Il sesso dopo il bebè | Io e il mio bambino

25 maggio 2012

Il sesso dopo il bebè

Il sesso dopo il bebè

Come riprendere il sesso dopo parto? La nascita di un bambino è in grado di rivoluzionare la vita di coppia come pochi altri avvenimenti. Compito dei neogenitori, quindi, è (anche ) quello di sperimentare nuove modalità di relazione, alla ricerca del proprio, rinnovato equilibrio.

Come cambia il desiderio quando arriva un bambino

La ripresa dell’intimità dopo l’arrivo del bambino non è immediata e scontata.

  • La donna dopo il parto deve affrontare diversi compiti: adattarsi ai ritmi dell’allattamento, prendersi cura del neonato, recuperare le energie prima ancora che la forma fisica. Se a ciò si aggiungono le variazioni ormonali tipiche di questa fase è comprensibile come il desiderio di fare l’amore passi, per la neomamma, in second’ordine.
  • Anche nell’uomo l’interesse per la sessualità può cambiare e subire un calo nei primi tre mesi di vita del bebè. È un tempo quasi fisiologico, di adattamento al nuovo ruolo e di ricomposizione dell’immagine della propria compagna. Molti neopapà, infatti, all’inizio tendono a vedere la loro donna più come mamma che come amante.

Se è vero che in seguito – generalmente occorrono tre mesi – il desiderio ricompare, è vero anche che la donna può aver bisogno di un nuovo linguaggio fisico e affettivo. Mentre per lui vale ancora il linguaggio della passione, lei cerca soprattutto coccole e tenerezza. Piccole incomprensioni che richiedono un po’ di adattamento da parte di entrambi.

Trucchi salva-coppia

Intimità a rischio? La possibilità esiste. Di seguito, alcuni semplici espedienti da mettere in pratica perché l’eros non ne risenta.

  • Dalla parte di lei

Dopo la nascita del bebé capita a molte donne di sentirsi stanche, immerse in una dimensione quasi irreale i cui ritmi sono gli stessi ‘imposti’ dal piccolo. Alla spossatezza si aggiunge anche un senso di disorientamento: realizzare di essere diventata madre, capire il significato di questa svolta, le sue implicazioni, non è un processo automatico, ma richiede un po’ di tempo. Tutto il resto passa in secondo piano, compreso lo spazio da dedicare alla coppia e, in generale, alla sessualità. E questo indipendentemente da ciò che si prova per il compagno: anzi, talvolta dopo la nascita si nutre un sentimento ancora più profondo nei suoi confronti, una sorta di gratitudine perché ci ha permesso di diventare madre. Semplicemente, nel corso del puerperio e spesso anche oltre, la neomamma è assorbita dal grande impegno fisico dell’allattamento e della cura del neonato e, sotto il profilo psicologico, si sente più madre che donna. Se dopo il parto la libido femminile è in caduta libera lo si deve anche alla carenza di estrogeni e agli alti livelli di prolattina (un ormone che favorisce la produzione di latte), che hanno la capacità di inibire il desiderio. Ma non solo: la neomamma può provare un disagio psicologico che le impedisce di abbandonarsi al desiderio. In primo luogo la paura di non piacere al compagno per i chili accumulati e i tessuti non più sodi come prima.

