L'allattamento è un anticoncezionale? | Io e il mio bambino

21 ottobre 2015

L'allattamento è un anticoncezionale?

L'allattamento è un anticoncezionale?

Se dopo il parto il desiderio è quello di ritrovare l’intimità con il proprio partner senza, con questo, concepire subito un altro bebè, non contate sull’allattamento per evitare di restare incinte. A spiegarlo è Stefania Piloni, ginecologa presso il San Raffaele Resnati e docente in Medicine Complementari all’Università degli Studi di Milano.

Restare incinta in allattamento è meno probabile

«Ma usare questo periodo come anticoncezionale è molto rischioso», spiega la ginecologa. «Esiste una legge biologica secondo cui noi donne prima ovuliamo, poi mestruiamo. Il capoparto, cioè la prima mestruazione dopo la gravidanza, è preceduto dall’ovulazione. Non conoscendo noi la data del capoparto, che non è in sequenza con le altre mestruazioni, non potremo neppure sapere che 15 giorni prima ovuliamo. Che, cioè, siamo fertili. Se, dunque, abbiamo un rapporto sessuale proprio in quel periodo, la probabilità di restare incinte è concreta».

L’allattamento è esclusivo e le poppate sono almeno sei

Anche questo non ha valenza oggettiva? «Ogni donna è a sé. Ogni fisico reagisce perciò in maniera diversa. Ecco perché non possiamo tenere buona la “regola delle sei poppate”. Anche in questo caso, quindi, l’eventualità di una gravidanza è tutt’altro che esclusa».

Mai sicure, dunque?

Neppure subito, subito dopo il parto? «Se proprio vogliamo individuare un periodo meno rischioso, allora diciamo che coincide con i primi due mesi dalla nascita del bebè. Considerato, però, che nei primi 40 giorni si sconsiglia di avere rapporti – il fisico della neomamma deve potersi riprendere -, a conti fatti restano “tre settimane di libertà”. Sarebbe opportuno che la coppia, durante il primo controllo di routine post partum, chieda consigli al ginecologo. Che, da una semplice ecografia, può capire se le ovaie sono ancora “addormentate”. Nel caso, via libera a rapporti sessuali non protetti. Ma solo per quel periodo. Non esiste ginecologo, infatti, che metta la mano sul fuoco per i mesi a venire».

Senza sesso? Mai!

Cosa fare, allora, se il desiderio di ritrovare l’intimità è forte fin da subito anche nella neomamma? «Chiedere al partner di avere maggior attenzione. Chiedergli, cioè, di usare il profilattico. Inibisce in un periodo di ripresa delicato di per sé? Ci sta, In questo caso resta la pillola: esclusivamente progestinica, cioè senza estrogeni, perché è la sola a non interferire con l’allattamento. La si può assumere dal 40 giorno dopo il parto, dietro prescrizione medica, e in assenza di ciclo. A differenza di tutte le altre che, invece, si prendono a mestruazioni in corso».

di Chiara Amati

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