alla ricerca di attenzione. Quello della maestra nella scuola primaria resta per molti versi anche un lavoro fisico e sfibrante: Letizia, che è ancora a scuola, lo spiega bene. “Ora che il pancione è diventato più ingombrante devo sedermi più spesso, mentre ero abituata a muovermi molto fra i banchi. Devo imparare a darmi dei limiti e a prendermi cura di me stessa: senza accorgermene, spesso giro ancora molto tra i bambini, mi accuccio e disegno con i bambini, faccio cartelloni e attività fisiche che non dovrei fare. Fortunatamente le colleghe sono molto attente e mi richiamano a non stancarmi e a non esagerare”.

di Francesca Amé

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