Accorgimenti pratici

  1. Innanzitutto se durante il parto è stata effettuata l’episiotomia – il taglietto del perineo effettuato per agevolare l’espulsione del bebè – possono essere necessarie alcune settimane perché passi del tutto il fastidio provocato dalla sua completa cicatrizzazione. Per facilitarne la guarigione si possono fare massaggi con olio di iperico o gel a base di aliamidi, molecole dall’efficacia antinfiammatoria e analgesica.
  2. Il calo di estrogeni (soprattutto rispetto ai livelli raggiunti durante la gravidanza) in questo periodo può rendere meno elastica la mucosa vaginale e meno efficace il meccanismo della lubrificazione. Per vincere la secchezza, il medico può prescrivere ovuli vaginali a base di estrogeni a basse dosi, che non interferiscono con l’allattamento e consentono la ripresa di una lubrificazione adeguata. -Via libera anche ai gel lubrificanti che aiutano a recuperare un’intimità soddisfacente.
  3. Utilissima anche la ginnastica riabilitativa della zona del perineo, per recuperare al meglio la sensibilità e la tonicità dei muscoli vaginali, oltre che per prevenire l’incontinenza da sforzo, che può essere lo sgradevole ricordo di un parto vaginale.
  4. Alcuni accorgimenti riguardano la sfera emotiva più che quella fisica. Per esempio, è bene evitare di parlare solo del bebè e mantenere l’interesse verso gli altri aspetti della vita. Servirà ricordarsi che non si è solo una mamma e un papà.
  5. Per addolcire i momenti di ‘astinenza’, i neo genitori cerchino di concedersi pause per se stessi: una pausa sdraiati sul divano a chiacchierare, una doccia insieme, una cenetta fuori mentre i nonni si occupano del bebè. Il desiderio, in fondo, si alimenta anche così, ritrovando una complicità un po’ allentata dai nuovi ritmi di vita.
  6. Toccherà alla mamma, infine, proporre al compagno nuove posizioni qualora fare l’amnore come prima del parto le procuri fastidio. Stare sopra all’uomo o di fianco, per esempio, permette all’utero di non essere troppo sollecitato.
  • Dalla parte di lui

Dopo la nascita è possibile che il neopapà provi un minore interesse nel fare l’amore. Il motivo? Alcuni neopapà, dopo aver assistito al parto, possono restare colpiti dalla sofferenza della compagna, dalla vista di sangue e suture e inconsciamente si sentono responsabili di questo. In altri casi è la trasformazione dei genitali femminili durante il parto a creare una sorta di blocco del desiderio. Anche il semplice osservare la compagna allattare può indurre l’uomo a considerarla più come madre che come amante e ostacolare il desiderio di riprendere la vita sessuale. Secondo studi recenti, dopo il parto gli uomini subiscono un calo di testosterone e quindi anche del desiderio sessuale. Una scoperta interessante, che dimostra come la natura abbia in qualche modo provveduto a smorzare l’entusiasmo erotico maschile nel puerperio, al fine di rallentare le nascite e di concentrare le attenzioni sul neonato. Pare anche che più forte sia il coinvolgimento dei papà nelle cure del bebè, tanto più aumenta la loro disponibilità a riprendere i rapporti con tranquillità. Probabilmente perché sono riusciti a conciliare dentro di sé il ruolo di genitore con quello di marito.

Accorgimenti pratici

  1. Al neopapà è richiesta molta pazienza e soprattutto la capacità di non interrompere il dialogo, senza rinunciare a manifestare i propri timori e le proprie sensazioni. Soprattutto quella di sentirsi esclusi o trascurati, tipica di molti uomini in questo periodo.
  2. L’attività sessuale si recupera, in genere, dopo tre mesi dal parto. Prima non è il caso di insistere; non è infatti necessario avere subito rapporti completi, sono più importanti le coccole e le carezze per ritrovare la complicità. Solo se, trascorsi quattro-cinque mesi, la situazione non dovesse migliorare, si può chiedere aiuto a un esperto.
  3. Fare paragoni con l’attività sessuale della coppia prima che arrivasse il bambino non ha senso. Molto probabilmente qualcosa cambierà nel modo di fare l’amore dei neogenitori e non è detto che questo avvenga in peggio.
  4. Il neopapà dovrebbe tenere sempre a mente che dopo il parto la compagna si sente meno attraente. Corteggiarla, dirle che la si trova sempre bellissima è un modo dolcissimo per riaccendere in lei il desiderio.

Quanto aspettare?

In genere si consiglia di riprendere i rapporti sessuali dopo quattro-sei settimane dal parto, per permettere ai tessuti di ritornare del tutto alla normalità, soprattutto se sono stati praticati punti di sutura o se si è subìto un cesareo. In ogni caso, è sempre meglio eseguire prima una visita di controllo ginecologica. Il rischio è che si verifichino delle infezioni, anche a causa delle piccole lacerazioni all’interno della vagina che devono ancora rimarginarsi del tutto. Ovviamente, la limitazione riguarda solo la penetrazione. Tutto il resto è permesso!

 

Commenti