La corretta contraccezione per chi allatta al biberon | Io e il mio bambino

25 maggio 2012

La corretta contraccezione per chi allatta al biberon

La corretta contraccezione per chi allatta al biberon

Pillola
Per chi allatta artificialmente non esistono controindicazioni alla pillola tradizionale, la classica estroprogestinica. Insieme con il ginecologo, però, sarà necessario sceglierne una di ‘nuova generazione’, ovvero a basso dosaggio, per minimizzare gli effetti collaterali derivanti dagli ormoni.
Quando: non appena compare il ciclo, che di solito, nelle mamme che non allattano, si presenta dopo 4/6 settimane dal parto.
Vantaggi: non interferisce con il rapporto sessuale, è il metodo anticoncezionale più sicuro in assoluto (99 per cento) e con il quale la maggior parte delle donne ha, ormai da tempo, una certa dimestichezza.
Svantaggi: va assunta quotidianamente; se dimenticata, non garantisce più la protezione per tutto il resto del ciclo. Inoltre, è sconsigliata alle forti fumatrici, a chi soffre di obesità, diabete, disturbi circolatori, ipertensione, patologie trombo-emboliche ed epatiche.

Anello contraccettivo
È un piccolo anello (spesso 4 mm per un diametro di 54 mm), flessibile e trasparente, da tenere inserito in vagina per tre settimane. Applicato tra il 1° e il 5° giorno del ciclo, una volta ‘al suo posto’ rilascia ogni giorno nel circolo sanguigno piccole quantità di due ormoni – uno progestinico (etonogestrel), l’altro estrogeno (etinilestradiolo) – che inibiscono l’ovulazione e modificano la consistenza del muco cervicale, rendendo più difficile la risalita degli spermatozoi. L’anello si toglie dopo un periodo di tre settimane per far tornare il flusso e, dopo sette giorni di pausa, se ne applica uno nuovo.
Quando: si può utilizzare dopo che sono nuovamente comparse le mestruazioni, a patto che le eventuali ferite vaginali o della cervice siano completamente guarite.
Vantaggi: è efficace come la pillola, è facile da usare come un assorbente interno e, una volta inserito, lo si può ‘dimenticare’ per 21 giorni. Non provoca fastidi, anche perché è realizzato con un materiale anallergico (l’Etilene vinilacetato o EVA). Inoltre gli ormoni, che vengono assorbiti a livello vaginale, bypassano lo stomaco (quindi non c’è il rischio che perda efficacia in caso di vomito o diarrea ) e agiscono meno sul fegato. In più, il ciclo si presenterà puntuale ogni 4 settimane, più o meno nello stesso giorno.
Svantaggi: per essere inserito, richiede una certa confidenza con il proprio corpo. Alcuni uomini potrebbero ‘sentirlo’, ma senza grandi fastidi. Prima di applicarlo, è necessaria una visita ginecologica per escludere eventuali controindicazioni (le stesse della pillola).Cerotto contraccettivo
È un quadratino di 4,6 cm per lato, da applicare sulla pelle: contiene una bassa percentuale di estrogeni e progesterone, che vengono assorbiti quotidianamente attraverso la cute ed entrando in circolo bloccano l’ovulazione.
Quando: non appena ricompaiono le mestruazioni dopo il parto. Il primo cerotto va applicato il giorno in cui il ciclo ha inizio.
Vantaggi: è facile da usare. Si cambia una volta alla settimana (per tre settimane di fila) ed è resistente all’acqua in qualsiasi condizione, anche in piscina, al mare o in sauna. Si può applicare in quattro parti diverse del corpo: glutei, addome, schiena o braccia (mai sui seni) e, poiché gli ormoni non sono assunti oralmente, non sovraccaricano il fegato.
Svantaggi: è poco ‘discreto’ e dà nell’occhio, soprattutto d’estate, quando ti scopri un po’ di più. Il rischio di distacco è remoto, ma se capita, la protezione viene meno. Ha le stesse controindicazioni della pillola. Per chi pesa più di 90 kg, l’efficacia è ridotta.

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