Intimità: in vacanza c’è tempo per tutto, anche per la coppia

17 luglio 2019

Intimità: in vacanza c’è tempo per tutto, anche per la coppia

Finalmente estate. Scatta la pausa dal lavoro, dalla routine quotidiana, dagli impegni... Ma non dai figli. Anzi, durante le ferie, è bello riuscire a stare con loro il più possibile. Non senza qualche spazio solo per mamma e papà

Intimità: in vacanza c’è tempo per tutto, anche per la coppia

Dopo mesi di stress, impegni e orari stretti, finalmente è arrivato il tempo delle vacanze per stare con chi si ama. E godersi insieme un po’ di relax. Per le famiglie con bimbi, sono un’occasione per dedicare maggiore attenzione ai piccoli e giocare con loro. Ma anche mamma e papà è giusto che abbiano la possibilità di stare un po’ da soli. Fa bene a loro e di riflesso anche ai figli avere genitori innamorati, rilassati e sereni. Come organizzarsi, quindi, per trovare un po’ di intimità? Ecco i racconti di tre coppie che hanno trovato il modello di vacanza ideale per loro.

Relax… per quattro in hotel

Mario e Giorgia hanno due vispi gemelli di due anni e mezzo. Lavorano entrambi e dedicano ai loro bimbi tutto il tempo libero. “Come è facile intuire, non abbiamo molte occasioni per noi due, per la vita di coppia”, dice Giorgia. “Così abbiamo deciso di regalarci una super vacanza in montagna, in un albergo attrezzato per famiglie, con piscine, animazione, attività per i bimbi, ristorante specializzato per loro”.

Simone e Alessandro, i piccoli, avevano già esperienza di asilo. Si sono integrati senza problemi e hanno apprezzato l’animazione. “Al mattino si andava tutti a fare una passeggiata, a guardare le mucche oppure in piscina”, racconta Mario. “Al pomeriggio i piccoli erano impegnati con i giochi di gruppo nel giardino, la musica, il trucca-bimbi. E noi ci rifugiavamo nella spa a rilassarci o in paese a fare due passi come due fidanzati. È stato rigenerante. Una sera siamo riusciti persino a fare una cena a lume di candela, mentre i bambini assistevano a uno spettacolo. Certo, non possiamo permetterci spesso una vacanza così, ma la carica che ci ha dato ci basterà per un po’”.

I servizi di animazione degli alberghi per famiglie sono una buona opportunità per conciliare i tempi dei genitori e quelli dei figli in vacanza. Dando il giusto spazio agli uni e agli altri. “Così lui e lei hanno modo di rinsaldare l’intimità, il legame di coppia, che è la base sicura su cui poggia lo sviluppo e il benessere dei bambini. Perché una mamma e un papà sereni e rilassati sono più disponibili e attenti alle esigenze dei loro piccoli. È dimostrato, per esempio, che nelle coppie più affiatate è maggiore il coinvolgimento paterno nella cura dei figli”, osserva Grazia Attili, professoressa emerita di psicologia dell’Università La Sapienza di Roma.

“Al tempo stesso, i bambini hanno modo di sperimentare un po’ di autonomia. E socializzare con i coetanei in un ambiente protetto, non distante dai genitori, che in caso di necessità sono subito da loro. Se i bimbi sono piccoli e riluttanti all’idea di andare al baby club, non bisogna forzarli. Ma rassicurarli e farli abituare poco alla volta. È facendoli sentire protetti che si rafforza la loro autonomia”.

In campeggio, amicizie solidali!

Piero e Marina non erano mai stati in campeggio prima. “Non siamo tipi da tenda, ma abbiamo pensato che un po’ d’avventura potesse divertire il nostro Andrea. Ci siamo lanciati senza sapere bene che cosa aspettarci”, racconta Piero. “Abbiamo comprato tutto l’occorrente e prenotato dieci giorni in un piccolo campeggio a conduzione familiare sul lago. La prima notte Andrea era al settimo cielo. Io e mia moglie non abbiamo chiuso occhio per il mal di schiena… Il giorno dopo, abbiamo affittato un camper e ci siamo trasferiti”.

Il piccolo Andrea, tre anni, avrebbe preferito continuare a stare nella tenda, ma si è trovato bene anche nella buffa casetta su ruote, con il lettino a due passi da quello di mamma e papà. “Il campeggio era piccolo e non aveva animazione, ma abbiamo fatto rapidamente amicizia con altre famiglie di veterani del posto”, dice Marina. “Spontaneamente si è creato un clima di collaborazione. Ci siamo occupati a turno del gruppetto di bambini, sorvegliandoli mentre giocavano sulla spiaggia o sul prato. Non ci aspettavamo di avere tempo per noi due. Invece ci siamo goduti un po’ di relax e di intimità nel provvidenziale camper”.

C’è un famoso detto che si adatta bene alla situazione: per crescere un bambino ci vuole un villaggio. “Prendersi cura in gruppo dei bambini è un comportamento innato nella nostra specie”, commenta la psicologa. “In questo modo i piccoli possono godere della compagnia di altri bimbi e del confronto con altri adulti. E i genitori hanno finalmente il tempo per dedicarsi alla vita di coppia e all’intimità. Per recuperare il gusto dello stare insieme, che spesso viene accantonato quando l’accudimento dei figli prende il sopravvento”.

Il mix giusto? Un po’ viaggio, un po’ relax… e intimità

Sergio e Marcella hanno organizzato una vacanza speciale. Un viaggio di nozze in tre, con la piccola Martina di nove mesi. Volevano visitare una città, ma anche concedersi una pausa di tranquillità per godere della compagnia reciproca. Così sono stati quattro giorni a spasso per New York e dieci giorni in un resort per famiglie a Santo Domingo. “A New York abbiamo girato sempre con il passeggino. Quando la piccola era stanca, si addormentava senza problemi. Così i suoi pisolini non hanno ostacolato i nostri movimenti”, racconta Marcella. “La città ha moltissime aree verdi. Ogni giorno Martina ha potuto giocare in un parco, spesso attrezzato per i bambini. Alla sera, si addormentava nel passeggino molto presto, per via del fuso orario, e la portavamo con noi al ristorante. A parte le cene tranquille a due, però, a New York non abbiamo avuto occasione di restare soli”.

Ben più rilassante è stato il soggiorno a Santo Domingo. “Avevamo scelto quel resort per l’assistenza anche ai bimbi di meno di un anno”, dice Sergio. “Portavamo Martina al baby club al mattino per goderci qualche ora libera. Poi pranzavamo tutti insieme e di nuovo la lasciavamo qualche ora al pomeriggio. Si è trovata bene con l’animazione e, quanto a noi, siamo riusciti persino a fare una mini crociera a due”.

Viaggiare, esplorare nuove città, è eccitante sia per gli adulti che per i bambini. “Apre la mente, è istruttivo e rafforza il legame tra i genitori, nel ruolo di guide. E i figli che si sentono accompagnati nelle loro scoperte”, dice Attili. “Naturalmente il viaggio deve essere programmato tenendo conto delle esigenze dei piccoli. Una soluzione mista, viaggio più soggiorno relax, è l’ideale. Per conciliare i desideri di tutti e per vivere la vacanza serenamente”.

 

di Maria Cristina Valsecchi

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