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07 novembre 2016

Sei abile in cucina? Puoi diventare cuoca!

Dedicarsi ad elaborare cene e pranzi in maniera professionale, con l'aiuto di piattaforme informatiche. Ecco come fare

Sei abile in cucina? Puoi diventare cuoca!

Bastano il salotto di casa, la passione per la cucina e la voglia di conoscere persone nuove per trasformare un hobby in un’attività professionale. Conciliando lavoro e famiglia. Grazie al social eating, nato come fenomeno di nicchia alcuni anni fa, che consente alle persone di incontrarsi e fare nuove amicizie e al tempo stesso di integrare il reddito familiare.

Social eating: ecco cosa sapere e come muoversi

Si tratta di metter a frutto un’abilità che già si possiede, la destrezza in cucina, con l’aiuto delle reti sociali e dalle piattaforme informatiche, che fanno incontrare domanda e offerta. Una di queste è Gnammo (www.gnammo.com). A spiegare il meccanismo è Cristian Rigon, fondatore della piattaforma, insieme con Gian Luca Ranno e Walter Dabbicco. “Chiunque può iscriversi, annunciare un evento a casa propria e raccogliere adesioni”, dice. “Sia i cuochi (cook) sia gli ospiti (gnammer) devono registrarsi – è gratis – sulla piattaforma e creare un profilo, dove consigliamo di inserire più informazioni possibile. Chi organizza la cena pubblica un annuncio sul sito, con informazioni sulla città, il menù, il tipo di serata proposta e il prezzo. Gli gnammer richiedono di partecipare e pagano in anticipo, esclusivamente online”. È a discrezione del padrone di casa decidere se accettare tutti o solo alcuni, sulla base dei commenti degli altri utenti. Solo quando il cook accetta una richiesta, gli ospiti riceveranno l’indirizzo preciso e le informazioni di contatto, mentre il versamento sul conto del cuoco avverrà solo a cena conclusa. Gnammo trattiene, per i propri servizi, una percentuale fissa del 12 per cento su ciascuna transazione, cifra che viene regolarmente fatturata al cuoco.
Dal punto di vista fiscale, il social eating è uno scambio di servizio tra privati, quindi il cuoco deve rilasciare una ricevuta fiscale all’ospite, cosa a cui provvede la piattaforma in automatico. Si tratta di lavoro autonomo occasionale, normato in Italia con un limite di reddito per singolo cliente di 5mila euro annui. Ma attenzione, per reddito si intende la differenza tra l’intero importo incassato e le spese inerenti sostenute: per fare un esempio, la ricevuta del macellaio, che il cook conserverà con cura, sarà detratta dal reddito su cui il cook pagherà le imposte.

Quali garanzie di sicurezza per entrambe le parti?

Dopo la cena, padroni di casa e commensali ricevono feedback e commenti, che restano pubblici sul loro profilo e che aiutano gli altri utenti a farsi un’idea del tipo di persona con cui si avrà a che fare. “Va aggiunto che chi offre la cena è responsabile di ciò che viene servito a tavola”, spiega Rigon. “Oggi non sono previste normative dal punto di vista sanitario, ma Gnammo si sta attrezzando per fornire a tutti i propri cook una formazione adeguata. L’obiettivo è ridurre il più possibile il rischio di intossicazioni alimentari domestiche e diffondere una cultura, oggi assente, della manipolazione, conservazione e preparazione del cibo. È necessario anche imparare a gestire particolari allergie che dovessero segnalare gli gnammer”.

E i prezzi?

Sono a discrezione di chi organizza l’evento e il sito non impone limiti. “La media del 2016 è di 25 € a persona”, dice Rigon, “per cui consigliamo ai nostri cook di non scostarsi troppo da questo riferimento”. Le possibilità di guadagno dipendono dal numero di persone che si possono mettere a tavola ogni volta e dalla continuità con cui ci si dedica a questa attività. Sicuramente è un contributo al reddito familiare, ma anche un modo per rimettersi in gioco se si è usciti dal mercato del lavoro per un po’, per ritrovare fiducia in se stessi, mettersi alla prova e magari fare il salto di qualità dopo qualche tempo, dedicandosi alla cucina a tempo pieno e in maniera professionale. In più è un’attività che permette la conciliazione, dal momento si svolge da casa con tempi e modi molto flessibili.

 

di Francesca Capelli

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